giovedì, 13 ottobre 2011
Menu d'Autunno § 2

Storie di Ordinaria follia - peso massimo o boxeur
Vivo a Roma. Di Roma dico sempre che è una città invivibile, piena di traffico, di zone a traffico limitato a orari e giorni variabili e di parcheggi fantasiosi. Ma... Roma è anche l'unica città che in una sera riesce a farsi perdonare tutte queste cose. Perché è meravigliosa, perché giri l'angolo e dentro un tramonto rosso fuoco appare il colosseo!
Questa però non è la storia di Roma che si è fatta perdonare, ma la storia della Roma invivibile e sclerata.
Avete presente le rotatorie? Si entra da destra e si esce a destra. Ma se io non devo uscire e quello che invece già rotondava (e quindi si trova alla mia sinistra) deve uscire, come si fa? In realtà non è poi così complicato. Abbiamo girato tutti per una rotatoria: sappiamo come entrarci e come uscirne.
Ma quando la rotatoria è così?
Ogni giorno, al rientro dal lavoro mi tocca affrontare questo mare di macchine, di clacson e di gente che pensa di avere ragione (ovviamente tutti gli altri hanno torto e sono dei cretini che non sanno guidare!).
Solo a guardare la foto viene un po' di nervoso, vero? Io riesco anche a sentire i clacson... Allora alzo un po' gli occhi e li riposo sulla foto del menù. Voglio finire di raccontare questa storia.
Allora, tutti i giorni mi trovo nella situazione della macchina cerchiata: mi sono immessa ma non devo uscire alla prossima, quindi cerco di spostarmi a sinistra. Sento un clacson. Freno. Sulla sinistra passa una macchina guidata da una ragazza con affianco un ragazzo. Mi guardano. Il ragazzo dice alla ragazza di suonarmi ancora (ma io mi ero già fermata tant'è che loro sono passati) e lei suona. Allora suono pure io. Il ragazzo abbassa il finestrino e mi dice con un tono sostenuto "Ti devi fermare! Ti devi fermare! Ti devi fermare!" Questi che vogliono insegnarti le loro ragioni non li sopporto: abbasso il finestrino pure io e gli faccio notare che siamo già tutti fermi nel traffico e che con le sue strombazzate ha guadagnato ben poco. Ovviamente mi manda aff... Ovviamente ricambio.
Domanda n°1: se fossi stato un uomo grande e grosso quel ragazzo si sarebbe comportato allo stesso modo?
Domanda n°2: se fossi stata capace di menare le mani in modo efficace (come fanno le poliziotte dei telefilm) sarei riuscita a trattenermi dal trascinarlo fuori dalla macchina per corcarlo di botte?
Sono sicura che uno di questi giorni Roma si farà perdonare.
Alzo di nuovo gli occhi alla foto del menù. Il secondo Menù Autunnale da quel lontano 9 Novembre 2008.
Già Autunno??? Eppure qui ancora non sembra. Oddio, qualche giorno fa aveva provato a rinfrescare un pochino ma le temperature si sono subito rialzate... "- Eh, signora mia, sicuramente si passerà dalle maniche corte al maglione di lana. Con questo tempo non ci si capisce più niente! - Eh, signora mia, che vuole? Non esistono più le mezze stagioni!"
Non esisteranno più le mezze stagioni, ma sul banco di frutta e verdura qualcosa è cambiato.
Per questo menù propongo due antipasti/stuzzichini: i Gougères (pasta Bignè al formaggio) da farcire con fette di salame e i Pomodori Secchi Conditi.
Come primo propongo i Nidi di Pasta con Cuori di Carciofo e Pancetta.
Come secondo avevo pensato di preparare lo Spezzatino con Funghi e Cipolline,
e come dessert un favoloso Crème Caramel.
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domenica, 09 novembre 2008
Menu d'Autunno § 1

La composizione di un menù armonico, che soddisfi il palato e non appesantisca gli ospiti fino allo sbrago e al silenzio postprandiale non è cosa facile.
Scegliere un menù tale che possa essere accompagnato da un unico vino (mica siamo al ristorante!) e che rispetti il naturale “crescendo” delle portate vieta alcuni abbinamenti (soprattutto con la carne)... ma il bello della “costruzione” di un menù è proprio questo...
E’ vero che la scelta delle portate da presentare a tavola dipende molto da chi le mangerà, dalla presenza o meno di bambini, dalla conoscenza dei gusti personali degli ospiti, dalle intolleranze alimentari... e poi dipende anche da noi: dal tempo che abbiamo a disposizione per cucinare, dalla voglia che abbiamo, dalla reperibilità dell’ingrediente perfetto...
E’ vero pure, però, che vogliamo fare bella figura, che è un’occasione per preparare piatti diversi dal solito... e per “diversi dal solito” non intendo dire “piatti che prepariamo per la prima volta” proprio la sera in cui abbiamo ospiti, ma piatti che facciamo raramente e della cui riuscita siamo praticamente certe.
Insomma, quando si invitano amici a cena, spignattare è la parte più divertente della giornata... ma non facciamoci prendere dall’ansia: avere ospiti deve essere un piacere per tutti, altrimenti è meglio che ognuno rimanga a casa propria...
Questa sera avrò il piacere di ricevere nella mia nuova casa due miei amici accompagnati dalle rispettive mogli e dai figli.
Quindi saremo 6 adulti e 1 bambino di 4 anni (ovviamente non conto la piccolina di 4 mesi che ancora non può avere il piacere delle mie cene). Conoscendo i gusti gastronomici dei miei ospiti, so che non posso preparare pietanze che contengano: funghi, peperoni, melanzane, carciofi, castagne, tartufo e coniglio... e poi ci sono due astemi. Inoltre m’è stata richiesta espressamente la mousse al cioccolato come dessert.
Quindi questo menù è stato costruito partendo dalla fine: avendo cioccolato come dessert, il secondo deve essere di carne, quindi la pasta deve essere di “terra”... E poi, visto che tengo un bog di cucina, e che è la prima volta che assaggeranno i miei piatti, mi è stato fatto capire, neanche troppo velatamente, che si aspettano grandi cose...
Ok ragazzi, ma così fate venire l’ansia da prestazione!
Ho deciso di comporre così il mio menù:
sostituisco l’ANTIPASTO con un corposo aperitivo in piedi: patatine e salatini, dadini di mortadella, sfogliatine di salsiccia (qui), formaggi
PRIMO: paccheri con cime di rapa (qui)
SECONDO: maialino al latte (qui)
CONTORNO: patate al forno
DESSERT: mousse al cioccolato (qui)
Anche se due dei miei ospiti sono astemi, gli altri sicuramente gradiranno accompagnare il pasto con un Grecanico.
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