martedì, 06 aprile 2010
Involtini Primavera

Inevitabile il bilancio delle calorie pasquali e invernali.
Con l’arrivo del sole e delle belle giornate rimpiango la mancata palestra e qualche peccato di gola.
Ho deciso di impegnarmi, ridare tono ai miei muscoli da giocatore di scacchi e mangiare sano, buono e dietetico.
Ma esiste? Intendo, mangiare sano e dietetico ma che sia anche buono??
Certo che esiste!! E’ la paraculata della cucina asiatica: pochi grassi, ingredienti genuini e spezie per dare sapore.
E che ce vo’?!
Parto con gli involtini primavera che tra i piatti cinesi è uno dei meno dietetici (partire con lentezza è uno dei miei motti, anche e soprattutto con i cambiamenti di regime alimentare, tanto sto in tempo) e uno dei più elaborati (ho in testa cene che me la cavo con 20 minuti al massimo!)
Attingo da un favoloso “ricettario” di cucina orientale che si intitola “ la cucina asiatica” di Anna Prandoni e Raffaella Ghionna edito da De Vecchi. Lo consiglio agli appassionati del genere: oltre alle ricette dagli ingredienti introvabili è ricco di aneddoti e belle fotografie. Ci fosse una volta che vado alla Fnac e non ne esco con almeno un libro di cucina!!
La risposta sbagliata
Alla domanda “come sono?” m’è stato risposto “magari quelli del cinese fossero così buoni!”.
E no! Ma se io faccio gli involtini primavera che sono cinesi DEVONO venire come quelli del cinese!
INGREDIENTI: per 9 involtini
4 fogli di pasta per involtini (oppure pasta phillo fatta con 130 g di farina)
4 cipollotti
1 carota
1 costa di sedano
1 zucchina
40 g di spaghettini di soia
qualche germoglio di soia
zenzero
salsa di soia
tabasco
salsa worcester
olio extravergine di oliva
sale
olio di semi d’arachide per friggere
TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti + il tempo eventuale per la pasta phillo
PREPARAZIONE:
ho preparato la pasta phillo con 130 g di farina 00, un uovo piccolo, 3 cucchiai di acqua tiepida, 25 g di burro, un puzzico di zucchero e uno di sale. Ho amalgamato bene il tutto stendendo e riprendendo la pasta per darle elasticità, quindi l’ho appallottolata e l’ho messa a riposare coperta da un canovaccio in un luogo asciutto e tiepido per almeno un’ora. Al momento di preparare gli involtini ne prendevo una porzione per volta, la molto sottilesu un piano spolverato di farina.
Mentre la pasta phillo riposava, io ho pulito e tagliato a striscioline tutte le verdure e le ho scottate per 2 minuti in acqua bollente salata. Quindi le ho scolate e raffreddate sotto l’acqua fredda.
Poi ho messo a bollire altra acqua salata e appena ha preso il bollore ho immerso gli spaghettini di soia, quindi ho spento la fiamma e ho lasciato in immersione per 2 minuti, quindi li ho scolati e raffreddati sotto l’acqua fredda.
Ho mescolato gli spaghettini con le verdure e ho condito con ilio extravergine di oliva, salsa di soia, salsa worcester, sale, tabasco e zenzero.
Ho farcito i fogli di pasta phillo tirata sottile e ho formato gli involtini “sigillandoli” passando un dito inumidito sui lembi.
Ho fritto in olio di semi di arachide a 170 °C fino a renderli dorati e croccanti. Ho sparso un pò di sale fino.
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domenica, 28 marzo 2010
Riso Fritto con Pollo e Verdure

E’ da un pò di tempo che prendo il pollo alla rosticceria. Con sei euro e poco impegno porto in tavola una cena buona e sana.
Però… mica poteva mancare un “però”…
però… trovo che il petto del pollo cucinato così risulti davvero troppo stopposo. Quindi dovevo per forza inventarmi qualcosa per farlo fuori.
Ho pensato di prepararlo alla maniera del riso fritto (che si usa per accompagnare la carne). Il riso fritto semplice, quello messo al lato del piatto vicino a pietanze di carne, è riso bollito, scolato bene e saltato nel wok con un giro d’olio fino a fargli prendere una bella colorazione dorata (rimestando di continuo per evitare che si bruci e si attacchi).
Questa del riso fritto è la preparazione base del Riso Cantonese in cui si mescolano vari ingredienti (piselli, prosciutto cotto a dadini, gamberetti lessati, cipollotto, una frittatina di sole uova e salsa di soia) saltati in padella con il riso fritto a formare un piatto unico.
Invece degli ingredienti classici del riso cantonese c’ho messo il petto del pollo preso in rosticceria, una dadolata di zucchine, i germogli di soia, uno scalogno, le mandorle e due uova.
Fatto e rifatto. Ho trovato differenze notevoli di sapore usando vari tipi di padelle per friggere il riso e cuocere il tutto. Visto che si tratta di una specialità cinese, direi che il wok dovrebbe essere l’optimum; io però non ce l'ho e mi sono trovata davvero bene con la padella di rame stagnato. Un pò meno bene con quella di alluminio non antiaderente: era come se il riso non si fosse asciugato risultando molliccio e lesso. Quindi, per fare una classifica delle padelle da usare per cucinare il riso fritto direi:
1 - wok
2 - rame stagnato
3 - acciaio pesante non antiaderente
4 - alluminio non antiaderente
INGREDIENTI: per 4
1 petto di pollo intero di rosticceria
150 g di germogli di soia
salsa di soia
2 zucchine
1 scalogno
1 manciata di mandorle spellate e tritate
2 uova
250 g di riso basmati lessati al dente
TEMPO DI PREPARAZIONE:
40 minuti
PREPARAZIONE:
ho sminuzzato il petto del pollo.
Ho lessato il riso tenendolo al dente. L’ho scolato bene. Quindi ho messo in padella una noce di burro, ho atteso che la schiuma svanisse e che assumesse un colore nocciola e ho saltato il riso fino a fargli prendere un bel colore dorato. L’ho messo da parte.
Nella stessa padella ho saltato le zucchine con lo scalogno. Ho aggiustato di sale. Dopo 5 minuti ho unito il pollo e la salsa di soia. Ho rimestato di continuo fino alla quasi completa evaporazione del liquido. Quindi ho sbattuto le uova con sale e pepe e le ho aggiunte al composto per farle rassodare strapazzandole con il cucchiaio di legno. Ho aggiunto i germogli di soia e il riso fritto. Ho tenuto ancora per due minuti sul fuoco per far amalgamare i sapori, quindi ho aggiunto le mandorle tritate e messo nei piatti.
IL CONSIGLIO DEL MARITO:
Perché, un bel giro d’olio extravergine d’oliva nostrano, no? A crudo, quando è già nel piatto pronto da mangiare.
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lunedì, 15 marzo 2010
Insalata di Spinaci e Funghi

Sì, ok. Forse avrei potuto metterli in padella e farli stufare, poi togliere il coperchio e far asciugare tutta l’acqua di vegetazione che avevano buttato fuori. Poi condirli con sale e olio…
ma questa ricettina qui me l’ha data la mia amica Ilaria.
Chi l’avrebbe mai detto? Lei dice di non saper cucinare, e invece… ero certa di aver visto la fiamma della passione nei suoi occhi!!
Mi manda questa “insalata” con un messaggio al cellulare. Il modo meno ufficiale di comunicare… come se per lei fosse la cosa più banale del mondo.
Per lei, forse. Ma non per me!
L’insalata mi è rimasta subito impressa.
L’ho preparata,
l’ho mangiata,
l’ho trovata buona
e ora la metto a disposizione di chi la vuole provare.
INGREDIENTI: per 2
150 g di foglie tenere di spinaci
100 g di champignon affettati sottili
6 noci
la buccia grattata di 1/2 limone
sale
olio extravergine di oliva
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lunedì, 01 marzo 2010
Insalata Valeriana, Mele, Noci e Scorza d'Arancia

Che sia subito chiaro: c’è insalata e insalata. Su come condire un’insalata ci si può scrivere un trattato. A parte il fatto che c’è chi la preferisce con l‘aceto di vino, chi vuole solo l’aceto (pseudo)balsamico, chi assolutamente il limone (o la buccia di limone).
Condire bene un’insalata non è cosa semplice: occorre avere la mano (tipo il pollice verde!).
Ci si mettono anche i proverbi per insegnarci a condirla; ne conosco uno che dice all’incirca così “per condire bene l’insalata occorrono tre persone: una di manica larga per l’olio, una di manica strettina per l’aceto e una saggia per il sale”. Però a me piace che sappia molto d’aceto, e metto sempre poco olio (cerco di salvaguardare la linea).
Inoltre, per fare in modo che il sale si sciolga tutto, condendo in modo uniforme l’insalata, dovremmo preparare la vinaigrette a parte sciogliendo prima il sale nell’aceto, quindi aggiungere l’olio, mescolare e versare sull’insalata (confesso che io questa cosa qui non la faccio mai!!).
Ma anche dopo che abbiamo preso la mano a condire la nostra insalatina, occorre cercare di “abbinarla” alla portata cui fa da contorno.
Per esempio: ho preparato (e mangiato) questa insalata qui sia con le capesante che con un’hamburger. I sapori si abbinavano decisamente meglio con le capesante (penso per via delle mele). A parte il fatto che le capensate possono diventare parte integrante di questa insalata: basta lessarle e spezzettarcele dentro (diventa un’insalata - piatto unico).
Quindi… come mi sono mangiata le capesante ve lo dico al prossimo post, ora vi dico come ho condito la valeriana (o gallinella, o songino… non mi vengono in mente altri nomi per questa insalata qui):
mele
noci
scorza d’arancia grattata
olio
sale
aceto (pseudo)balsamico
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sabato, 13 febbraio 2010
Insalata di Arance

Sull’onda del “ma chi l’ha detto che ci vuole molto a cucinare?!”, ecco qui un’altra ricettina davvero rapida. C’è chi ci aggiunge anche i finocchi tagliati sottili e le olive…
Io sono abituata a mangiarla di sole arance. Poi pane e affettati e la cena è servita... E mica se po’ sempre cucina’!!!
Per chi non è mai andato in Sicilia, può sembrare strano condire le arance con olio, aglio e sale. Ma questa ricetta sfida, e vince, la convinzione che la frutta si possa condire solo con zucchero, alcol e aromi dolci.
Le arance vanno pelate al vivo, cioè deve essere tolta la buccia e anche la pellicina bianca. Io passo un coltello sull’arancia intera seguendone le curve, tagliando via anche un pò di polpa.
INGREDIENTI: per 2
6 arance
sale
olio extravergine di oliva
1 spicchio d’aglio aperto in due metà, ma se si preferisce un sapore d'aglio più forte si può tritare
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venerdì, 11 dicembre 2009
Sformato di Patate e Cime di Rapa con Fonduta al Pecorino

Fatti! (...e non parole!)
alla vista di questo sformato di verdure lo sguardo si è fatto stupito…
all’assaggio di questo sformato di verdure la mano che teneva la forchetta ha cominciato a roteare, la gola a produrre mugolii di approvazione e gli occhi si sono chiusi per concentrarsi meglio sul senso del gusto…
Sono queste le reazioni che contano: spontanee e sincere.
E visto che la madrina della ricetta non era qui a godersi la scenetta, questo mi sembrava un modo carino per farglielo sapere: Stelladelsud, il tuo sformato di verdure con fonduta al pecorino è piaciuto (o almeno…, dall’interpretazione dei fatti…, mi è parso di capire che sia piaciuto).
Il tocco geniale di questo sformato?: la fonduta al pecorino. Dà carattere e si abbina perfettamente alle verdure scelte. Eppoi è fatta nel modo più semplice che si possa immaginare: pecorino grattugiato (o tagliato in piccoli pezzi) messo in pentolino con una goccia di latte e fatto fondere sul fornello.
Peccato non aver avuto un tartufo sottomano!
Per ottenere lo sformato: dopo aver cotto e amalgamato le verdure ho preso un coppapasta e l’ho riempito, ho schiacciato con il cucchiaio e ho continuato a riempire. Tolto il coppapasta… lo sformato è servito. Ci vogliono 30 secondi a porzione. Giuro!
Stelladelsud fa i seguenti abbinamenti: Sauvignon (Sanct Valentine) e Boa Sorte by Vanessa da Mata & Ben Harper
INGREDIENTI: per 4
1 kg di cime di rapa (friarielli)
3 patate
sale
olio extravergine di oliva
200 g di pecorino
una manciata di pinoli
1 dl di latte intero
TEMPO DI PREPARAZIONE:
30 minuti
PREPARAZIONE:
ho pelato le patate e le ho tagliate a tocchetti.
Ho pulito le cime di rapa (friarielli) togliendo i gambi e le parti dure e fibrose.
Ho cotto la verdura e le patate a vapore. Io ho usato il microonde: c’è uno strumento fatto apposta, è di plastica ed è composto di tre pezzi (proprio come una vaporiera classica: la parte di sotto dove si mette 1 dl di acqua, la griglia che si incastra sopra il contenitore dell’acqua e il coperchio). Per le patate ho fatto cuocere 7 minuti, per la verdura ho fatto cuocere 3 minuti. Ma se non si ha il microonde con la funzione per la cottura a vapore va benissimo anche la vaporiera classica, solo che i tempi si allungano un pò.
Quindi ho schiacciato le patate e le ho insaporite con olio e sale.
In un padellino ho ripassato le cime di rapa in un giro d'olio, aggiungendo i pinoli e aggiustando di sale.
Ho mischiato le patate schiacciate con le cime di rapa ripassate.
Ho preparato una fonduta di pecorino mettendo sul fuoco il pentolino con il pecorino (grattugiato o tagliato a piccoli pezzi) e il latte. Ho mescolato fino ad ottenere le fonduta.
Per mettere in “forma” lo sformato ho usato un coppapasta tondo. Tolto il coppapasta ho versato sullo sformato la fonduta di pecorino.
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mercoledì, 09 dicembre 2009
Soupe à L'Oignon - Zuppa di Cipolle

Altro che la lingua dell’amore… per me il francese è la lingua perfetta per parlare di cucina, di ricette, di tecniche gastronomiche.
Soupe à l'oignon - zuppa di cipolle.
Senti come suona meglio in francese? Diventa musica per le orecchie preludendo alla sinfonia di sapori che fra un pò sentiranno le papille gustative.
Dopo qualche rinvio dovuto a malattie e a turni vari di lavoro, il pranzo proposto da Eleonora è stato fatto e mangiato. E tutto è andato come doveva andare (qui): io ho preparato la cheese cake e Andreas la zuppa di cipolle…
Nonostante la mia passione per la cucina (o forse proprio a causa della mia passione per la cucina) non ho il robot tritatutto e quindi abbiamo dovuto tritare tutte quelle cipolle al coltello e le lacrime dello chef (Andreas) e del sous-chef (io) hanno condito il trito di cipolle (ma lui ha fatto molte più scene di me!).
Che buona, però, la zuppa di cipolle (nonostante le lacrime).
INGREDIENTI: per 4
7 cipolle gialle
2 cipolle rosse
200 g di gruviera (emmental)
50 g di burro
3 spicchi d’aglio
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di farina
pane abbrustolito
1 bicchiere di vino rosso
1 litro di brodo vegetale
sale, pepe
noce moscata
Per il brodo vegetale:
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano (anche le foglie)
TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti + il tempo per preparare il brodo
PREPARAZIONE:
per il brodo vegetale: in 2 litri di acqua ho messo a far bollire la cipolla spellata e tagliata in quarti, la carota tagliata in quarti e il sedano. Ho lasciato restringere della metà.
Ho sbucciato le cipolle e le ho tritate.
In una casseruola ho messo a far imbiondire l’aglio spellato e schiacciato in 25 g di burro e un giro d’olio. Quando l’aglio è diventato giallo l’ho tolto e ho messo le cipolle tritate. Ho messo il coperchio e ho atteso che diventassero morbide, ho salato, pepato e macinato la noce moscata. Ho aggiunto la farina e il burro rimasto. Ho mescolato bene. Quindi ho aggiunto il vino, fatto sfumare, ho aspettato che il tutto si asciugasse e ho aggiunto il brodo bollente. Ho lasciato sul fuoco moderato per 30-40 minuti.
Nel frattempo ho messo le fette di pane sotto il grill e le ho fatte dorare prima da un lato, poi dall’altro.
Ho messo la zuppa di cipolle nelle scodelle e ho coperto la zuppa con il pane abbrustolito. Le fette di pane devono coprire la zuppa senza affondare. Devono galleggiare. Sopra il pane ho messo l’emmental grattugiato in grande quantità. Ho messo le scodelle così preparate sotto il grill fino a fusione del formaggio.
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