lunedì, 16 gennaio 2012
Persico ai Carciofi
Questa ricetta me l'ha mandata Grazia. Ha usato il link "Hai una ricetta?: Scrivimi!" in alto a destra sulla barra laterale destra. Così, poco prima del periodo natalizio mi sono vista recapitare questa fantastica ricetta direttamente nella mia casella mail.
Un regalo di Natale molto gradito. Anche perché era davvero troppo tempo che non postavo una ricetta con il pesce persico.
Trovo che i filetti di pesce siano molto pratici: non devi star lì a squartare, spellare, spinare e rifilare. Ci ha già pensato il pescivendolo! Tanto meglio per noi e per il tempo che dedicheremo alla preparazione della cena.
Con questa ricetta in poco più di mezz'ora abbiamo sia la portata principale che il contorno.
Il tipo di cottura e gli aromi usati regalano al pesce un profumo grandioso.
Infatti il tipo di cottura è la stessa del cartoccio. Quindi... se lo cucinate per la famiglia usate pure la pirofila da coprire con la stagnola, ma se avete ospiti usate le monoporzioni a pacchetto.
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martedì, 13 dicembre 2011
Sautè di Fasolari Little Italy
E mentre molte moltissime cose continuano a cambiare, io sto qui che con passione e con tutta la mia caparbietà continuo a scrivere questo diario. Certe volte mi sento addirittura un po' a disagio a continuare, come a voler far finta che tutto quello che succede non abbia poi così tanta importanza. E invece la mia vita ha cambiato e continua a cambiare binari, ma come se niente fosse continuo a scrivere ricette e a sentire quello che di bello avete da dirmi. Perché in cucina è bello parlare di cose di cucina, di segreti di famiglia, di trucchi e mestieri per far leccare i baffi a chi vogliamo bene. Perché in cucina ci si chiude la porta alle spalle e si pensa alla tavola, a nutrire i nostri amori. A nient'altro. Già... cucinare è un atto d'amore. Confesso che quando ho poco amore per la tavola mangio in piedi davanti al tagliere; ma quando le sono riconoscente mi piace perdermi in lunghe ed elaborate preparazioni.
Stavolta ho preparato questo sautè, Bellissimo con le sue bocche rivolte al cielo come uccellini affamati in cerca della mamma. Saporitissimo grazie alla pancetta affumicata e ai crostini di pane fritti nell'olio...
Pancetta affumicata e Vongole? Ebbene sì...
Antipasto dai sapori molto decisi, lo ammetto ma
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mercoledì, 07 dicembre 2011
Gamberi al Cartoccio - Crevettes en Papillote
Immaginate di mettere sui piatti dei vostri ospiti un pacchetto. Immaginate i gesti dei vostri commensali per aprire il pacchetto. Di certo non immagineranno che regalo gli state per fare: un'esplosione di profumi tutta per loro!
Ecco... riassumerei la cottura la cartoccio proprio con questa immagine! E' grandiosa: io la adoro perché è semplice e mooolto scenografica. La tecnica è davvero semplice e in più c'è il divertimento di servire qualcosa in un pacchetto come fosse una sorpresa :)
Perché "Crevette en Papillote"? Perché il cartoccio è stato inventato in Francia nel ventesimo secolo per una presentazione cerimoniosa del piatto... (eppoi perché la dimora francese mi aspetta a braccia aperte!).
La cottura al cartoccio ha poche regole ma essenziali:
1. scegliere ingredienti delicati che cuociano in poco tempo (pesce, verdure e pollame);
2. precuocere gli ingredienti che hanno bisogno di cotture più lunghe o di grandi quantità di liquidi (riso o pasta).
Attenzione alla temperatura del forno: sopra i 200° C la carta
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lunedì, 05 dicembre 2011
Paella di Pesce
Con questa ricetta inauguro con gratitudine la sezione "Hai una ricetta?: Scrivimi!".
(Per i più distratti è in alto sulla barra laterale destra).
Carmela cercava nel mio blog la ricetta della Paella ma visto che non l'ha trovata (è normale: ancora non avevo postato neanche una Paella!!!) ha deciso di documentarsi in giro e di mandarmi il risultato. Devo dire che Carmela è stata velocissima: mi ha mandato la sua ricetta il giorno dopo che avevo messo il link a scrivermi... io, invece, non sono stata altrettanto veloce: c'ho messo circa un mesetto a rifarla.
Brava Carmela. La tua Paella mi è piaciuta moltissimo. Ben equilibrata e morbida. In molte delle Paelle che ho mangiato (anche in Spagna) il riso era troppo secco e il pesce era troppo cotto e il tutto sapeva troppo di limone.
Mi piace l'idea di
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giovedì, 24 novembre 2011
Tortino al Tartufo, Polenta e Baccalà su Fonduta al Pecorino
Potrebbe sembrare un azzardo, lo so.
Che c'entra il baccalà con il tartufo??!!
So benissimo che nella testa vi si stanno formando gli abbinamenti "tartufi e uovo... ok! tartufi e polenta... ok! tartufi e formaggio... ok! tartufi e baccalà...???"
Questo fantastico tortino l'ho mangiato qui durante la Mostra Mercato del Tartufo.
Il ristorante si pregia di essere citato dalle Guide Michelin da molti anni a questa parte. E in effetti devo dire che la cucina sa il fatto suo. Antipasto, primo e secondo tutti declinati al tartufo bianco e tutti buoni, anche se la medaglia d'oro se l'è meritata questo tortino rivelazione.
L'hanno servito come antipasto e mi ha entusiasmato a tal punto da volerlo rifare con le mie padelle.
Mettete da parte le diete, questo tortino misura un milione di calorie ma (almeno) non ve le farà rimpiangere. Qui il tartufo esalta e amalgama tutti i diversi sapori. E' l'antipasto perfetto per il cenone di Natale e, ovviamente, si può servire anche senza tartufo.
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venerdì, 30 settembre 2011
Maki

Fate sempre anche voi un passaggio "casuale" alla corsia "Prodotti dal Mondo" del supermercato?? E guarda oggi e guarda domani... alla fine la tentazione prende, o no? Per il sushi vendono dei pacchetti-tutto-compreso che non devi neanche stare a preoccuparti di esserti dimenticato qualcosa... più facile di così! Domani è sabato (finalmente), giorno di spesa e di cene con amici o parenti. Che ne dite di osare qualcosa di diverso?
Il sushi, oltre che buono e sano, è bello da guardare. E' per questo che è diventato immancabile nei pranzi formali.
E se invece lo proponessimo per una cena tra amici prima della pizza?
E se invece lo proponessimo come aperitivo?
Lungi da me anche solo tentare di spiegare come fare il Maki fatto-come-si-deve.
La cucina giapponese è filosofia, tradizione millenaria e ricerca della perfezione estetica. E di questo ce se ne accorge al primo approccio: E' sufficiente comprare un ricettario illustrato di cucina giapponese. L'importanza del dettaglio è fondamentale, i gesti sono ripetuti all'infinito fino a diventare perfetti.
"L'arte del maestro di sushi richiede molti anni di allenamento, tanto che raramente questo piatto viene preparato a casa, almeno nelle sue varianti più elaborate."
Per cui, con tutta l'incompetenza del caso, ho aggiunto questo ricettario alla mia collezione.
E ho provato.
L'unico consiglio che mi sento di dare a chi, come me, vuole provare, è quello di acquistare il ricettario più illustrato che c'è (senza spendere una fortuna, però).
Si imparano tante cose... sul pesce, sul riso, sulla bellezza.
Okkei, cominciamo. Con il sushi sembra tutto difficile, ma non facciamoci intimidire.
Ho preso 500 g di riso. Il riso deve essere quello a chicco piccolo, ad alto contenuto di amido. Ho lavato il riso in acqua fredda continuando a cambiare l'acqua finché non risulta chiara, quindi l'ho lasciato a bagno per 15 minuti, l'ho scolato e lasciato riposare per 10 minuti. Ho messo il riso in una pentola con 500 ml di acqua fredda (l'acqua è pari al peso del riso), e a fuoco alto ho atteso l'ebollizione, quindi ho abbassato la fiamma e ho lasciato sul fuoco per 10-15 minuti. Ho tolto dal fuoco e fatto riposare per 15 minuti.
Adesso bisogna condire il riso con zucchero, sale e aceto di riso. Ho sciolto lo zucchero e il sale nell'aceto e ho condito il riso mescolandolo con delicatezza. Far freddare il riso ricoprendolo con un panno umido per non farlo seccare troppo.
Diciamo che abbiamo fatto metà lavoro. Adesso bisogna "assemblare" il Maki. Ho steso il foglio di alga nori sulla stuoietta di bambù (la parte lucida dell'alga deve essere a contatto con il bambù). Ho inumidito le dita in acqua acidulata e ho steso sull'alga un pò di riso (diciamo che con i 500 g di riso dobbiamo allestire 6 fogli di alghe). Ho distribuito il riso su tutto il foglio di alga lasciando liberi 2 cm di alga in uno dei due lati lunghi. Ho sporcato il riso con il wasabi (poco wasabi, mi raccomando) e ho sistemato al centro i bastoncini di salmone (o tonno), di cetriolo e di avocado. Con l'aiuto della stuoina ho arrotolato il Maki su se stesso. Ho ottenuto un lungo rotolo che ho affettato con un coltello inumidito.
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sabato, 27 agosto 2011
Alici a Beccaficu

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martedì, 22 marzo 2011
Totanelli in Umido

"Aaah ti piace cucinare?!, E qual'è il tuo piatto forte?"
Ma perché TUTTI (e dico tutti) mi fanno questa domanda? A cui, sinceramente, faccio molta fatica a rispondere. E' come chiedere a un fotografo - e che cosa ti piace fotografare di più? - oppure chiedere a chi ha il pollice verde - e quali sono le piante che ti piace di più coltivare? -
Che poi, alla fine, rispondo pure... perché mi sembra maleducato mettermi a fare tutta 'sta filippica a chi sta dimostrando un po' di interesse per me. Ma leggo nei loro occhi un po' di confusione "se per piatto forte intendi 'quello che mi viene meglio' ti dico che non ce l'ho: preparo la stessa ricetta così tante volte che alla fine, a forza di aggiustamenti, mi viene buona per forza."
Provare e riprovare in genere mi succede con i dolci perché, siamo onesti, hanno bisogno di precisione. La preparazione dei dolci mi fa venire in mente la chimica. E, guarda caso, sono quelli che mi diverte di più preparare... proprio in questo periodo sto lottando con quello che più di ogni altro mi ha dato delusioni su delusioni in tutti questi anni (eppure non deve essere un dolce difficile perché la rete ne è piena e nessuno dice di aver mai avuto difficoltà...).
Eppure stavolta anche questi totanelli in umido mi hanno dato un po' di filo da torcere (solo un po', però). La prima volta mi sono venuti un po' amari
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lunedì, 07 marzo 2011
Zuppa di Pesce?: 50 euro

Per quattro, è? Anche questa vuole la pentola di coccio!
L'ho già detto qui l'effetto che mi fa un banco pescheria ben assortito. Mi imbambolo e me li comprerei tutti perché mi vengono sempre mille idee su come mangiarmeli. E quando ho visto questo banco pescheria la prima cosa che ho pensato è stata "meno male che ho il bancomat nel portafoglio!". E infatti ho strisciato!!!
La zuppa di pesce è la mia passione!
Spellare...
Sfilettare...
Spinare...
Spurgare...
ecc... ecc... ecc...
Ma tu che ci metti nella zuppa??? Il pesciaro m'ha detto che più è mista meglio è. Certo però che se decidi di metterci anche i pesci con le spine, i migliori sono lo scorfano, la rana pescatrice, il pesce san pietro, le triglie...
La cosa più importante della zuppa di pesce è, manco a farlo apposta, il brodo di pesce (o fumetto). E dopo aver strisciato la carta per comprare tutti questi pesci non ti passa neanche per l'anticamera del cervello di usare un brodo pronto o un dado di pesce!!
Le considerazioni fatte per il brodo di carne (qui) valgono anche per quello di pesce, ovviamente.
Se il vostro pescivendolo di fiducia è pure gentile potreste chiedere a lui di spellarvi e sfilettarvi i pesci con le spine che avete preso. MA non lasciategli buttare le lische e le teste: i filetti andranno a costituire la ghiotta (insieme ai molluschi, ai crostacei e ai pesci senza spine), mentre gli scarti e l'acqua filtrata dei molluschi costituiranno l'indispensabile ottimo brodo di pesce...
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sabato, 01 maggio 2010
Filetti di Sgombro (Maccarello) Croccanti di Pistacchi e Mandorle

Ma se una sta a dieta come fa a postare??
Che faccio: cucino e poi non mangio??
Se quando guardo un piatto riesco a fare il calcolo delle calorie che contiene, come faccio a cucinare qualcosa di diverso dal petto di pollo alla piastra con verdure all’agro e filetti di pesce al vapore??
Banditi i carboidrati. Manco fossero veleno. A cena ho persino sostituito il pane con le gallette di farro e riso (che almeno accompagnano meglio il salato rispetto a quelle di solo riso). E così ho finalmente capito il detto “non di solo pane vive l’uomo”.
Però un mondo un pò più colorato è possibile, anche a dieta. E così mi sono ricordata di una ricetta facile e con calorie accettabili che ho provato durante l’unico corso di cucina a cui fin’ora abbia partecipato (e lo faceva lui).
C’è la frutta secca, lo so. Ma se mangio ancora un pò di pollo mi spuntano le penne!
La cosa più difficile di questa ricetta è sfilettare lo sgombro. In realtà, una volta che qualcuno ti fa vedere come si fa è davvero molto semplice: questi qui mi sono divertita a sfilettarli io. Ma si può sempre sfoderare il nostro sorriso migliore e chiedere al pescivendolo di sfilettarceli…
Se si tratta di pesce azzurro, come in questo caso, non occorre togliere la pelle perché i famosi omega-3 si trovano proprio lì sotto e durante la spellatura rischieremmo di perderceli.
Sistemare i filetti di pesce su un vassoio con la polpa rivolta verso l’alto e la pelle a contatto con il vassoio.
Poi occorre preparare una emulsione al 20% di succo di limone in olio. Quindi in 100 ml di olio aggiungere 20 ml di succo di limone. Condire con sale e pepe bianco e qualunque altra spezia venga in mente, mescolare energicamente con una frusta. Ho versato l’emulsione sui filetti e li ho lasciati riposare/cuocere/marinare per almeno 30 minuti.
Passato questo tempo ho acceso il forno a 180° C in modalità statica, ho atteso che raggiungesse la temperatura quindi ho scolato i filetti e li ho messi in una teglia ricoperta di cartaforno e li ho spolverati con un trito di pistacchi e mandorle (tritare al coltello, con il mixer viene una pappetta immonda). Ho infornato per 3 minuti (massimo 5, non di più). Per i più esigenti consiglio un giro d’olio a crudo e sale (se sembra sciapo).
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