Giu 30, 2009 - Antipasti, Aperitivi, Uova, Verdure    16 Comments

Frittelle alla Menta

 

Frittelle di menta.jpg

 

 

Credo che in Sicilia le chiamino Frocie. Anzi… chiedo conferma agli isolani.
Ne ho un vago ricordo di bambina, di quando mia nonna paterna li preparava come stuzzichino/antipasto insieme ad una miriade di altre cose con il solo scopo crudele di farci scoppiare il fegato.

In realtà la preparazione di queste frittelle è molto semplice; tutta la maestria è nella frittura e nel lasciarle leggermente bavose all’interno. Occorre quindi toglierle dal fuoco appena riescono a mantenere la forma.

E  visto che la frittura è croce e delizia delle nostre tavole, ne approfitto per dire la mia su questa tecnica di preparazione del cibo.

Ho studiato approfonditamente la chimica del processo.
Devo dire che la laurea in chimica farmaceutica mi ha aiutato parecchio soprattutto quando leggevo di punto di fumo; grassi trans; grassi saturi, monoinsaturi e poliinsaturi; processo di ossidazione dei grassi; processi di degradazione e disidratazione; oli raffinati e non.
Con tutte le relative considerazioni nutrizionali e salutistiche.

L’argomento è vasto ma alla fine si può dire che:
l’olio extravergine di oliva è un olio monoinsaturo di origine vegetale; contiene antiossidanti e non contiene grassi trans.
Tutte caratteristiche ottime dal punto di vista nutrizionale.
Inoltre è l’olio non raffinato con il più alto punto di fumo (temperatura alla quale l’olio si decompone in composti tossici per il fegato). Il punto di fumo per l’olio extravergine di oliva è tra 160 e 210° C.

Quindi…
direi che l’olio extravergine di oliva è buono da usare sia a crudo che per friggere/soffriggere.
Per le fritture occorre però usare l’accortezza di rimanere su temperature basse (io friggo a 150° C) e l’unico modo per tenere sotto controllo la temperatura dell’olio è con il termometro per alimenti.
Quando si frigge qualcosa occorre tenere presente che la temperatura dell’olio si abbassa quando mettiamo a friggere qualcosa, per poi aumentare di nuovo. Quando si frigge occorre quindi regolare la fiamma in continuazione se si vuole evitare di arrivare ad avere alte temperature.

Inoltre friggere a basse temperature migliora la qualità del fritto: è cotto all’interno senza che sia bruciato all’esterno; eppoi la cuoca ha più tempo per tutte le operazioni che girano intorno ad una buona frittura…

 

 

INGREDIENTI: dosi per 2 persone
4 uova intere
4-5 cucchiai di pan grattato
4-5 cucchiai di pecorino
menta romana
pepe da mulinello
tabasco

TEMPO DI PREPARAZIONE:
30 minuti

PREPARAZIONE:
Ho sbattuto le uova intere e ho aggiunto il pan grattato e il pecorino.  Ho unito la menta lavata, asciugata e tritata, il pepe e il tabasco.

Nel frattempo ho messo a scaldare l’olio in una pentola di alluminio non antiaderente e quando la temperatura ha raggiunto i 150° C ho versato una cucchiaiata del composto ottenuto. All’inizio il composto si depositava sul fondo e poi risaliva in superficie. Ho lasciato cuocere fino a quando la frittella diventava sufficientemente solida da tenere la forma. Si mangiano calde.

Frittelle alla Mentaultima modifica: 2009-06-30T09:55:00+00:00da paola_sq
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16 Commenti

  • Confermo, si chiamano propri così. Ed io l’ho scoperto solo lo scorso anno ^_^
    Cmq devono essere molto buone alla menta, non le ho mai provate 🙂

  • Non le ho mai mangiate ma a vederle promettono bene, hanno un bel colore!

  • Sfiziosissime queste frittelle!!!!!!!!!!
    Gustose e filanti, che bontà!!!!!!!!!

  • Sweetcook: grazie mille per la conferma. Non ne ero certa al 100%; anche perché al solo nominarle i toni assumevano sfumature incerte. Come quando nomini una cosa e sai a cosa ci si riferisce perché hai un codice famigliare a cui attingere, ma magari il resto del mondo lo chiama in modo diverso…

    Paola

  • Mancavo da un pò ed ogni volta al mio ritorno il tuo blog mi riconferma per l’ennesima volta l’appagamento emotivo della buona tavola, il caldo ricordo dell’infanzia che si registra oltre che in sentimenti anche in gusti, odori e tradizioni che restano nel nostro cuore e nella nostra mente fissati per sempre!

    Ottime direi queste frittelle da provare subito! Ed approfitto della tua scienza per chiederti una delucidazione: avevo letto che era l’olio di arachidi quello con il più alto punto rottura delle molecole: è lo stesso che punto di fumo ??? Se si, questo mi sembra in contraddizione con quanto spieghi. Devo arguire che sono stata mal informata?

    Comunque vado immediatamente ad acquistare un termometro per alimenti!
    e da ora in poi ogni fritto sarà un rito!

    Bene ! Oggi ho imparato una cosa nuova!

    Un bacio ! Renata

  • Renata: bentornata.. e grazie, come sempre, dei complimenti. Per me il piacere di stare bene a tavola è nato intorno alla tavolata domenicale… mentre eravamo tutti lì, a chiacchierare, a domandare a nonna il segreto per un sapore così deciso…

    Il punto di fumo equivale al punto di rottura a cui ti riferisci tu. Sulle temperature del punto di fumo dei vari oli c’è un pò di confusione anche in letteratura (guarda qui http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_di_fumo ). Quindi ho considerato che avessero più o meno lo stesso punto di fumo. Preferisco l’olio extravergine di oliva perché mi da più garanzie dal punto di vista nutrizionale (anche perché è sicuramente italiano). Però costa di più.

    Sono ancora in fase di valutazione sull’uso a crudo dell’olio di semi di girasole…

    Paola

  • Conosci i testi:
    Hervé This,Pentole e provette, saggi del gambero rosso

    Stefano Colonna, Fabiano Guatteri, Cucina e scienza, ingredienti, processi, menù, Hoepli editore

    E’ bello vedere persone giovani trattare la cucina con tanta passione e competenza, sei proprio brava.
    Ciao!!!

  • Conosci i testi:
    Hervé This, Pentole e provette, Saggi del gambero rosso

    Stefano Colonna,Fabiano Guatteri, Cucina e scienza, ingredienti, processi, menù,Hoepli editore

    Sei brava, ciao!!!

  • Angelapia: non conosco nessuno dei libri che hai citato. Un motivo in più per andare in libreria… Grazie.

    Paola

  • Scusa l’insistenza nella comunicazione, ma il computer è impazzito per il caldo e non dava riscontro di nulla.

  • Angelapia: non dipende dal tuo computer, ma dal fatto che da qualche giorno ho pensato di moderare i commenti (prima di vederli online li devo accettare). Con il periodo estivo sto un pò meno davanti al computer e non vorrei rischiare che qualche commento cretino venga visualizzato per troppo tempo prima di riuscire a cancellarlo…

    Paola

  • Ciao Paola!
    Non so se ti sia arrivata la notizia automatica, ma ho aggiunto il tuo blog tra i miei preferiti. Lo guardo spesso.
    Complimenti per le ultime ricette. Fritto e pastella non mi sono mai venuti, solo dei catastrofici disastri. Chissà se con i tuoi suggerimenti riuscirò prima o poi.
    Grazie

    Lauretta

  • Sai se c’è una variante al pecorino..? Non mi piace proprio… 🙁
    GRAZIE

  • Mari: se non ti piace il pecorino mettici il formaggio che ti piace. Potresti provare con il parmigiano, oppure con la scamorza grattugiata, con la ricotta salata grattugiata… Prova.

    Paola

  • Io adoro il fritto anche se non lo faccio spesso ma queste frittelle mi sembrano sfiziose per una cena all’aperto solo che ancora non ho imparato come fare a mantenere il fritto caldo prima che siano arrivati tutti gli ospiti e si inizia a mangiare, tu come fai? Ti ringrazio in anticipo per il suggerimento.

  • Catia: i fritti perdono il loro fascino se non sono caldi e croccanti. Se c’è un modo per mantenerli caldi (in forno a 60° – 70°) non credo che esista un modo per mantenerli croccanti. Le fritture devono essere estemporanee, e la cuoca si deve sacrificare e farle al momento di mangiarle! E’ la triste realtà…

    Paola

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