giovedì, 27 dicembre 2007

Pizza di Scarola

ricette,foto,pizza,scarola,uvetta,pinoli



Nel lontano 1831 un giovane Giuseppe Mazzini, ospite di alcuni suoi amici a Napoli, decide di fondare la “Giovine Italia”.
Oramai aveva le idee chiare su come indirizzare il movimento, mancavano solo alcuni dettagli. Giuseppe si stava spremendo le cervella sul vessillo, sullo stendardo di riconoscimento del gruppo, ma proprio non gli veniva in mente nulla: cercava qualcosa di bello e che fosse facile da reperire.
Il suo amico Vincenzo cerca di distrarlo in ogni modo perché s’era accorto che questa storia della “Giovine Italia” stava diventando un’ossessione per l’amico Giuseppe. Decide quindi di portarlo a cena nella nuova pizzeria in piazza: si diceva che la signora Filomena faceva delle pizze “ispiratrici”. Quando arrivano davanti all’ingresso, Giuseppe non può fare a meno di notare il nome del locale: “Niù Carboneria”, ma non capendo molto il dialetto partenopeo chiede lumi al suo amico Vincenzo: “è perché qui la pizza la cuociono sui carboni ardenti. Fidati, ti piacerà.”
Giuseppe ordina la pizza della casa e quando si vede arrivare questo piatto così colorato prende la decisione che influenzerà tutti noi: il vessillo del suo movimento sarà una bandiera verde-bianco-rossa.

(Che le cose non sono andate così ce lo dice la storia, ma a me piacciono le storie di fantasia...)


INGREDIENTI: per 1 teglia tonda di 25 cm di diametro
400 g di pasta di pane
1 cespo di scarola
40 g di uvetta
40 g di pinoli
olio, sale, pepe macinato al momento

TEMPO DI PREPARAZIONE:
30 minuti + cottura di 20 minuti + il tempo per la pasta di pane

PREPARAZIONE:
Ho acceso il forno a 180° C. Ho messo l’uvetta ad ammollarsi in acqua calda.
Ho lavato la scarola, l’ho tagliata, l’ho messa in una pentola con poco olio coprendola con il coperchio. L’ho lasciata stufare fino a quando si è cotta. Ho aggiustato di sale. L’ho lasciata freddare e l’ho ripassata in padella con un filo d’olio e 1 spicchio d’aglio.
Ho steso la pasta di pane in una teglia oliata, l’ho coperta con la scarola ripassata, l’uvetta ben sgocciolata e i pinoli.
Ho infornato per 20 minuti.
Tirata fuori dal forno, prima di servirla, ho aggiunto un filo d’olio extravergine d’oliva a crudo e una macinata di pepe nero.

Commenti

Ci vorrebbe proprio ora..
Stefano B.

Scritto da: Stefano | giovedì, 27 dicembre 2007

Rispondi a questo commento

Nomi nuovi?! Benvenuti a tutti.
A missfunny5: attenta a provare la bruschetta al lardo: poi non ne potrai fare a meno.
Caro Stefano: ah, ma allora ti piacciono anche le pizze, non solo le zuppe di pesce!
A Irene: ottimo vero? Pensa che io non l'avevo mai assaggiato!
A BellaLu: le zuppe scaldano, reidratano e sono ottime.

Scritto da: diariodicucina | venerdì, 28 dicembre 2007

Rispondi a questo commento

mi permetto 1 piccola integrazione parte-nopea sulla pizza di scarola,tra i piatti che amavo di più durante le vacanze a Napoli da mia nonna:la pasta di pane(che io poi ho anche sostituito con pasta di strudel,più leggera) stesa sottile e resa creoccante dall'aggiunta di 1 cucchiaio d'olio, foderava il "ruoto" pentola tonda di ferroalluminio a bordi alti,la scarola veniva ripassata con olive di gaeta e capperi (sotto sale) ma senza pinoli e uvetta,e ricoperta con un disco di pasta,spennellato di olio e bucato dalle punte della forchetta,aderente ala fodera schiacciando torno torno i rebbi,e infornata.
calda o fredda,il suo destino era segnato...non arrivava al giorno dopo!
;-D

Scritto da: stelladelsud | sabato, 29 dicembre 2007

Rispondi a questo commento

Buona la pizza...

Scritto da: aracoco | sabato, 29 dicembre 2007

Rispondi a questo commento

Un caloroso benvenuto a stelladelsud e ad aracoco.
@stelladelsud: proverò sicuramente la tua variante, che sembra veramente appetitosa (più che a una pizza di scarola mi fa pensare ad una torta rustica, pratica, da mangiare con le mani e senza troppi complimenti...).
@aracoco: ero già passata per il tuo sito e ho "rubato" qualche ricettuzza!

Scritto da: diariodicucina | domenica, 30 dicembre 2007

Rispondi a questo commento

..infatti è chiusa,ma a NApoli si chiama lo stesso pizza,poi si avvolge il ruoto in uno strofinaccio ,si annodano gli angloli e la si porta a casa dalla zia .insieme al biscotto di grano condito le pizzelle fritte e gli struffoli sono i ricordi più saporiti della mia infanzia.
buon appetito allora!
ciaociao

Scritto da: stelladelsud | domenica, 30 dicembre 2007

Rispondi a questo commento

ciao, complimeni é squisita. Da bambina in Sicilia mia nonna faceva un spedie di calzone con gli stessi ingredienti e poi lo friggeva, la tua ricetta si pò fae anche così?
ciao

Scritto da: nonna rosi | sabato, 05 gennaio 2008

Rispondi a questo commento

ciao nonna rosi, benvenuta tra i commentatori attivi. Sono contenta che la pizza ti sia piaciuta.
Allora, mi chiedevi se si può friggere... beh, che dirti, io ancora non l'ho fatto ma in fondo perché no! Stella del sud (anche lei appassionata di pizza di scarola) ne fa un calzone da cuocere in forno, quindi...perché non friggerlo! In fondo la pasta dei calzoni è sempre pasta di pane e quel che ci si mette dentro dipende solo dalla nostra fantasia!
Paola

Scritto da: diariodicucina | sabato, 05 gennaio 2008

Rispondi a questo commento

..non vorrei risultare pedante,cmq la Pizza di scarole è 1 pizza,non è 1 calzone.quella è 1 altra storia!...diamo a cesare ql che è di cesare...

Scritto da: stelladelsud | sabato, 05 gennaio 2008

Rispondi a questo commento

mia mamma la fa + buona!!!!!

Scritto da: kamo | sabato, 26 gennaio 2008

Rispondi a questo commento

non è vero ;-) la fai + buona tu

Scritto da: kamo | sabato, 26 gennaio 2008

Rispondi a questo commento

A Kamo: eppure io scommetterei su quella della tua mamma!
Paola

Scritto da: diariodicucina | domenica, 27 gennaio 2008

Rispondi a questo commento

Ma che belle queste introduzioni storiche!!!
Ma anche la ricetta appare molto gustosa.
Appena possibile proverò a farla.Ciao
Grazia

Scritto da: mammazan | martedì, 08 aprile 2008

Rispondi a questo commento

la pizza di scarola napoletana contiene anche le olive nere!!! ;-)

Scritto da: Mariella | sabato, 27 settembre 2008

Rispondi a questo commento

A Napoli pizza di scarola e la pizza chiusa. Scarola si salta in padella con un po di olio, aglio e peperoncino. Capperi e olive di Gaeta snociolate. Io agiungo anche pinoli e acciuga salata. Alcuni mettono anche uvetta , noci.
E vero, si mangia come pietanza tipica a pranzo di Vigilia di Natale. Si porta come dono a famigliari.
Complimenti, un bellissimo blog:-)

Scritto da: anthony | domenica, 20 giugno 2010

Rispondi a questo commento

Proprio invitante la tua pizza! E simpatica la tua storiella! Cmq piacere di conoscerti, anche io da qualche giorno ho aperto un blog di cucina e mi farebbe immenso pacere se venissi a fare una capatina! Buona giornata :)

Scritto da: angela | sabato, 27 ottobre 2012

Rispondi a questo commento

Scrivi un commento

Una volta inviato il commento sarete rediretti a una pagina che vi chiederà di inserire il codice anti-spam.

Attenzione: il sistema antispam differenzia MAIUSCOLE e minuscole!

 
Copyright © 2012 Diario di Cucina. Tutti i diritti riservati