lunedì, 24 ottobre 2011
Bignè - Pasta Choux

E poi?: uno mica può fare i bignè e basta, no?
"Che c'hai fatto co' 'sti bignè?"
"Me li sono ma-ngia-ti!"
Belli: Perfetti come quelli della pasticceria... profumati come quelli della pasticceria.
Vista e Olfatto allenati fin dall'adolescenza, perché il Bignè per me è quel dolcetto da passeggio che prendevo spesso alla pasticceria del centro quando a 15 anni facevo lo struscio domenicale sul viale principale (tra la piazza e la pineta) della "città" dove sono cresciuta.
E' naturale quindi per me associare la parola "Bignè" ad un contenitore di un qualche tipo di crema ricoperto di una qualche tipo di glassa...
Poi ho scoperto che anche il "contenitore" aveva una dignità: se non era fresco e fragrante e se non era vuoto all'interno il mio dolcetto era decisamente meno buono.
Freschi e Fragranti... Ecco perché quando ho usato quelli del supermercato sono rimasta un po' delusa! Ecco perché se la pasticceria va al risparmio e non li fa freschi ogni giorno, i bignè sono moscetti e meno appetitosi.
Vuoti all'interno... magia di un impasto fatto a regola d'arte. E come sempre con i dolci, ormai, mi affido a lui e alle sue ricette: fino ad ora non mi ha mai delusa.
Ha centrato il colpo anche con la pasta per i Bignè (o pasta choux): sono sbocciati come papaveri lasciando spazio per il ripieno all'interno e rimanendo fragranti e saporiti all'esterno.
Per cui, se fate come me ed eseguite come bravi allievi la sua ricetta non potrete sbagliare.
Ingredienti: per circa 40 bignè
220 g di acqua
200 g di burro
210 g di farina 00
375 g di uova intere (circa 7 uova)
1,25 g di sale
Tempo di Preparazione:
40 minuti
Preparazione:
in un tegame non antiaderente si fa bollire l'acqua con il burro. Quindi si unisce, tutta in una volta, la farina precedentemente setacciata e si tiene il tutto sul fuoco per circa 1 minuto mescolando continuamente. Passato questo tempo la massa si stacca senza problemi dalle pareti del tegame. A questo punto si mette la massa dentro l'impastatrice e si lascia girare per circa un minuto con il gancio agitatore (a foglia) e poi si uniscono le uova un po' per volta. Si unge d'olio una teglia di alluminio e con la sac-à-poche si formano i bignè sulla teglia. Si infornano a 220 gradi a forno già caldo in modalità statica. Si lasciano cuocere in questo modo per 15 minuti, poi si apre la porta del forno e si tiene aperta mettendoci un cucchiaio per non lasciarla richiudere completamente e si lasciano finire di cuocere per altri 10 minuti circa (in questo modo l'umidità esce e i bignè diventano belli fragranti).
Sono adatti sia per preparazioni dolci che per quelle salate: nell'impasto non c'è zucchero. Ma per quanto mi riguarda, per le preparazioni salate preferisco i Gougères: il formaggio nell'impasto li rende particolarmente adatti ad accompagnare cibi salati.
P.S.: Oggi quella pasticceria non c'è più. Al suo posto c'è un franchising di una nota marca di intimo...
Scritto in Dessert, Dolci, Elementi base, Ricette Francesi | Link permanente | Commenti (3) | Tag: ricetta, cucina, foto, bignè, pasta choux |
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Commenti
Ho provato la ricetta che Montersino da nel suo libro peccati di gola, è diversa da questa e io devo dire che ho buttato tutto nel secchio....
delusione totale
Scritto da: cristina | lunedì, 24 ottobre 2011
Rispondi a questo commentoCara Cristina, che dirti... anche io ho il libro di cui parli (peccati di gola) e siccome il tuo commento mi ha incuriosito sono andata a vedere la ricetta dei bignè riportata sul quel ricettario. Addirittura sono riportate ben 7 tipi di impasti diversi per 7 tipi di Bignè diversi: pelle grossa ed elastica o pelle sottile e friabile con tutte le declinazioni intermedie... Mi viene da pensare, quindi, che la ricetta sia abbastanza "robusta" e che la sua riuscita non sia compromessa da un errore di pesata degli ingredienti. Credo piuttosto che la parte delicata di questa preparazione risieda nel procedimento ma soprattutto nella cottura.
Paola
Scritto da: diariodicucina | lunedì, 24 ottobre 2011
Cristina: Luca MOntersino ha 38 anni e da quando ne aveva 28 fino a quando ne ha avuti 31 è stato direttore dell'Istituto Superiore Arti Culinarie Etoile... dire che è un vero talento è dire poco. Criticare le sue ricette è da presuntuosi.
Ti dico quello che ti avrebbe detto mia nonna "cara mia, che ci vuoi fare... c'è chi sa cucinare e chi no!"
Scritto da: Virginia | martedì, 25 ottobre 2011
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