Pappardelle al Ragu di Cinghiale

ricetta,cucina,foto,pappardelle,cinghiale,ragù

Ormai sono una mamma. Il mio cervello e la mia sensibilità me ne danno prova tutti i giorni. Sintonizzata totalmente sui (piccoli) grandi drammi dell’infanzia, impegnata a costruire e nutrire il legame di fiducia madre-figlio, il mio primo pensiero è sempre per lui e il secondo è per farlo dormire tutta la notte. E per questo è fondamentale mantenere una certa routine: farlo mangiare e dormire sempre alla stessa ora, cercare di metterlo a letto sempre con lo stesso rituale. A pensarci bene i bambini non sono poi così diversi dagli adulti: anche noi abbiamo i nostri rituali e ci innervosiamo quando salta qualche cosa… quanto tempo passa tra il vostro risveglio e il primo caffè? A che ora pranzate di solito? A che ora andate a dormire? Siamo una razza semplice, e per vivere serenamente abbiamo bisogno delle nostre piccole (grandi) certezze. Siamo proprio come i nostri figli, solo che mettere un bimbo a letto alle 20,00 vuol dire rinunciare alle serate al ristorante, allo spettacolo serale del cinema, ai concerti, …

Sono un felice ricordo i tempi in cui la mia dolce metà, per sedurmi, prenotava un ristorante centro milano (d’altra parte è la città che conosce meglio), dove potevo sfoggiare il mio ultimo capo firmato e tiravamo tardi andando a teatro o al cinema.

D’altra parte io lo ripagavo con la stessa moneta scorrazzandolo per vari ristoranti tipici a Roma (perché, si sa, il cuore degli uomini passa per lo stomaco) prima di mostrargli le meraviglie della città eterna di notte, che con la sua illuminazione calda e avvolgente è davvero romantica: riuscirebbe a far cedere anche il più gelido dei cuori!

Ma non tutto è perduto: mostre, musei, un caffè in centro…

L’arrivo di un figlio cambia molte cose e per continuare a giocare il gioco della seduzione non bisogna essere pigri, al contrario: serve fantasia!

Non è poi così male mettersi in due ai fornelli dopo aver messo il piccoletto a nanna. Cucinare per qualcuno è un atto d’amore, cucinare in due è (anche) molto sensuale, soprattutto se ti metti a rifare un piatto che ti riporta alla mente un bel momento passato insieme - qualcuno associa i bei momenti alle canzoni, a me capita (invece) di associarli al cibo :-)

Pappardelle al ragù di cinghiale: un bel ricordo!

Continua...

Har Gau – i Classici Ravioli Cinesi ai Gamberetti e le Pieghe

ricetta,cucina,foto,dim sum,har gau,ravioli cinesi,gamberetti,vapore

Gironzolando per questa deliziosa cittadina francese mi si aprono innumerevoli possibilità culinarie: c’è sempre un negozietto cinese, indiano o arabo dietro l’angolo. E ora che ho abbandonato la macchina per la spesa settimanale nelle grandi superfici, metto le corna (senza pentimento) al reparto “dal mondo” di Auchan, dove – tra l’altro – trovavo raramente quello che cercavo: problemi moderni di gastronauti contemporanei!

Non è che qui sia il paradiso degli ingredienti ma qualcosa in più la trovo e questo ossigena i miei neuroni oltre a non frenare il mio impulso ossessivo all’acquisto di ricettari di tutto il mondo. E se non trovo l’ingrediente che mi serve lo compro on-line (almeno per i non-freschi): ormai la mia voglia di sapori nuovi e originali non ha più i confini di Auchan! E così… in questa girandola di esperimenti culinari mi ritrovo ad avere (ormai) una dispensa degna della caverna di Alì babà, un numero imprecisato di ricettari, una certa familiarità con ingredienti di cui ignoravo l’esistenza solo un anno fa, a scrivere la lista della spesa in francese e ad allestire pasti sull’orlo della schizofrenia gustativa.

Poi penso al mio blog di cucina e mi viene voglia di farvi assaggiare quello che mangio io e mi ricordo che lì (in Italia) è praticamente impossibile trovare certi ingredienti, ma per fortuna ormai c’è internet e gli acquisti on-line li consegnano in tutto il mondo, grazie al cielo.

Per la ricetta degli har gau, i famosi ravioli cinesi al vapore ai gamberetti, gli ingredienti quasi-introvabili sono due: il vino di riso e l’olio di sesamo. Il resto è ordinaria amministrazione… anche il cestello in bambù per la cottura al vapore: l’ho comprato in Italia da Auchan (questo sì) a Natale durante le mie vacanze romane. Qui (a Grenoble) ho trovato anche la pasta fresca per i ravioli cinesi già pronta (ma questa è un’altra storia)…

Continua...

Pasta Fiori e Gamberoni

Pasta, Gamberoni e FioriGrenoble-Roma
Roma-Grenoble
10 ore di macchina all'andata
10 ore di macchina al ritorno
In fondo il mondo è piccolo
Con il teletrasporto lo sarebbe ancora di più (piccolo), ma il caldo di Roma lo ha messo ko. In realtà il caldo di Roma ha messo ko anche me e al mio rientro in Francia i 22° C di Grenoble e l'aria frizzante e il venticello fresco mi hanno rimesso al mondo.
però... un po' già mi mancano cicale e grilli!
... un po' già mi mancano pizza e cappuccino!
Ma qui non mi sveglio di notte in un bagno di sudore, l'assenza delle zanzare e i 22° C rendono possibile la vita in superficie :)
Insomma... qui o lì? lì o qui? Inutile porsi la domanda: il prossimo ritorno a Roma è previsto per... Natale!

Chissà quante ricette potrò postare fino a Natale visto che il periodo si preannuncia davvero molto incasinato. Avevo appena ripreso un buon ritmo di aggiornamenti di post che già prevedo un periodo di latitanza. Evvabbè: c'est la vie!

Intanto non fasciamoci la testa e mangiamoci 'sta pasta coi gamberoni e i fiori di zucca (che poi è la versione delux delle classicissime fettuccine con gamberetti e zucchine)...
La ricetta non è descritta nei minimi dettagli perché è davvero molto intuitiva ma ci sono i due o tre trucchetti per la sua ottima riuscita :)

Continua...

Ravioli Bianchi al Tartufo

ricetta,ricette,cucina,foto,ravioli,mascarpone,ricotta,pecorino,pinoli,tartufiRavioli al Tartufo ripieni di mascarpone, ricotta e pinoli, lucidati con burro e salvia su salsa al pecorino.

Detto e Fatto: sono stata alla Mostra Mercato del tartufo di S. Giovanni D'Asso. E sono tornata così ispirata da svegliarmi con questa ricetta in testa  (tanto che la mia amica Maria Elena sulla pagina Facebook mi suggerisce di intitolare il post "il Buongiorno si vede dal Mattino").










Continua...

Tortiglioni ai Peperoni

ricetta,ricette,cucina,foto,peperoni,scalogno,aceto,concentrato di pomodoro

 

Mammamia quanto tempo è che non posto!!!
E si vede che ho poche cose da dire…
Bè, in effetti avrei parecchie cose da dire, ma non voglio. E così trasformo il blog in una specie di ricettario fotografico. Arricchisco le ricette di dettagli e trucchetti cercando di indovinare i dubbi e le domande di chi cerca una ricetta sul web. Ma tralascio volontariamente la parte personale che poi è la vera anima dei blog, anzi credo che sia l’unico vero motivo per seguire un blog. Scusate ma se cercate una ricetta perché non comprate un ricettario vero (con ricette di veri chef, provate e riprovate) invece di fidarvi di ricette raccomandate da assoluti sconosciuti (specie in campo culinario)?
Quindi, posso affermare con assoluta certezza di stare seguendo la strategia sbagliata: tralascio la parte personale del blog a favore di maggiori dettagli della ricetta.
Ma… strategia per cosa??!!
Vabbè sto cominciando a straparlare, non so neanche io quello che dico. Però una cosa la posso dire con assoluta certezza: quando mi metto ai fornelli mi sento sempre a mio agio, sia che si tratti di una cucina superattrezzata che di un fornelletto da campeggio. E questo piatto è talmente semplice che si può davvero preparare su un fornelletto da campeggio… Non vedo l’ora di andare in vacanzaaaaaaaaa!!!

Continua...

Pasta Risottata con Salsiccia, Piselli e Zafferano

Pasta risottata.jpg

 

L’ultima sua mail risaliva al 23 maggio scorso in cui mi “passava” due ricette: ossobuco di tacchino e semifreddo ai corn flakes.
Ma era il 23 maggio, il caldo cominciava a farsi sentire e proprio non ce la facevo a preparare l’ossobuco di tacchino (eppoi ho una insana avversione per gli ossobuchi, di qualsiasi razza). Vabbè, ma almeno il semifreddo avrei potuto provarlo, no-o??? Lo so, lo so. Mi sono già cosparsa il capo di cenere. Diciamo che sono rimasta indietro con parecchie cosucce.

Ma lui non se la prende (segno di sensibilità e intelligenza) e il 30 settembre decide di mandarmi una mail in cui mi “racconta” un’altra ricetta.
Mail graditissima, perché mi trova in un periodo di apatia e totale assenza di stimoli… uno di quei periodi a pane e formaggio, al massimo la tazza di latte.
Ci passiamo tutti, no?

Leggo la mail. La ricetta mi piace.
Le ricette di Piero mi piacciono molto, infatti ho già pubblicato altre due sue ricette: i nidi di cuori e pancetta (qui) e le alette di pollo speziate (qui).
Oggi è la volta di questa pasta che mi ha incuriosito non tanto per il condimento, ma per il metodo di cottura. Infatti la pasta non viene lessata ma cotta come un risotto.

Come da tradizione, ricopio pari pari le parole di Piero che “racconta” il procedimento.

 

 

 

INGREDIENTI: per 4
250 g di pasta corta
100 g di salsiccia
80 g di pancetta dolce a cubetti
1 lattina di piselli
1 bustina di zafferano
1 cipolla
1 lt di brodo di carne
olio extravergine di oliva
una noce di burro
1/2 bicchiere di vino bianco
sale, pepe
parmiggiano grattugiato

TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti

PREPARAZIONE:
"Beh, ho preso la salsiccia, spellata e sminuzzata, poi l'ho “ fatta andare” da sola qualche minuto, per vedere se  “sputava” grasso o no. Se sì...lo avrei gettato....

Intanto, in una padella, olio e un pochino di burro “meditavano” con la cipolla tritata finemente... diciamo che era diventata trasparente...

Allora ho unito la salsiccia, e i cubetti di pancetta...( volendo, uno spruzzo di vino bianco migliora il tutto ).

Bene, evaporato il vino, o dopo un 4-5 minuti ( la pancetta deve diventare rilassata, col grasso trasparente, per capirci ), comunque, ho messo la pasta, e girato bene, come fosse un riso, per intenderci, così che assorbisse, per primo, il gusto del sugo.

Poi ho messo il brodo, non tutto, il concetto è cuocere piano la pasta...come fosse riso, appunto. Diciamo che ho “quasi” coperto la pasta ed il condimento col brodo, di carne. Poi l'ho “seguita”, rimestando ed aggiungendo brodo, per non farla cuocere a secco.

Dopo un 8-10 minuti ho aggiunto lo zafferano, ed i piselli sgocciolati...

Da qui in poi si va avanti con pazienza, la pasta deve cuocere restando umida, ma non “affogare” deve essere asciutta, alla fine cottura.

Quando era pronta l'ho “ aggiustata” di sale e pepe, messo formaggio grattugiato, girato bene e lasciata a riposare qualche minuto...

Giuro che è buona, ci vuole un pochino di pazienza, ( ci ho messo una mezz'oretta..,con gli ingredienti già preparati ) ma ne vale la pena :-)

Volevo spedirti una foto, ma :
non sono bravo come te
è sparita in tre secondi dai piatti :-)

Ciao!
"

 

Può interessarti anche:

Gnocchi alla RomanaPasta Cacio e PepePasta e MollicaPasta con le Sarde e FinocchiettoTgliolini al LimonePasta alla Carbonara

Tonnarelli al Ragù di Rana Pescatrice

Tonnarelli al ragù di rana pescatrice.jpg

 

Mi pare fosse ieri…
ho visto una cosa in tv, oddio… sarebbe più corretto dire che la tv era accesa e distrattamente la ascoltavo mentre ero intenta nella preparazione di questa pasta.
Confesso di non amare molto la tv, non credo possa “arricchirmi” e per passare il tempo mi rivolgo ad altro.
Quindi ogni volta che la accendo sono sempre molto scettica e il 90% del tempo è sintonizzata su canali di musica.
Sicuramente la mia sorpresa nel sentire una cosa carina in tv dipende da questo scetticismo. Ma tant’è…
C’era questo tizio che raccontava ad un tale una storia di un barone locale. Una storia del passato, ma comunque "attuale".
Questo barone aveva due castelli, entrambi molto belli, e lui era davvero indeciso in quale dei due andare a vivere.
Così si fece costruire una capanna a metà strada tra i due castelli e in modo tale da poterli vedere entrambi. Per decidere meglio.
Il barone passò tutta la sua vita nella capanna (e nell’indecisione) finché entrambi i castelli andarono in rovina.



INGREDIENTI: per 2 persone
200 g di pasta all’uovo tonnarelli
200 g di polpa di rana pescatrice
1/2 cipolla
1 carota piccola
1 costa di sedano piccola
vino bianco secco
timo fresco (o buccia di limone grattata)

olio, sale

TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti

PREPARAZIONE:
Ho preparato un trito finissimo di cipolla, sedano e carota. Ho fatto soffriggere il tutto con un giro d’olio in una padella di alluminio non antiaderente. Quindi ho abbassato la fiamma e ho aggiunto la polpa di rana pescatrice tagliata a cubetti. Ho atteso che il pesce si cuocesse, ho alzato la fiamma e ho sfumato con il vino bianco. Ho atteso che tutto il vino evaporasse e ho aggiustato di sale e spento la fiamma. Nel frattempo ho portato a bollore l’acqua per la pasta, l’ho salata e ho immerso i tonnarelli. Un minuto prima di completare la cottura della pasta, l’ho scolata con il forchettone direttamente nella padella con il ragù di pescatrice, ho riacceso la fiamma e ho completato la cottura della pasta nel suo condimento aggiungendo 2 mestoli di acqua di cottura (ma questo dipende dallla fiamma che si usa, quindi ne possono servire di meno o di più). Ho spento il fuoco e cosparso di foglioline di timo (in assenza del timo fresco si può optare per la scorza di limone grattugiata).

Pasta con Tonno fresco e Rucola

 

Pasta con tonno fresco e rucola.jpg

 

 

La pasta col tonno (quello in scatola) ha un ché di pratico e di estivo; se poi ci metto pure i capperi e qualche pezzetto di alici sott’olio diventa quasi una specialità.
Avevo praticamente deciso di preparare la pasta col tonno (quello in scatola) quando passo davanti alla pescheria “quasi quasi mi fermo, magari mi viene un’idea…”. E l’idea m’è venuta quando ho visto il trancio di tonno fresco “e che pasta col tonno sia”…
Sì, ma mica una pasta col tonno qualunque… qui si mangia tonno fresco, praticamente crudo.

Ma è facilissima: poco più di una ajo, ojo e peperoncino!

 

 

 

INGREDIENTI: per 2
200 g di pasta
300 g di tonno fresco in un'unica fetta
rucola
sale, pepe
vino bianco secco
1 spicchio d’aglio
peperoncino
olio extravergine di oliva

TEMPO DI PREPARAZIONE
30 minuti

PREPARAZIONE:
Ho salato o pepato il trancio di tonno e poi l’ho tagliato a cubetti. Ho lavato la rucola.
Ho messo l’acqua a bollire e nel frattempo in una grande padella ho preparto il condimento per la pasta. Ho messo a soffriggere in olio extravergine di oliva lo spicchio d’aglio spellato e schiacciato e il peperoncino. Quando l’aglio e il peperoncino avevano preso un pò di colore li ho tolti dall’olio e ho spento il fuoco. Ho fatto raffreddare l’olio, quindi ho versato un pò di vino bianco secco ho aggiunto il sale, ho acceso il fuoco per far sfumare il vino. Ho spento di nuovo (se si aggiunge il vino nell’olio caldo schizza troppo, quindi occorre far freddareun pò l’olio prima di aggiungere il vino).

Ho lessato la pasta e a due minuti dalla cottura l’ho scolata e messa nella padella con l’olio aromatizzato. Ho acceso il fuoco e ho aggiunto il tonno fresco e la rucola. Ho mescolato e servito.

Pasta con le Sarde e Finocchietto Selvatico

Pasta sarde e finocchietto1.jpg

 

Di nuovo domenica sera.

I ritmi del finesettimana sono così diversi da quelli dei giorni lavorativi che ogni volta mi sembra di essere sotto effetto del fuso orario.

Non ho sonno, starei sveglia fino alle quattro; ma poi penso alla sveglia del lunedì mattina e vorrei già dormire. Eppure ho ancora un sacco di cose da fare!

Voglio dare l'anti-afidi alle rose...

Voglio innaffiare le piante che ancora non hanno l'innaffiamento automatico...

Voglio mangiare del gelato, e lo voglio pure affogare col caffé...

Voglio ascoltare un pò di musica mentre leggo qualche pagina del libro...






La parte più difficile della preparazione di questa pasta?
Trovare gli ingredienti!

Il pescivendolo m’ha detto che le sarde le prende solo su ordinazione… pare che le sarde a Roma non siano molto ricercate!

Il finocchietto selvatico, è selvatico. Quindi tocca andare in campagna a fare un bel bustone. Oppure andare al vivaio, comprare una piantina e coccolarsela.
(Ho scelto di coltivarlo)

Era davvero tanto tempo che volevo preparare la pasta con le sarde e il finocchietto selvatico, e finora mi sono sempre fatta scoraggiare dalla difficoltà di reperimento della materia prima.

Stavolta no.

In fase di allestimento del giardino ho predisposto un angolo per il finocchietto selvatico, che è anche bello da vedere.
Per le sarde… mi sono dovuta adeguare ai gusti romani e ordinarle.

Non è per mettere le mani avanti, ma come i piatti “storici” anche la pasta con le sarde e il finocchietto ha innumerevoli varianti.
Le ricette più “classiche” richiedono l’uso di uvetta, pinoli e zafferano.
le ricette “abusive” sono rosse, c’è chi aggiunge un pò di passata di pomodoro.

In questa mia preparazione “classica” ho usato solo i pinoli.


INGREDIENTI: per 4
400 g di pasta
½ kg di finocchietto selvatico da pulire
½ kg di sarde fresche
olio extravergine d’oliva
1 cipolla media
sale, pinoli

TEMPO DI PREPARAZIONE:
90 minuti

PREPARAZIONE:
Come ho già detto, ho il mio finocchietto in giardino, quindi ne ho preso due manciate di cime belle tenere.
(In generale, comunque, si può dire che del 1/2 chilo di finocchietto raccolto in campagna, vanno tenute solo le cime).
Ho sciacquato bene il finocchietto, quindi l’ho lessato 5 minuti in un litro d’acqua leggermente salata.
L’ho scolato (conservando l’acqua di cottura) e l’ho tritato grossolanamente.

Ho pulito le sarde, aprendole in tutta la loro lunghezza, svuotandole delle interiora e diliscandole. Ho sciacquato.
Ho tritato finemente la cipolla e l’ho fatta rosolare per qualche attimi nell’olio caldo, ho unito le sarde e ho lasciato cuocere a fuoco basso mescolando spesso per farle spappolare. Ho unito il finocchietto e i pinoli (se si vuole, questo è il momento di aggiungere anche l’uvetta e lo zafferano). Ho salato e ho aggiunto qualche cucchiaio di liquido di cottura del finocchietto (oppure la passata di pomodoro) e ho lasciato cuocere per 10 minuti.

Ho lessato la pasta in acqua salata alla quale ho aggiunto l’acqua di cottura del fiinocchietto. Ho cottura ultimata della pasta l’ho mantecata insieme al condimento per qualche minuto prima di servirla.
Ancora una variante: c’è chi prepara una terrina di pasta condita e la passa 5 minuti in forno a 180° C.


Può interessarti anche:

Pasta alla NormaPasta e MollicaPasta Cacio e PepeTgliolini al LimonePasta e PatatePasta alla CarbonaraPasta e Vongole

Nidi di Pasta, Cuori di Carciofo e Pancetta

 

Nidi scritta.jpg

 

Ancora lui. Siamo alla sua seconda ricetta e la conoscenza si approfondisce (qui per la sua prima ricetta)... Stavolta m'ha proposto una pasta. E io non mi sono tirata indietro: l'ho preparata e m'è piaciuta. Attendo con impazienza la terza ricetta (chi ha orecchie per intendere, intenda!)

Come l'altra volta ricopio pari pari l'e-mail che ho ricevuto da Piero con la descrizione della sua ricetta perché mi piace il suo modo di "vivere" tra i fornelli:



"Io la chiamo "pasta alla benevole  pazienza ", perché ci vuole un filo di pazienza, per un risultato che di solito finisce disintegrato dagli amici in 2 minuti.
E' delicata di sapore ma ..... sparisce.

Okay... io di solito viaggio a teglie, ma do indicazioni per un 4 persone circa .

Ingredienti:
Pasta a matassa,
Carciofi
Pancetta affumicata ( 100 gr )
uova ( 2 )
Limone
sale , pepe,
parmigiano
olio,
brodo
latte

Tempo di preparazione:
60 minuti


Il ripieno : se sono pigro prendo i cuori di carciofo surgelati ( lo faccio... lo so ) , oppure li prendo freschi, tolgo le foglie esterne, dico parolacce per le spine ( una mi scappa sempre..) ,  butto i suddetti in acqua e limone  ( e qui so dove sono stato punto....brucia...). Li scolo, asciugo e taglio a fettine, dopo  avere tolto il fieno, ovvio...

In una padella metto olio e burro, diventano amici, si sciolgono... Ci metto a sguazzare un  ( paio ) spicchio di aglio... Quando si fa dorato lo tolgo, se no ... bleah diventa amaro, e ci metto la pancetta a cubetti, , oh... non deve " rilassarsi", quindi il fuoco è allegro.  Dopo qualche minuto la pancetta comincia a sentirsi sola, infatti è croccante appena appena, quindi prima che si secchi le mando i carciofi, bene scolati ed asciugati.
Sale, pepe .. ed una carezza di latte, un mezzo bicchiere, diciamo, L'idea è farli cuocere, ed i carciofi hanno bisogno di un 15 minuti circa..
Ah... se ci vuole , un filo di brodo ( vegetale, anche di dado, dai-..)  , ma ricordiamoci che è un ripieno, non una zuppa.... :-)... poi lasciare intiepidire..


Pasta : Se si vuole si usano un paio di matasse di vermicelli, o tagliatelline , per persona. ( di solito poi la persona media ne mangia 3 o 4, imbarazzando ...)
Se abbiamo tempo e pazienza magari la facciamo noi, io uso spaghetti alla chitarra messi a cestino.... ma magari non la prima volta, mica così semplice da fare...
In acqua salata ( io preferisco un leggero brodo vegetale ) , usiamo un colino di metallo, per cuocere le matassine senza che si disfino ( se si fa con la pasta fatta in casa .... beh, il procedimento è meno semplice, se vuoi te la spiego )
Appena vedo che la matassina si rilassa ( un paio di minuti, 3 ) la scolo e la metto nella teglia unta di burro.

Siamo quasi pronti : prendo le uova, le sbatacchio con sale e pepe, ci aggiungo i carciofi con la pancetta, un bel pò di parmigiano, Prezzemolo, quanto ti piace....  ah, i carciofi ci vogliono... la pancetta anche, ma ci butti quello che vuoi, se ci pensi.....

Prendi il composto e ci farcisci  i cestini .. Li fissi, chiedendoti se manca qualcosa, poi ti ricordi il perché il forno è a 180 gradi... Allora ci butti dentro la teglia, in attesa che il tutto appaia gradevolmente dorato ( e leggermente gonfio ).

Assicuro che è delicato di sapore, ma mi sa che le dosi sono per  due, va giù che è un piacere.

(spegni il forno !)"

1 2 3 4 5 6 7 8 Prossimo
 
Copyright © 2012 Diario di Cucina. Tutti i diritti riservati