Apr 8, 2008 - Picnic, Verdure    14 Comments

Caponata

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Una volta ho chiesto alle mie due nonne di farmi dare una sbirciatina ai loro ricettari.
“Che vuoi vedere, bella di nonna?!” mi domanda la nonna siciliana (nonna Rosa)
Io: “il ricettario, nonna. Dove ti appunti le dosi e il procedimento delle ricette che fai.”
Lei: “ma io non ce l’ho. Vado a occhio e a ricordo”
Allora provo con quella marchigiana… (nonna Gina)
Lei: “aspetta qui che te lo vado a prendere”
Quando torna porta una vecchia agenda dove c’erano appuntate liste della spesa, dare e avere con il macellaio e il fruttivendolo e, sì, qualche incipit di ricette… ovviamente inutilizzabili.
La tradizione orale… prima della scrittura la conoscenza si tramandava per tradizione orale e, per quanto riguarda le ricette, ogni famiglia aveva le proprie versioni.
Esperienza sulle consistenze, conoscenza degli strumenti di cottura e delle materie prime. Questo serve per cucinare manicaretti. Tentativi, fallimenti e successi. “Si tratta solo di prenderci la mano. Dopo un po’ la quantità giusta la senti nel braccio. Chi usa il bilancino del farmacista sbaglia in partenza”. Sorrido e penso a chi vuole le dosi esatte (quasi blindate), i tempi di cottura precisi al secondo, fino ad arrivare ai dettami di girare in senso orario o antiorario (chissà, forse dipenderà dall’emisfero in cui ci si trova…??!!). Tutte questo  serve all’inizio per chi non sa cucinare e, malignamente, per cercare di far sembrare questa attività difficile e “per pochi eletti”. Non è così. Almeno, non lo è per me: la ricetta “vera” e “unica” non esiste. Esiste quella di mia madre, quella di mia nonna, quella che ho mangiato in quel ristorante e che voglio rifare a casa mia ritrovando quel sapore!
Questa è la caponata (di mia nonna Rosa):

INGREDIENTI: per 4-6 persone
4 melanzane
6 gambi di sedano
2 cipolle
15 pomodori ciliegino
150 g olive verdi snocciolate
1 cucchiaio di capperi sotto sale
1 cucchiaio di zucchero
¼ di bicchiere di aceto di vino rosso
½ bicchiere di olio d’oliva
basilico fresco
sale, pepe macinato al momento (o peperoncino)
– 
TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti
– 
PREPARAZIONE:
Ho lavato le melanzane e le ho tagliate a tocchetti lasciando la buccia. Le ho messe, dopo averle salate, in uno scolapasta, per far scolare l’acqua amara (circa 1 ora). Le ho risciacquate e asciugate bene con carta assorbente da cucina. Nel frattempo ho pulito e lavato il sedano, l’ho tagliato a cubetti e l’ho fatto bollire per circa 10 min. L’ho scolato accuratamente. Ho tagliato a metà i pomodori e le olive. Ho passato i capperi sotto l’acqua. Ho affettato finemente le cipolle. Ho fatto scaldare l’olio in una grossa padella e c’ho fatto friggere le melanzane per circa 3 minuti (finché non si erano ben dorate). L’ho tolte con un cucchiaio forato e le ho mese da parte. Nello stesso olio ho fatto soffriggere le cipolle e il sedano, poi ho aggiunto i pomodori, le olive e i capperi. Ho aggiustato di sale e di pepe e ho fatto cuocere a fuoco basso per circa 5 minuti. Ho aggiunto le melanzane e ho fatto cuocere per altri 10-15 minuti, mescolando 4 o 5 volte delicatamente. Ho cosparso lo zucchero e versato l’aceto e ho fatto cuocere per altri 3-4 minuti. Guarnire col basilico. Si serve tiepida o fredda. Il giorno dopo è ancora più buona.

Caponataultima modifica: 2008-04-08T20:03:00+00:00da paola_sq
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14 Commenti

  • Grande piatto! L’agrodolce è per chi sa cucinare. L’equilibrio è l’obiettivo ultimo. Io l’ho fatta l’ultima estate di peperoni e sono andata a ricordo e a occhio: tale e quale a questa ma senza i pomodori e le olive.
    Le tue nonne hanno ragione, sono d’accordissimo con loro: l’unica misura è il qb!

  • Strepitosa…. ma dubito arrivi al giorno dopo 😀
    Jacopo

  • Molto invitante !

  • Ciao,ci conosciamo poco dato che raramente ti lascio un commento,Sono un ristoratore e quindi sia per lavoro che per piacere amo cucinare.Vengo al dunque ho dato il via ad un premio dal nome SaLeYpePe, e sarei onorato se lo accettassi come segno di stima verso tutto quello che fin’ora hai fatto.
    Le mie motivazioni: Mi piace il tuo Blog è ordinato e mi da un senso di pulito, sei sempre disponibile a chi ti lascia un commento, e cosa abbastanza rara almeno per quel che riguarda il mio lavoro “Cuoco” accetti sempre piccoli consigli ed osservazioni. Potrai a tua volta votare un blog che si occupi di ricette-cucina o vino..Ti invito a ritirarlo su questa pagina grazie a Presto Denis..

  • che buone queste melanzane in agrodolce…..bisogna essere molto bravi a dosare l’agro e il dolce….bravissima:-)
    Annamaria

  • A maruzzella: meno male che concordi con me! E Aggiungo: la ricetta e le dosi sono solo l’inizio, gli ingredienti sono elementi vivi e non si comportano sempre allo stesso modo…

    A Jajo: beh, ma basta farne un vagone e avanza

    A Gisella: ohhhh yessss

    A Ai Castelli: passo subito a vedere di che si tratta

    Ad Annamaria: allora di sicuro a te vengono meglio…

    Paola

  • Ciao Paola e Grazie per la visita. Vedi Paola io faccio questo lavoro ma non lo capisco più, è difficile da spiegare ma una volta vedevo i miei nonni e mia madre poi, metterci amore,passione, io ho fatto tanti corsi anche su nuove tecniche di cottura,pasticceria,ecc,ecc,ecc..ma credimi sui Blog ho capito cos’è la passione,fare qualcosa per il gusto di farlo,parlare di cibo e vino,è questo che vorrei trasmettere ai miei clienti,non solo la ricetta, ma lo spirito..Una passione.Oggi chi lavora dietro ai fornelli deve sapere 1000 cose che non hanno nulla a che vedere con la cucina. Quindi capisci perché vorrei che siate voi a premiare ,un amico, una persona cara ,che come noi ama ancora cucinare per il gusto di farlo..Ciao e grazie Denis Un Blogger appassionato di cucina.

  • Due regioni che mi sono nel cuore,i ricordi che bella cosa ..
    Complimenti davvero!

  • La caponata…la mia passione! Brava Paola, come sempre!

  • Italia,rialzati e sorridi!

  • mi hai letto nel pensiero
    grande!

  • leggere la ricetta in un giorno d’agosto, un pò sornione per la noia un pò fastidioso per la solita tonsillite, mi ha riportato alla mente altre estati. Io, in sicilia sui nebrodi, seduto a terra su un balcone di un vecchio palazzo signorile, alle due del pomeriggio; di fronte le colline scendevano ripide verso la fiumara ormai secca, la ferrovia lontana ricordata solo dal fischio di un treno eppoi la spiaggia delimitata dal verde giallastro delle piante rupestri e il mare di un azzurro impossibile, impossibile e bello come la mia malinconia; di là da questo, specie nei giorni nitidi e senza umidità apparivano, quasi potessi toccarle, maestose e amiche, le eolie e soprattutto la più cara, vulcano, che faceva rassicurante contrappasso alla luce inquietante e tenebrosa e ai fumi eruttati dall’etna anch’essa vicina ma dietro le spalle e remota d’insicurezza; l’adolescenza godeva i profumi, i sapori, le voci delle amiche che invocavano un bacio mai dato, una carezza troppo sognata e già i rimpianti e i rimorsi. Poi però, dopo mezzora di “meditazione” il desiderio di cibo si faceva insopportartabile e iniziavo a sbirciare oltre le tende mosse dal vento profumato di azalee, pomodori messi a seccare e strani odori di spezie e sughi sconosciuti e cari a un tempo come la mia sicilia: la più amata tra i ricordi tristi e i loro conseguenti itinerari. Sbirciavo per essere certo che oltre all’impeccabile stoviglieria della tavola imbandita arrivasse il pranzo, o la colazione, come usavano dire i miei ospiti cortesi e affettuosi nell’animo, signori di fatto, nobili nella forma e nella sotanza. E finalmnte intorno alle tre del pomeriggio si cominciava; ho tanti ricordi in proposito, ma su tutti il profumo del glicine ombroso che stava in cortile sembrava entrare in sala con le sfumature tenui della cannella, l’uvetta,eppoi i pinoli, i pomodori e infine le melanzane: tutto accompagnato da una musica, che era solo nella mia testa, che mi ricordava il vicino oriente , il sole caldo, l’ombra degli androni di tunisi o malta e le odalische che ballavano intorno a me: era il giorno della caponata: una festa per l’anima, un trionfo di aromi sconosciuti e ammiccanti che mai più avrei gustato e che il tempo avrebbe cancellato persino dal cuore. Solo la tua caponata, la tua maestria in cucina e quel poco che so di te amica mia, mi hanno riproposto un immagine bella e riaperto una ferita che non si sana. Ma questa è un altra storia. complimenti paola, non lasciarci continua con la magia culinaria e con quella della vita. Maurizio

  • eccezzionale, io la faccio un po diversa dalla sua sicuramente e non e corretta ma essendo un’amante delle patate metto anche quelle,faccio i miei complimenti per la pagina carina e familiare a presto

  • Gisella: per me non esistono ricette giuste e ricette sbagliate, esistono solo ricette buone e meno buone. La prossima volta provo a metterci le patate pure io. E grazie per i complimenti.

    Paola

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