martedì, 02 febbraio 2010
Vin Brulé

Dopo così tanto tempo di assenza, come ricominciare?
L’imbarazzo è un pò lo stesso di quello che si prova a chiamare un’amica che non si sente da molto tempo “e adesso che le dico?”. E devo dire che certe volte, l’imbarazzo e la pigrizia di superare tale imbarazzo fanno procrastinare un ricongiungimento gradito… Certe volte invece ci si perde proprio di vista.
Ecco no, direi che forse è il caso di rimboccarsi le maniche e di superare gli imbarazzi.
Oggi riparto. Ricomincio.
Mi sa che ho perso un pò la mano con la macchinetta fotografica…
Ricomincio con qualcosa di semplice e veloce.
Ricomincio con qualcosa di caldo, profumato e dolce.
Per preparare il vin brulé servono davvero poche spezie: cannella, chiodi di garofano, scorza d’arancia e di limone. Quindi eviterei i preparati fattiapposta.
INGREDIENTI: per 4
4 bicchieri di buon vino rosso
cannella e chiodi di garofano a piacere
alcune scorze di limone e arancia
zucchero (tanto)
TEMPO DI PREPARAZIONE:
5 minuti
PREPARAZIONE:
in un pentolino ho versato il vino e le spezie, ho fatto scaldare sul fornello fino a portare ad ebollizione il vino (se si preferisce un vin brulé più alcolico non bisogna portarlo a bollore). Quindi ho versato il vino nei bicchieri. Ho zuccherato.
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domenica, 28 dicembre 2008
Canarino

Sopravvissuti al Natale... benritrovati!!!
Prima di tutto: complimenti per ciò che avete già fatto. Permettetemi un rapido riassunto delle fatiche sostenute fino ad ora.
Sembrava uno stupendo lunedì di festa, un lunedì in cui non si lavorava ma tutto è cominciato proprio quel giorno lì. L’8 Dicembre (cascasse il mondo) si fà l’albero di Natale e si addobba la casa. Poi ci sono i regali da pensare e comprare (sì, sì, pure a quella lì che proprio non vi va a genio... ma a Natale, si sà, siamo tutti più buoni e pronti al perdono...), i menù da pensare e preparare (non so da voi ma qui ci si siede a tavola il 24 sera e ci si rialza il 26 verso le 17... roba da piaghe da decubito...).
Quindi, possiamo ben dire che il più è fatto.
Ci mancano ancora:
Qualche serata di giocate a carte con gli amici,
Cinema, concerti, teatri...
Capodanno... che è l’impegno che mi mette più ansia perché dobbiamo essere tutti felici e divertirci come matti. Fare a gara a chi torna più tardi, perché se torni presto a casa sei un pirla che non si sa divertire!,
L’inevitabile pranzo del primo gennaio,
e poi... l’Epifania: via l’albero, via gli addobbi. Possiamo tornare a lavorare e tirare un sospiro di sollievo... siamo sopravvissuti anche questa volta...
Per digerire tutto questo, propongo il canarino: bevanda calda e digestiva, utilissima in questo periodo per digerire pranzi, impegni sociali e obblighi famigliari...
INGREDIENTI: per 2 persone
400 ml di acqua
la buccia di un limone bio
zucchero
TEMPO DI PREPARAZIONE:
15 minuti
PREPARAZIONE:
Ho lavato molto accuratamente il limone sotto l’acqua corrente. Con un coltello ne ho prelevato la buccia, cercando di non prendere pure la parte bianca (che è amara). Ho messo la buccia del limone in un pentolino con l’acqua fredda e ho messo il tutto sul fuoco. Ho aspettato che arrivasse a bollore e ho lasciato bollire per 5 minuti. Zuccherare a piacere...
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giovedì, 13 novembre 2008
Caffe con la Bava

La bellezza...
certe volte capita di dare troppa importanza all’aspetto esteriore e di estendere l’armonia di proporzioni e colori a caratteristiche più essenziali.
Mi spiego meglio. La bellezza confonde, emoziona. E mi sono resa conto che siamo più propensi a dare seconde e terze possibilità a chi è bello (non fa differenza che si tratti o meno dell’altro sesso) anzi, peggio, diamo sempre una possibilità in più anche ad un elettrodomestico dal design accattivante... Devo dire che mi ha pianto il cuore quando mi sono decisa a buttare la macchinetta del cappuccino, quella con le macchie di una mucca e particolarmente panciuta (bellissima!!!), ma non funzionava come avrebbe dovuto. Per cui per un pò l’ho tenuta come “suppellettile” in cucina, tanto per fare scena, ma poi, presa da un raptus “essenzialista” ho deciso che non c’era più posto per quell’oggetto nella mia vita.
... certe volte, può capitare di comportarsi allo stesso modo con le persone: prima di decidere che non c’è più posto nella nostra vita per quella certa bella persona, la teniamo come suppellettile per fare bella figura quando usciamo per locali o quando ci incontriamo con gli amici... nell’attesa (e nell’augurio) del raptus “essenzialista”.
E ora, senza più la mia macchinetta del cappuccino, mi “consolo” con un caffè dal sapore antico a cui non sono mai riuscita a rinunciare: mi ricorda i pranzi della domenica a casa della nonna siciliana. Degna conclusione di un rito familiare...
La bava è uno “zabaione” di caffè e si usa come se fosse zucchero: un cucchiaino di bava equivale a un cucchiaino di zucchero...
INGREDIENTI:
caffè
zucchero
TEMPO DI PREPARAZIONE:
10 minuti
PREPARAZIONE:
per preparare una buona bava occorre saper preparare un buon caffè. Quindi impariamo a resistere alla tentazione di lavare con il detersivo la moka, ma sciacquiamola solamente. Riempiamo la caldaia con acqua fin sotto la valvola, mettiamo il filtro per il caffé e riempiamolo con la nostra miscela preferita senza caricarlo troppo. Avvitiamo la moka e mettiamola sul fornello più piccolo che abbiamo, al fuoco più basso possibile.
Appena escono le prime gocce di caffè mettiamole in una tazza e ricopriamole completamente con lo zucchero. Sbattiamo con il cucchiaino il composto fino ad ottenere una crema densa e dal colore dorato che useremo al posto dello zucchero.
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mercoledì, 13 febbraio 2008
Bloody Mary

Ricetta e preparazione by Pisco.
Secondo incontro con Pisco. Chissà se ce ne saranno altri... voci di corridoio dicono che sia tutto preso dal corso AIS (associazione Italiana Somelier). Ma ha giurato (e spergiurato?) che è solo per il completamento della professione: “voglio conoscere pure i vini. Continuerò a fare il barman.”
Giusto - dico io - ma quante cose vuole fare sto’ ragazzo qua! Beato lui che c’ha l’età. Il corso AIS dura 54 settimane, con circa 2 ore e mezza di lezione a settimana (dalle 20.00 alle 22.30) con 9 libri di testo da studiare ed esami da passare... Il tutto alla modica cifra (se proprio vogliamo dare un valore alla cultura) di 2200 euro. Questa è una vera laurea.
INGREDIENTI: (dividere idealmente il bicchiere in 10 parti uguali)
1 parte di succo di limone
3 parti di vodka
6 parti di succo di pomodoro (il più denso possibile, magari quello della yoga)
salsa worcester
5 gocce di tabasco
olive
sedano
sale, pepe nero
Tempo di preparazine:
10 minuti
PREPARAZIONE:
Sminuzzare il sedano e 2 olive, aggiungere sale, pepe, la salsa worcester, il tabasco e il limone. Pestare il tutto. Aggiungere 3 cubetti di ghiaccio, la vodka e il succo di pomodoro. Girare con un cucchiaio. Per gli appassionati: si può aggiungere un giro di vino rosso facendo attenzione a versarlo con molta delicatezza così che il vino galleggi in superficie (float di vino).
Tradizione vuole che questo drink vada servito nel rock alto o nell’highball.
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venerdì, 14 dicembre 2007
Aperol Sour
Ricetta e preparazione By Pisco.
Pausa pranzo di un giorno un pò speciale: ho la macchinetta fotografica con me.
E’ che il mio amico Pisco ha deciso di mantenere una promessa: partecipare attivamente al blog.
Il mio amico Pisco è un barman provetto, anzi è molto più barman di quanto io sia cuoca.
Quindi ci organizziamo, prendiamo accordi e ci vediamo per pranzo a quel pub aperto anche a pranzo. Lui conosce molto bene i proprietari, talmente bene da permettersi di mettersi dietro il bancone, mettersi la cravatta dentro la camicia, avvoltolarsi le maniche e... cominciare. Mi prepara quello che secondo lui è l’aperitivo per eccellenza: fresco e poco alcolico. Mi prepara l’Aperol Sour.
INGREDIENTI:
(Dividere idealmente il bicchiere in 10 parti uguali)
6 parti di aperol
2 parti di zucchero liquido
2 parti di succo di limone o di lime
ghiaccio
2 gocce di angostura (bitter all’arancia)
Tempo di preparazione:
10 minuti
PREPARAZIONE:
Se non si ha lo zucchero liquido prepararselo mescolando 1 kg di zucchero in 1/2 litro di acqua e facendolo sciogliere tutto.
Riempire il bicchiere di ghiaccio, aggiungere l’aperol, lo zucchero liquido e il succo di limone. Shakerare. Aggiungere l’angostura. Decorare e servire.
NOTE:
per questo aperitivo il bicchiere più adatto è l’old-fashion o il rock basso.
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domenica, 23 settembre 2007
Pisco Sour

Viaggiare apre la mente.
Sei catapultato in realtà diverse da quella a cui sei abituato.
Prendi le distanze dalla tua quotidianità e ti rendi conto di quanto siano effimere le preoccupazioni quotidiane.
Riprendi contatto con le cose realmente importanti della vita.
Allontani ciò che rappresenta solo una perdita di tempo e le questioni di principio.
Apprezzi le cose che hai, i piccoli piaceri della vita, il privilegio di vivere a casa tua.
Sono tornata dal viaggio in Perù.
Paese poverissimo. Clima inclemente. Terre aride e difficili da lavorare. Le Ande. Il lago Titicaca. Povertà. Il Machu-Picchu. Cusco. Gente buona e leale. Povertà.
Il Perù si può visitare tentando di immedesimarsi e vivere con il minimo indispensabile, magari accettando ospitalità per la notte e per la cena. Case fatte di mattoni di fango e paglia. Tetti di lamiera. Galline, galli, maialini di guinea e uomini nell’unico stanzone. Patate. Cipolle. Lama, alpaca e vigogna. Banane (ottime quelle piccole). Caldo di gallina. Grazie a dio ci sono le uova. Feste e balli. Povertà.
Ma tra Cusco e il Machu-Picchu puoi scegliere di fare il turista a cinque stelle: massaggi, discoteche per aspettare l’alba, ristoranti ed happy hour dove servono l’aperitivo nazionale: il Pisco Sour
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