Alici Fritte nella Pasta Cresciuta

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Anche a voi i sogni vi portano a spasso nel tempo? Ultimamente mi capita di sognare i miei ex-compagni di classe del liceo in situazioni vissute all’università e viceversa, parliamo tutti in francese e viviamo contemporaneamente in tutti e cinque i continenti. Ah… sono sicura che il mio cervello voglia dirmi qualche cosa! Ma cosa??!!

Post super corto, so! Ma da qualche tempo le cose hanno preso velocità e non riesco ad aggiornare il blog come vorrei (aimé!). Ma non mi prendo pena: è un momento passeggero perché, prima o poi, ritroverò l’organizzazione che serve. Eppure sono sicura che i miei sogni di adesso abbiano qualcosa a che vedere con tutto questo casino...

Intanto vi lascio la ricetta della pasta cresciuta… io c’ho fritto le alici, ma potete usarla come “pastella” per qualsiasi cosa :-)

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Ostriche e Vinaigrette

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C’è un tempo per i tramezzini e un tempo per le Ostriche… E questo è tempo di ostriche. E’ il periodo migliore: costano meno del solito e sono più dolci (perché la stagionalità non è prerogativa solo di frutta e verdura!).

Ho pensato di continuare con un antipasto/aperitivo molto chic le proposte per il cenone di Natale. Certo… se avete una bella tavolata numerosa non è proprio quel che si dice una cosetta economica…  ma in questo caso non fatevele mancare questo fine settimana :-)

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Tramezzino di Pollo e Avocado

Sandwich di pollo

Perché i manuali di gravidanza dicono solo di preparare in anticipo le valigie per il parto ma non ti dicono di preparare e congelare dei pasti per il dopo? E’ che quando avanzano 5 minuti vorresti sederti sul divano, non dico leggere, no, quello sarebbe troppo, ma almeno sedersi non perché si è devastate dalla fatica ma perché si vuole farlo…
Tra la stanchezza e la voglia di sedermi a non fare niente, ammetto che i miei pasti si stanno riducendo ai minimi termini: pura sopravvivenza, direi! Diciamo che un-valido-e-volenteroso-aiuto cucina per cena qualcosa che possa essere scaldato il giorno dopo (stufati, minestre, legumi)... ma che fare quando anche l’aiuto è KO?: un ringraziamento particolare all’ottima baguette (con formaggio e prosciutto) che mi ha permesso di sopravvivere fino ad oggi!

Ieri è stata una giornata importante: ho fatto un primo, timido passo, verso la cottura del cibo ☺ e come botta-de-vita ho deciso di variare il tipo di pane.
Ma la domanda nasce spontanea: perché in Italia lo chiamiamo pan carré, che fa’ molto francese (carré vuol dire quadrato, quindi ce-sta-tutto) mentre in Francia  lo chiamano pain de mie (letteralmente: pane di mollica)?
No… è che… ecco… insomma… una si trova un po’ in difficoltà a cercare tra gli scaffali un prodotto dal nome francese ma che in Francia non si chiama così!
Come pure la sac-à-poche… te pare che i francesi la chiamano così? No!… loro la chiamano poche-à-douille! Ma allora… perché continuiamo a chiamare queste cose in un finto francese??? Va a finire che facevo meglio quando la chiamavo banalissimamente tasca-da-pasticcere (almeno era italiano corretto)!

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Tapenade

Tapenade


Da quanto tempo è che sto in Francia?
5 mesi!?
Comincio a capire le potenzialità culinarie di questo paese: i molteplici paesi confinanti e le sue colonie attuali e passate contaminano la cucina di questo paese rendendo impareggiabile la sua cultura culinaria.
Peccato che "sapere" non sempre voglia dire "saper fare" e che lontano dai ristoranti stellati si mangino pallidi filetti di pesce affogati in una salsa a base di curry e panna da cucina con della pasta scondita come accompagnamento. Almeno... questo è stato il mio pranzo di oggi in un locale in cui "non si cucina male". Giuro.

Sì ma ora basta "parlare male" della cucina del paese che mi ospita. Non è gentile. Anche perché con i loro piatti tipici sono dei veri maestri!

La Tapenade è un patè di olive (nere o verdi), capperi, aglio, alici e erbe aromatiche originario della provenza. Si gusta spalmata su crostini di pane come aperitivo o antipasto. Ma io l'ho provata anche come accompagnamento del pescetto cotto in forno e come condimento di una pasta sciué sciué :)

Quindi... abbondate pure nelle dosi, perché se vi avanza dall'antipasto o dall'aperitivo con gli amici sicuramente troverete il modo di sbaffarvela nel giro di qualche giorno.

Qui dò delle dosi indicative in quanto le proporzioni tra i vari ingredienti sono variabili a seconda dei gusti; e devo dire che questa non rigidità francese per le loro ricette mi piace da morire: non ci sarà mai nessuno pronto a fucilarti se "aggiusti" una ricetta seguendo i tuoi gusti!!!

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Gazpacho con Polpa di Granchio

Gazpacho con Polpa di Granchio

Ovvero: la Cucina non Cotta

Due o tre giorni fa, zappingando fra i programmi tv, sono incappata in Masterchef U.S.

A parte il fatto che uno dei tre chef che lo presenta è Gordon Ramsay (che, vi avverto, sta per diventare il mio mito!), è doveroso dire che il livello dei cuochi "apprendisti" è stellare. Quella è gente che ci sa davvero fare! Le presentazioni sono da ristoranti stellati e alcuni abbinamenti mi hanno incuriosito moltissimo. Eppure nessuno di loro fa la professione di cuoco. Mi tolgo il cappello (e con me dovrebbe toglierselo anche qualche chef!) di fronte a questi impiegati, parrucchieri, agenti di commercio... con una passione ed un talento così grande per la buona cucina! Bravi. Bravi anche a tutti noi che mangiamo meglio a casa nostra che nei ristoranti :)

Ispirata proprio dalla puntata di Masterchef U.S. ho "cucinato" un Gazpacho insaporito dalla Polpa di Granchio. Diciamo che questa versione è la cugina povera di quella fatta a Masterchef: lì c'era un granchio vivo che veniva bollito, quindi la sua polpa veniva estratta e presentata tipo uno sformatino su un letto di Gazpacho Andaluso.
Qui ho sostituito il granchio vivo da bollire con della polpa di granchio che si vende già bella inscatolata e pronta all'uso nei supermercati. Ovviamente non sarà la stessa cosa ma devo dire che l'abbinamento è  perfetto. Il Granchietto e la zuppetta fredda di pomodori sono anime gemelle che si completano a vicenda! Lo so: sto a diventà romantica, ma quando vedo una bella coppia non riesco a trattenermi :)

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Cake Prosciutto Crudo e Pomodori Secchi

Cake Prosciutto Crudo e Pomodori SecchiVoglia di pic-nic? Di aperitivi sul terrazzo di casa? Di feste in giardino?:
allora è tempo di pasta fredda, pomodori al riso, insalata di riso, insalata fredda di cous cous, vitello tonnato, frittata di cipolle, hummus per i crostini di pane, alici a beccafico, melanzane sott'olio o pomodori sott'olio e zucchine in carpione per fresche bruschette, oppure Maki per un tocco orientale e raffinato accompagnati da un'insolita insalatina di avocado e tonno, oppure un classicissimo gattò di patate, o ancora melanzane ripiene e pomodori all'origano (ottimi freddi) per non fare a meno delle verdure. Oppure fantasie di quichetorte rustiche e piadine (ma le piadine, diciamecelo, sono buone tiepide)!
Insomma... cibi freddi da portare in terrazza o sul prato di certo non mancano.
Ma... a questo cake salato non avevo ancora pensato. Prosciutto crudo, pomodori secchi e parmigiano. Grandioso per accompagnare le zuppe, per mangiarci gli affettati (un po' come si fa con la torta al formaggio umbra), ma se la cava benissimo anche da solo, stuzzicandolo con le mani di tanto in tanto mentre si chiacchiera del più e del meno, oppure, per gli sportivi, mentre si gioca la finale di pallone della coppa del mondo :)



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Vichyssoise (Zuppa Fredda) & Co.

VichyssoiseNoi italiani senza la pasta ci sentiamo persi: non riusciamo ad immaginare un menù che non cominci con un buon "primo".
Lo devo ammettere: la pasta comincia a mancarmi, non solo al palato (ché a casa me la preparo) ma soprattutto nei menù di ristoranti e bistrot. E' appagante anche il solo leggere la possibilità di poterla prendere e queste carte senza i primi mi lasciano sempre un senso di vuoto. Eppoi, onestamente, a meno che non vi troviate in costa azzurra, sconsiglio a tutti di prendere la pasta in Francia!
Qui i pasti si cominciano con un'isalata o con una zuppa, poi arriva il "plat de résistance" cioè il piatto principale (l'equivalente dei nostri secondi)... quindi fantasie di insalate e zuppe per tutte le stagioni.
La Vichyssoise è la zuppa fredda francese per eccellenza. Ma non c'è da preoccuparsi: la sua popolarità sta nel fatto che è davvero molto semplice da preparare. E' una semplice zuppa di porri e patate con l'aggiunta di panna e latte.
Ma in Italia c'è la pasta (fortunelli): che ve ne fate di una zuppa fredda (anche se famosa)? Intanto la comodità di poter essere preparata con largo anticipo è impagabile:

 

 

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Hummus

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Perché l'Hummus?


ceci,tahina,limone,cumino,paprica,sesamo,aglio,Perché mi è capitato tra le mani questo libro che con leggerezza e semplicità introduce il lettore nella variegata e complessa cultura ebraica, anche e soprattutto culinaria. La tradizione ebraica della Kasherut (insieme delle leggi alimentari ebraiche) indica i cibi che si possono consumare perché conformi alle regole della Torah. Una delle più importanti e severe proibizioni in campo alimentare è quella di non mescolare la carne (che si ottiene con la morte di un essere vivente) con il latte (che è il primo alimento di un neonato/cucciolo, e quindi è indissolubilmente legato alla vita): non è permesso mescolare la vita con la morte. Certo, imparare a mangiare Kasher non è cosa facile ma, in fin dei conti, imparare ad essere Kasher significa imparare ad essere adatti alla nostra dignità di esseri umani.

 

 

 

 

Perché l'Hummus?


ceci,tahina,limone,cumino,paprica,sesamo,aglio,Perché ho visto questo film.
Film storico ambientato negli anni 60 durante il conflitto Greco-Turco in cui la minoranza greca di Costantinopoli (oggi Istambul) fu deportata in Grecia. Un film delicato e poetico che narra le vicende degli uomini attraverso la cucina...
"-Vedi, Fanis, la parola <astronomo> è contenuta nella parola <gastronomo>. Pensa al sistema solare, Fanis: che cosa c'è al centro?
- Il sole, - risponde Fanis.
- E com'è il sole?
- È forte e caldo.
- Ecco, è il pepe. Assaggia, mettiamo al centro il pepe, che è caldo, scotta e illumina tutto intorno a sé. E cosa c'è molto vicino al sole?
- Mercurio, - dice Fanis.
- Allora ci mettiamo il peperoncino: anche lui è caldo e rosso.
- E per venere cosa mettiamo?
- Venere è la bellezza femminile: mettiamo della cannella, dolce e amara proprio come le donne. E dimmi Fanis, cosa c'è di speciale sulla terra?
- La vita, nonno, - esclama il bimbo con decisione.
- Sì, la vita. La vita è qui e là. È dappertutto. E cosa da vita ai cibi?
- Il sale, nonno
- Ecco: allora qui sulla terra ci mettiamo il sale!
Da vero sapiente, Vassilis conosce anche l'eccezionale valore delle anomalie, persino degli errori che possono dare energie inaspettate tanto ai pianeti quanto al farsi della vita. Così facendo accende lo stupore e la fantasia del nipote quando suggerisce a una cliente di preparare le polpette andando contro il senso comune: non mettendoci come di consueto il cumino, bensì <un tocco di zenzero>, in apparenza inadatto, ma che al contrario rivela un sapore inedito e sorprendente.
- Viene il suo promesso sposo con la famiglia? Allora non ci metta il cumino.
- Allora che ci metto?
- Un tocco di zenzero.
- Quando mai abbiamo messo lo zenzero nelle polpette?
- Dorotea, mi dia retta, a volte bisogna mettere le spezie sbagliate per ottenere il risultato desiderato, qualcosa di diverso. Il cumino come dire, è una Spezia forte, aggredisce, induce le persone a chiudersi. Lo zenzero è delicato, pungente, induce le persone a guardarsi negli occhi. Se vuole dire sì, allora lo zenzero, le dico.
...
Portata dopo portata, si rivela in tralice la travagliata vicenda dei greci di Turchia, e tutti i cibi assumono oltre al loro valore intrinseco un valore simbolico. Le cozze, per esempio, si aprono al vapore, così come al vapore dell'hammam gli uomini, come cozze, aprono i loro cuori l'uno all'altro."

Ecco quindi perché mi è venuto in mente di preparare l'Hummus, perché è un cibo diffuso in tutta l'area mediorentale (anche se ha origini Libanesi) e lo vedo bene sulla tavola di tutti i protagonisti del libro e del film. Devo dire che mi è stato impossibile non pensare a tutti i "significati" del cibo e del cibarsi mentre lo preparavo e lo mangiavo.
E' buono. Lo vedo bene insieme a delle verdure fresche (come una salsa in cui intingerle) o con dei crostini di pane.

ceci,tahina,limone,cumino,paprica,sesamo,aglioQuesti due sono gli ingredienti fondamentali per preparare l'Hummus. Se non trovate la Tahina è il caso di lasciare perdere (preparereste la pasta al pomodoro senza il pomodoro?). La Tahina è un patè di semi di sesamo tostati e olio. Io l'ho trovata da Conad.

Ingredienti: per 3 persone
150 g di ceci secchi
2 cucchiai di tahina
2 spicchi d'aglio
2 cucchiai di succo di limone
cumino, sale, paprika, olio, prezzemolo

Tempo di preparazione:
3 ore

Preparazione:
la sera prima ho messo in ammollo i ceci, quindi li ho lasciati bollire per due ore  a fuoco moderato.
Ho passato al passaverdure i ceci lessati insieme alla tahina e all'aglio. Ho unito circa 1/2 tazza di acqua di cottura dei ceci (fino ad ottenere un composto soffice e cremoso), poi ho aggiunto il limone.
Quindi ho speziato: ho aggiunto il sale, un pizzico di cumino e la paprika. Prima di servire ho passato un giro d'olio. Si serve tiepido.

Maki

Maki

 

Fate sempre anche voi un passaggio "casuale" alla corsia "Prodotti dal Mondo" del supermercato?? E guarda oggi e guarda domani... alla fine la tentazione prende, o no? Per il sushi vendono dei pacchetti-tutto-compreso che non devi neanche stare a preoccuparti di esserti dimenticato qualcosa... più facile di così! Domani è sabato (finalmente), giorno di spesa e di cene con amici o parenti. Che ne dite di osare qualcosa di diverso?

Il sushi, oltre che buono e sano, è bello da guardare. E' per questo che è diventato immancabile nei pranzi formali.

E se invece lo proponessimo per una cena tra amici prima della pizza?

E se invece lo proponessimo come aperitivo?

Lungi da me anche solo tentare di spiegare come fare il Maki fatto-come-si-deve.

La cucina giapponese è filosofia, tradizione millenaria e ricerca della perfezione estetica. E di questo ce se ne accorge al primo approccio: E' sufficiente comprare un ricettario illustrato di cucina giapponese. L'importanza del dettaglio è fondamentale, i gesti sono ripetuti all'infinito fino a diventare perfetti.

"L'arte del maestro di sushi richiede molti anni di allenamento, tanto che raramente questo piatto viene preparato a casa, almeno nelle sue varianti più elaborate."

2912420.jpgPer cui, con tutta l'incompetenza del caso, ho aggiunto questo ricettario alla mia collezione.

E ho provato.

L'unico consiglio che mi sento di dare a chi, come me, vuole provare, è quello di acquistare il ricettario più illustrato che c'è (senza spendere una fortuna, però).

Si imparano tante cose... sul pesce, sul riso, sulla bellezza.

 

Okkei, cominciamo. Con il sushi sembra tutto difficile, ma non facciamoci intimidire.

Tempo di preparazione:
60 minuti

Ho preso 500 g di riso. Il riso deve essere quello a chicco piccolo, ad alto contenuto di amido. Ho lavato il riso in acqua fredda continuando a cambiare l'acqua finché non risulta chiara, quindi l'ho lasciato a bagno per 15 minuti, l'ho scolato e lasciato riposare per 10 minuti. Ho messo il riso in una pentola con 500 ml di acqua fredda (l'acqua è pari al peso del riso), e a fuoco alto ho atteso l'ebollizione, quindi ho abbassato la fiamma e ho lasciato sul fuoco per 10-15 minuti. Ho tolto dal fuoco e fatto riposare per 15 minuti.

Adesso bisogna condire il riso con zucchero, sale e aceto di riso (se non lo trovate optate per quello di mele ma assolutamente no quello di vino ché è troppo forte per il sushi). Ho sciolto 50 g di zucchero e 10 g di sale in 100 ml di aceto e ho condito il riso mescolandolo con delicatezza. Far freddare il riso ricoprendolo con un panno umido per non farlo seccare troppo.

Diciamo che abbiamo fatto metà lavoro. Adesso bisogna "assemblare" il Maki. Ho steso il foglio di alga nori sulla stuoietta di bambù (la parte lucida dell'alga deve essere a contatto con il bambù). Ho inumidito le dita in acqua acidulata e ho steso sull'alga un pò di riso (diciamo che con i 500 g di riso dobbiamo allestire 6 fogli di alghe). Ho distribuito il riso su tutto il foglio di alga lasciando liberi 2 cm di alga in uno dei due lati lunghi. Ho sporcato il riso con il wasabi (poco wasabi, mi raccomando) e ho sistemato al centro i bastoncini di salmone (o tonno), di cetriolo e di avocado. Con l'aiuto della stuoina ho arrotolato il Maki su se stesso. Ho ottenuto un lungo rotolo che ho affettato con un coltello inumidito.

Salsa di Peperone Giallo

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SCENE DA UN MATRIMONIO

Loro si amano… o forse pensano di amarsi.
Dicono di amarsi. Lo dicono a tutti.
Si promettono amore eterno. Perché è impossibile che questa cosa così grande che riempie i loro cuori possa finire. Forse potrà trasformarsi, evolversi in quella complicità, in quella conoscenza reciproca che solo la quotidianità sa donare. Ma finire no, è impossibile!
Amore, Affetto, Stima, Rispetto… è decisamente impossibile che tutto questo possa finire.

Eppure certe volte finisce tutto. Ma proprio tutto!
E purtroppo molto spesso sono le donne a dare il peggio di sé.
Noi donne, si sa, siamo determinate. E’ un dono di natura necessario per farci strada nella vita, per avere quello che gli uomini ottengono facilmente per diritto di nascita. Qui in Italia poi, abbiamo addirittura bisogno di un “Ministero per le pari opportunità” per sottolineare l’ipocrisia che c’è su questo argomento!
Sì, ma non divaghiamo…
Dicevo della nostra determinazione. Utilissima per portare avanti qualsiasi progetto. Utilissima per mantenere unita la famiglia, certe volte la indirizziamo verso fini meno nobili.
E così quando tutto l’Amore, tutto l’Affetto, tutta la Stima e tutto il Rispetto sono finiti e non c’è più niente da dirsi e ci serve un avvocato per comunicare con il nostro amato ex-marito orientiamo tutta la nostra determinazione contro di lui.
Che se ne sia andato lui o che ce ne siamo andate noi non fa differenza: va punito amaramente. E la nostra proverbiale correttezza verso il prossimo va a farsi friggere… rimaniamo proverbialmente corrette verso tutti gli altri, ma lui va punito. E va punito con quella determinazione che sta a metà tra l’eroismo e la stupidità!
E sì, perché se per punire l’altro prima di tutto puniamo noi stesse non è molto furbo…
La determinazione è determinazione se è supportata da un pensiero razionale e ragionevole.
Faccio degli esempi? OK
E’ furbo rinunciare a farci una nuova vita per poterlo guardare con gli occhi santi delle martiri? Pensiamo alla nostra vita e cerchiamo di essere felici. Perché rinunciare ad essere di nuovo felici solo per poterlo guardare con quello sguardo che solo le martiri hanno?
E’ furbo svuotargli casa e non fargli più trovare neanche le sue cose? Pensiamo alla nostra vita e rendiamola facile e serena. Perché rischiare di complicarcela con una denuncia?
E’ furbo pensare continuamente a cosa fare per farlo incazzare o per rendergli la vita difficile (magari usando tutte le armi legali in nostro possesso)? Pensiamo alla nostra vita e a noi stesse. Perché sprecare la nostra determinazione e le nostre energie per rendere a lui la vita difficile? Piuttosto usiamole per rendere migliore la nostra vita.
 

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