giu 7, 2009 - Antipasti, Pesci    13 Comments

Cozze Gratinate

 

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Preparare il gratin di cozze è un atto d’amore verso gli ospiti, e denota un animo pio e paziente: le cozze vanno lavate una per una, spazzolate con la spugnetta di metallo (o con la spazzolina di metallo) e private della “barbetta”.
E visto il tempo che richiede questa operazione, la sconsiglio vivamente a quanti abbiano il lavabo della cucina troppo basso: si rischia di rimanere gobbi!! O a quanti abbiano fretta; o a chi ha un gatto fra i piedi che sente l’odore del pesce!
Ma, per la preparazione delle cozze gratinate, la pazienza non finisce qui perché dopo che le abbiamo fatte aprire e buttato la metà senza il mollusco, vanno riempite una per una. Insomma… un lavoraccio!
Ma se vi riempie di soddisfazione vedere che gli ospiti spazzolano via tutto leccando anche la conchiglia della cozza come fosse un cucchiaio, allora le vostre fatiche saranno ricompensate e il mal di schiena passerà in un secondo.

 

 

INGREDIENTI: per 4
1 kg di cozze (1 sacchetto)
3 cucchiai di pangrattato
1 mazzetto di prezzemolo
olio
1 bicchiere di vino bianco secco
sale, pepe
(1 tuorlo)

TEMPO DI PREPARAZIONE:
90 minuti

PREPARAZIONE:
La prima cosa da fare è pulire bene le cozze sotto l’acqua corrente, strappando la barbetta e strofinandole con la spugnetta di metallo.
Poi le ho messe in una capiente casseruola con un bicchiere di vino bianco secco e ho messo sul fuoco. Toglievo le cozze dalla casseruola a mano a mano che si aprivano e le mettevo in un piatto.
Quindi le finivo di aprire con le mani e mettevo nella teglia da forno solo la parte con il mollusco.

Ho filtrato con attenzione il sughetto di cottura delle cozze.
Ho usato un colino d’acciaio che ho ricoperto con tre fogli di carta assorbente da cucina.
Quindi ho salato leggermente il filtrato e c’ho bagnato le cozze.

Ho preparato il pangrattato aromatico: ho tritato finemente il prezzemolo e l’ho aggiunto nella tazza dove avevo messo i 3 cucchiai di pangrattato. Quindi ho aggiunto tanto olio quanto ne è servito affinché tutto il pangrattato risultasse bene intriso di olio. Ho aggiustao di sale e pepe. Ho amalgamato il tutto. (Nel caso risultasse troppo asciutto aggiungere ancora olio.)

A qusto punto ho condito le cozze con il pangrattato aromatico.

Ho infornato a 180° C (forno già caldo) in modalità ventilata per 20 minuti.

Se si vuole, a 5 minuti dal termine della cottura si possono bagnare le cozze con il tuorlo sbattuto (con qualche goccia d’acqua).

Servire calde.

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13 Commenti

  • non avevo mai pensato alla faccenda del mal di schiena, ma ora che ci penso,mi spiego il perchè del dolorino qui dietro…
    ma le cozze gratin ,da d’estate sono un must..io le preparo il mattino presto, poi vado al mare e la sera me le pappo…
    una guduria fino al prossimo mal di schiena…

  • Antonietta: anche tu quel dolorino proprio sotto la scapola destra? Ma che buone, però!

    Paola

  • per allentare il dolore alla schiena mettere un piede su di uno sgabello, allevia la tensione alle lombari!
    cozze al gratin : da noi al trito di prezzemolo si aggiunge anche l’aglio finemente tritato mescolato al pane grattuggiato, attenzione a non esagerare per non soverchiare il gusto della cozza. ciao Renata

  • Renata: anche tu alle prese con il mal di schiena, ogni tanto…
    Per l’aglio da aggiungere al trito: certo, se si decide di metterci anche l’aglio occorre avere la mano allenata.

    Paola

  • Che buone, le cozze… sono una delle cose che mi mancano di più, perchè mio marito non le mangia e quindi devo rinunciarvi anche io.
    Però quanto sono buone, mammamia…

  • Penso che le cozze gratinate siano uno dei piatti più invitanti e succulenti che si possano immaginare, al punto che il dolorino scapolare diventa un dettaglio insignificante…
    Vorrei però dare un consiglio a chi voglia prepararle al meglio: NON fate aprire le cozze nella pentola ma apritele A CRUDO (ad una ad una…); così facendo si eviterà di cuocerle due volte e resteranno decisamente più morbide. Provare per credere…

  • Maurizio: l’idea di aprirle a crudo mi era balzata in testa ma… il fatto che si aprano da sole mi da la certezza che siano vive: quelle che non si aprono le butto via. Se le apro io a crudo rischio di mangiare anche quelle che altrimenti avrei buttato via. Non vorrei rischiare di passare il giorno successivo al bagno. Tu come le riconosci quelle che non dovrebbero essere mangiate?

    Paola

  • Ciao Paola, le cozze da non mangiare le riconosci dalla scarsa resistenza che offrono alla lama del coltello nel momento in cui cerchi di inserirlo e di separare le valve, in quanto queste ultime si presentano non perfettamente aderenti.
    Se posso rassicurarti, sono anni che le preparo così e non ho mai avuto i problemi che tu temi (altrimenti avrei cambiato tecnica) e ti assicuro che la riuscita è decisamente superiore.
    Fammi sapere.
    P.S. Che bello questo sito, l’ho scoperto solo ieri e ci ho passato mezza giornata…

  • Maurizio: visto che mi dici che le prepari da parecchio tempo così, allora provo. Grazie.

    Paola

  • E i denti di cane sul guscio da pulire? li lasciate lì? e allora coltellino da bistecca
    e via attenzione alle dita. Robby con due ” b “

  • Le faceva mia madre…le apriva sul fuoco esattamente come hai fatto tu ma poi nel pangrattato ci metteva anche l’aglio. Per la cronaca le cozze morte puzzano da morire, basta annusare prima di aprirle, ovviamente una per una…

  • ciao a tutti io penso che il mal di schiena ti viene anche per altre cose. Ma volete mettere un bel piatto di cozze gratinate tranquilli passa tutto ciao

  • ma dell’acqua filtrata che cosa ne hai fatto?

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