martedì, 26 marzo 2013
Costolette di Agnello (Abbacchio) alla Menta
Mangiare l’agnello a Pasqua è una tradizione che fonda le sue radici nell’antico testamento, all’epoca delle dieci piaghe d’Egitto. In particolare fa riferimento a quella della morte dei primogeniti. In effetti è un rito ebraico. Di quando le famiglie ebraiche schiave in Egitto avevano avuto la dritta di segnare con il sangue dell’agnello gli stipiti e l’architrave della porta della loro casa per avvertire Dio che quella era una casa ebraica e che il primogenito doveva quindi essere risparmiato. L’agnello doveva poi essere mangiato arrostito senza farne avanzare. E questo pasto a base di agnello doveva entrare a far parte della ritualità del popolo ebraico.
Inoltre anche Cristo è definito come “l’agnello di Dio offerto in sacrificio per noi”. E non vi sembra che questa immagine riprenda quella dell’antico testamento? Un agnello sacrificato per “salvare” gli uomini.
Ancora… l’agnello è simbolo di pace, umiltà e mansuetudine.
Non bisogna però dimenticare che in questo periodo c’è abbondanza di agnelli e questo ha sicuramente contribuito al mantenimento di una tradizione così antica.
Ovviamente non è un obbligo della cristianità, per cui vegetariani e vegani e animalisti non si sentano dei cattivi cristiani. Basta però che i rimproveri non arrivino da dei finti moralisti della domenica che si fanno dei problemi a mangiare l’agnello ma non hanno problemi con mucche, maiali, conigli e polli…
Se fate parte di quella ristretta cerchia di persone che anche nei pasti della tradizione ama proporre delle novità, forse potrebbe essere interessante questa ricetta di costolette di abbacchio (agnello) alla menta.
Il mio pranzo di Pasqua? Comincio alla francese: con una bella insalata (magari questa) seguita da delle uova sode da condire a piacere (questa è l'unica ricetta per delle uova sode a regola d'arte), poi Costolette di Agnello alla Menta e Far Breton (e l’immancabile Colomba, bien sûr!)
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martedì, 19 marzo 2013
Chicken Wings Maison - Ali di Pollo Arrostite
Il francese migliora. Studiarlo in aula quattro ore al giorno mi aiuta a migliorarlo e a sentirmi un po’ più sicura.
Ma la cosa che volevo dire ha poco a che vedere con il mio francese (se non migliorasse mi preoccuperei!) ma della classe straordinaria nella quale sono capitata.
Cina, Inghilterra, Germania, Repubblica Domenicana, Stati Uniti D’America, Alaska, Spagna, Brasile e Libia. Queste sono le nazionalità dei miei compagni di classe. Non è fantastico? Purtroppo è tutta gente di passaggio, nel senso che resta qui al massimo fino a dopo l’estate, quindi sarà difficile mantenere i contatti. Si tratta per lo più di studenti e ricercatori universitari che hanno programmato un periodo di lavoro in Francia (per fortuna ce ne sono anche di trentenni!). Sto capendo molte cose sul popolo della terra. Il giorno dopo aver messo piede a Grenoble ho capito quanto questa città fosse stimolante: culture diverse che vivono gomito a gomito con la tolleranza e la voglia di capirsi della gioventù. E questo atteggiamento mentale non può non influenzare tutti gli altri.
I cinesi sono straordinari, e comincio a capire perché stanno conquistando il mondo (otre, ovviamente, a tutte le implicazioni economiche del caso!). Gentili e sorridenti non riescono a contraddire nessuno. E come grande prova della loro benemerenza basta pensare che quando vengono nel nostro continente si scelgono il nome europeo, perché (effettivamente) i loro nomi ci risultano impronunciabili. Ho scoperto che la loro lingua (a saperla pronunciare correttamente) non sarebbe neanche particolarmente difficile da imparare: non hanno le declinazione dei verbi. Ancora meno che l’inglese: per indicare un’azione passata direbbero “io mangio ieri…”, per indicare un’azione futura direbbero “io mangio domani…” (chissà perché come esempio ho scelto il verbo mangiare?!). Purtroppo se si sbaglia la pronuncia si rischia di dire una cosa completamente diversa da quella che si intendeva dire! Sono dei gran lavoratori e si impegnano a fondo per riuscire. Fautori della collettività non sono invidiosi del successo altrui. Amanti estremi della tecnologia hanno tutti (tutti) un computerino sul banco. Noi italiani che sfoggiamo (solo) il cellulare siamo dei principianti! Eppoi… un computerino da l’idea di persona seria che sta lavorando, un cellulare serve solo per cazzeggiare, diciamo la verità!
Questa esperienza multietnica mi ha fatto capire anche un’altra cosa. Aprite bene le orecchie perché ha dell’incredibile. L’ho capita quando ho sentito parlare italiano da un gruppetto di ragazze sui vent’anni alla fermata del tram dell’università: mi sono resa conto (con stupore) che ho molto più in comune con una cinese di trenta anni che con un’italiana di venti!!!
E allora… voi che cosa preparereste se doveste invitare a cena una classe come la mia? Io, per non incorrere in gaffe di natura religiosa, e per cercare di accontentare un po’ i gusti di tutti ho pensato alle chicken wings come quelle di Mc Donald. Ali di pollo marinate e arrostite con la pelle croccante e saporita.
Come le chicken wings del Mc Donald?
No: Meglio! Perché qualcuno aveva qualche dubbio???
Queste alette di pollo sono cotte in forno ad alta temperatura e questo le rende croccanti e saporite.
Per farle così buone non bisogna avere fretta, bisogna marinarle e la cottura deve essere lunghetta. Insomma… ci vogliono circa 2 ore in tutto ma poi loro vi ricompenseranno e chi mangia alla vostra tavola si leccherà i baffi :)
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