lunedì, 09 gennaio 2012
Risotto con la Salsiccia (Luganega)
Il risotto con la salsiccia (che nel Varesotto si deve chiamare risotto con la luganega) è il piatto tipico dell'ultimo giovedì di Gennaio in cui si festeggia la Giöbia.
Che pare una cosa facile ma possono nascere attriti anche solo sulla scrittura del nome: Giöbia, Gioebia, Giouebia o Giubiana??? Ogni paese si è creata una propria personale modalità di festeggiamento.
A Varese l'uomo regala all'amata un cuore di pasta frolla.
A Cantù bruciano una castellana traditrice.
A Canzo fanno persino un processo a una strega.
A Busto Arsizio bruciano ciò che di brutto ha portato l'anno appena finito.
Ma la tradizione più vecchia e la più diffusa è la cena delle donne, ossia le nostre ave si riunivano proprio l'ultimo giovedì di gennaio a mangiare questo tradizionale piatto in cui il riso è simbolo di buon auspicio (ancora adesso agli sposi si lancia il riso) e il maiale è simbolo di abbondanza. Una festa della donna ante litteram, un modo con cui gli uomini ringraziavano le donne di tutto il loro lavoro. Infatti a quei tempi le donne non usavano sedersi intorno alla tavola con gli uomini ma mangiavano in piedi o accanto alla stufa, quindi in questa festa le donne palesavano il loro desiderio di parità con gli uomini.
In realtà questa festa serviva più che altro a stringere le reti sociali tra le le donne che sovente rimanevano sole perché gli uomini partivano per lunghi periodi di lavoro.
Ma che cosa è la Giöbia? Non esiste una sola risposta, come non esiste un solo nome: è una personificazione
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lunedì, 14 novembre 2011
Ravioli Bianchi al Tartufo
Ravioli al Tartufo ripieni di mascarpone, ricotta e pinoli, lucidati con burro e salvia su salsa al pecorino.
Detto e Fatto: sono stata alla Mostra Mercato del tartufo di S. Giovanni D'Asso. E sono tornata così ispirata da svegliarmi con questa ricetta in testa (tanto che la mia amica Maria Elena sulla pagina Facebook mi suggerisce di intitolare il post "il Buongiorno si vede dal Mattino").
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domenica, 30 ottobre 2011
Risotto alla Crema di Zucca & Polvere di Liquirizia
Era un banalissimo giorno di lavoro uguale a tutti gli altri... tipo quel film (Ricomincio da capo) in cui il protagonista si sveglia al mattino e ogni giorno rivive lo stesso giorno.
Ma farei meglio a dire che credevo che fosse un giorno come tutti gli altri, invece martedì scorso mi ha regalato una nuova ricetta: questa (risotto alla crema di zucca e polvere di liquirizia). L'ho mangiato durante un pranzo di lavoro e ne sono rimasta piacevolmente colpita.
Devo dire che a raccontarlo non sembra un granché: non si riesce a prevedere il gusto dell'abbinamento zucca-liquirizia e la reazione più comune è quella di storcere il naso.
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mercoledì, 25 maggio 2011
Tortiglioni ai Peperoni

Mammamia quanto tempo è che non posto!!!
E si vede che ho poche cose da dire…
Bè, in effetti avrei parecchie cose da dire, ma non voglio. E così trasformo il blog in una specie di ricettario fotografico. Arricchisco le ricette di dettagli e trucchetti cercando di indovinare i dubbi e le domande di chi cerca una ricetta sul web. Ma tralascio volontariamente la parte personale che poi è la vera anima dei blog, anzi credo che sia l’unico vero motivo per seguire un blog. Scusate ma se cercate una ricetta perché non comprate un ricettario vero (con ricette di veri chef, provate e riprovate) invece di fidarvi di ricette raccomandate da assoluti sconosciuti (specie in campo culinario)?
Quindi, posso affermare con assoluta certezza di stare seguendo la strategia sbagliata: tralascio la parte personale del blog a favore di maggiori dettagli della ricetta.
Ma… strategia per cosa??!!
Vabbè sto cominciando a straparlare, non so neanche io quello che dico. Però una cosa la posso dire con assoluta certezza: quando mi metto ai fornelli mi sento sempre a mio agio, sia che si tratti di una cucina superattrezzata che di un fornelletto da campeggio. E questo piatto è talmente semplice che si può davvero preparare su un fornelletto da campeggio… Non vedo l’ora di andare in vacanzaaaaaaaaa!!!
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domenica, 20 giugno 2010
Cous Cous Tostato

Tostare il cous cous dà garanzia di riuscita, senza il rischio di portare in tavola una sbobba immonda.
Da quando l’ho scoperto non ho più cotto il cous cous nel modo classico o come indicato sulle confezioni. Così è più saporito, oltre che ben sgranato, e buono anche da solo… ecco perché è più facile trovargli degli accompagnamenti. E’ buono con le verdure fresche e crude (tipo insalata), con le verdure cotte (ottimo con una caponatina, ma anche con melanzane e zucchine semplicemente passate in padella), accompagna egregiamente anche le verdure fritte o in carpione. Insomma sostituisce il pane in tutto quello che vi viene in mente! E d’estate perché non provare a fare un’insalata di cous cous invece dell’insalata di riso? Ovvio che si può tostare anche per i classici cous cous di carne e di pesce.
Preparare il cous cous tostato è davvero molto facile, ma quando ci sono di mezzo le spezie occorre fare molte prove prima di trovare la “combinazione” che più ci piace. Si possono usare le miscele classiche per il cous cous, oppure il berberè, oppure il curry, oppure… vabbè fate voi.
INGREDIENTI: per 4
200 g di cous cous precotto (meglio se un mix tra vari tipi: di farro, di grano tenero, di grano duro…)
olioextravergine di oliva
concentrato di pomodoro
buon brodo di carne (non di dado - al limite usare l’estratto di carne)
spezie, sale
TEMPO DI PREPARAZIONE:
30 minuti
PREPARAZIONE:
nella padella di rame stagnato ho messo tutto il cous cous senza aggiunta di olio e a fuoco vivace ho atteso che si tostasse emanando un buon odore di pane tostato e colorandosi un pò.
Se non si ha il rame stagnato si può usare una semplicissima padella di acciaio senza l’antiaderente.
Durante l’operazione di tostatura occorre stare molto attenti e girare di continuo il cous cous.
Una volta tostato il cus cous, l’ho messo in una insalatiera e c’ho versato 1/2 bicchiere di brodo e un giro d’olio. Ho mescolato il tutto e coperto l’insalatiera con un piatto. Dopo 10 minuti ho versato ancora 1/2 bicchiere di brodo e un altro giro d’olio. Ho mescolato e coperto con un piatto. Ho ripetuto l’operazione ancora una volta. Poi ho aggiunto al cous cous inumidito 1/2 cucchiaio di concentrato di pomodoro, ho aggiustato di sale e dosato le spezie. Ho mescolato e servito.
Se si vuole servire a cupola come nella foto basta riempire degli stampini di alluminio, tenerli almeno 10 minuti in frigo e sformare...
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domenica, 28 marzo 2010
Riso Fritto con Pollo e Verdure

E’ da un pò di tempo che prendo il pollo alla rosticceria. Con sei euro e poco impegno porto in tavola una cena buona e sana.
Però… mica poteva mancare un “però”…
però… trovo che il petto del pollo cucinato così risulti davvero troppo stopposo. Quindi dovevo per forza inventarmi qualcosa per farlo fuori.
Ho pensato di prepararlo alla maniera del riso fritto (che si usa per accompagnare la carne). Il riso fritto semplice, quello messo al lato del piatto vicino a pietanze di carne, è riso bollito, scolato bene e saltato nel wok con un giro d’olio fino a fargli prendere una bella colorazione dorata (rimestando di continuo per evitare che si bruci e si attacchi).
Questa del riso fritto è la preparazione base del Riso Cantonese in cui si mescolano vari ingredienti (piselli, prosciutto cotto a dadini, gamberetti lessati, cipollotto, una frittatina di sole uova e salsa di soia) saltati in padella con il riso fritto a formare un piatto unico.
Invece degli ingredienti classici del riso cantonese c’ho messo il petto del pollo preso in rosticceria, una dadolata di zucchine, i germogli di soia, uno scalogno, le mandorle e due uova.
Fatto e rifatto. Ho trovato differenze notevoli di sapore usando vari tipi di padelle per friggere il riso e cuocere il tutto. Visto che si tratta di una specialità cinese, direi che il wok dovrebbe essere l’optimum; io però non ce l'ho e mi sono trovata davvero bene con la padella di rame stagnato. Un pò meno bene con quella di alluminio non antiaderente: era come se il riso non si fosse asciugato risultando molliccio e lesso. Quindi, per fare una classifica delle padelle da usare per cucinare il riso fritto direi:
1 - wok
2 - rame stagnato
3 - acciaio pesante non antiaderente
4 - alluminio non antiaderente
INGREDIENTI: per 4
1 petto di pollo intero di rosticceria
150 g di germogli di soia
salsa di soia
2 zucchine
1 scalogno
1 manciata di mandorle spellate e tritate
2 uova
250 g di riso basmati lessati al dente
TEMPO DI PREPARAZIONE:
40 minuti
PREPARAZIONE:
ho sminuzzato il petto del pollo.
Ho lessato il riso tenendolo al dente. L’ho scolato bene. Quindi ho messo in padella una noce di burro, ho atteso che la schiuma svanisse e che assumesse un colore nocciola e ho saltato il riso fino a fargli prendere un bel colore dorato. L’ho messo da parte.
Nella stessa padella ho saltato le zucchine con lo scalogno. Ho aggiustato di sale. Dopo 5 minuti ho unito il pollo e la salsa di soia. Ho rimestato di continuo fino alla quasi completa evaporazione del liquido. Quindi ho sbattuto le uova con sale e pepe e le ho aggiunte al composto per farle rassodare strapazzandole con il cucchiaio di legno. Ho aggiunto i germogli di soia e il riso fritto. Ho tenuto ancora per due minuti sul fuoco per far amalgamare i sapori, quindi ho aggiunto le mandorle tritate e messo nei piatti.
IL CONSIGLIO DEL MARITO:
Perché, un bel giro d’olio extravergine d’oliva nostrano, no? A crudo, quando è già nel piatto pronto da mangiare.
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martedì, 22 dicembre 2009
Speckknodel - Canederli allo Speck

Parto. Anzi: fuggo. (chissà dovre andrò?)
Canederli là… (ma chissà dove andrò??!!)
… canederli anche sul blog.
Questi sono quelli classici allo speck, grandicelli e serviti con un buon brodo di carne; ma ne esistono molteplici varianti e pur volendo non credo che riuscirò ad assaggiarle tutte… ma niente mi impedisce di prendere un ricettario dedicato a questa specialità.
Il passaggio delicato della preparazione dei canederli è l’aggiunta del latte. Impossibile dare delle indicazioni precise, perché la quantità del latte da aggiungere dipende dall’umidità del pane.
Se i canederli sono troppo “umidi” si disfano durante la cottura (catastrofe!), quindi è necessario il “canederlo di prova”: prima della catastrofe, si può lessare un canederlo per vedere se si disfa e nel caso aggiungere all’impasto un pò di farina.
P.S.: coraggio, ché passa presto!
INGREDIENTI: per 4 persone
300 g di pane bianco raffermo senza crosta
2 bicchieri di latte
150 g di speck
2 cucchiai di farina bianca
2 uova intere
1 noce di burro
1/2 cipolla (o 1 scalogno)
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1 lt e 1/2 di brodo di carne
sale, pepe, noce moscata
TEMPO DI PREPARAZIONE:
40 minuti + 30 minuti di riposo + 15 minuti di cottura
PREPARAZIONE:
Ho sbriciolato grossolanamente il pane raffermo e l’ho messo in una terrina.
Ho tritato lo speck e l’ho soffritto nel burro. Quindi l’ho messo nella ciotola dove stava il pane.
Ho tritato la cipolla e l’ho soffritta nel burro e l’ho messa da parte (con lo scalogno si ottengono soffritti più saporiti).
Ho sbattuto le uova con il latte e ho versato il tutto sul pane. Ho aggiunto il prezzemolo tritato.
Ho lasciato riposare per 30 minuti amalgamando il tutto e lavorando il pane con le mani (deve diventare tutto sbriciolato). Quindi ho aggiunto la farina, il sale e la cipolla soffritta.
Con le mani bagnate ho formato 8 canederli e li ho “lessati” nel brodo bollente per 17 minuti.
Questi gnocchi si servono in genere in brodo, ma si possono servire anche scolati e conditi con burro fuso, come accompagnamento a piatti di carne, dal gulasch agli arrosti di cacciagione.
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mercoledì, 09 dicembre 2009
Soupe à L'Oignon - Zuppa di Cipolle

Altro che la lingua dell’amore… per me il francese è la lingua perfetta per parlare di cucina, di ricette, di tecniche gastronomiche.
Soupe à l'oignon - zuppa di cipolle.
Senti come suona meglio in francese? Diventa musica per le orecchie preludendo alla sinfonia di sapori che fra un pò sentiranno le papille gustative.
Dopo qualche rinvio dovuto a malattie e a turni vari di lavoro, il pranzo proposto da Eleonora è stato fatto e mangiato. E tutto è andato come doveva andare (qui): io ho preparato la cheese cake e Andreas la zuppa di cipolle…
Nonostante la mia passione per la cucina (o forse proprio a causa della mia passione per la cucina) non ho il robot tritatutto e quindi abbiamo dovuto tritare tutte quelle cipolle al coltello e le lacrime dello chef (Andreas) e del sous-chef (io) hanno condito il trito di cipolle (ma lui ha fatto molte più scene di me!).
Che buona, però, la zuppa di cipolle (nonostante le lacrime).
INGREDIENTI: per 4
7 cipolle gialle
2 cipolle rosse
200 g di gruviera (emmental)
50 g di burro
3 spicchi d’aglio
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di farina
pane abbrustolito
1 bicchiere di vino rosso
1 litro di brodo vegetale
sale, pepe
noce moscata
Per il brodo vegetale:
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano (anche le foglie)
TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti + il tempo per preparare il brodo
PREPARAZIONE:
per il brodo vegetale: in 2 litri di acqua ho messo a far bollire la cipolla spellata e tagliata in quarti, la carota tagliata in quarti e il sedano. Ho lasciato restringere della metà.
Ho sbucciato le cipolle e le ho tritate.
In una casseruola ho messo a far imbiondire l’aglio spellato e schiacciato in 25 g di burro e un giro d’olio. Quando l’aglio è diventato giallo l’ho tolto e ho messo le cipolle tritate. Ho messo il coperchio e ho atteso che diventassero morbide, ho salato, pepato e macinato la noce moscata. Ho aggiunto la farina e il burro rimasto. Ho mescolato bene. Quindi ho aggiunto il vino, fatto sfumare, ho aspettato che il tutto si asciugasse e ho aggiunto il brodo bollente. Ho lasciato sul fuoco moderato per 30-40 minuti.
Nel frattempo ho messo le fette di pane sotto il grill e le ho fatte dorare prima da un lato, poi dall’altro.
Ho messo la zuppa di cipolle nelle scodelle e ho coperto la zuppa con il pane abbrustolito. Le fette di pane devono coprire la zuppa senza affondare. Devono galleggiare. Sopra il pane ho messo l’emmental grattugiato in grande quantità. Ho messo le scodelle così preparate sotto il grill fino a fusione del formaggio.
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venerdì, 20 novembre 2009
Melidzanes Moussaka - Moussaka di Melanzane

Capita di andare a mangiare in un ristorante vicino all’università dove ti sei laureata.
Capita…
Capita di vedere tavolate chiassose di studenti. Li vedi vestiti in modo “stravagante”, originale, per differenziarsi gli uni dagli altri senza dover spendere una fortuna, senza le regole che il lavoro impone.
Ma non ci sono solo i ragazzi, vedo anche uomini in giacca e cravatta (che mangiano soli), e colleghi di lavoro in pausa pranzo. Insomma un bel miscuglio!
Capita di respirare cultura internazionale in un locale con le pareti non imbiancate e una bouganvillea che entra dalla finestra… John Coltrane come sottofondo musicale.
Capita… e ti rendi conto che la cultura sa nascondersi bene, ma c’è.
Leggo il menù: è scritto su una lavagna attaccata alla parete.
Moussaka di melanzane…
Ah, due chiacchiere con il proprietario/gestore del locale, e ne esco con in mano il cd di Coltrane… capita!
INGREDIENTI: per 4
1 kg di melanzane
400 g di trito di agnello (ma va bene anche un trito misto)
1 cipolla
300 g di polpa di pomodoro
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
80 g di pecorino grattugiato
origano, noce moscata
1 cucchiaino di zucchero
1/2 bicchiere di vermouth bianco (vino bianco liquoroso molto aromatico)
prezzemolo
olio extravergine di oliva
sale e pepe
TEMPO DI PREPARAZIONE:
2 ore + il tempo delle melanzane per perdere l’amaro
PREPARAZIONE:
Ho tritato la polpa di 2 melanzane.
Ho pelato le altre, le ho tagliate in lunghe fettine spesse circa 1 cm e le ho messe sotto sale per far perdere l’amaro.
Ho messo a soffriggere in un giro d’olio extravergine di oliva la cipolla tritata e il trito di carne; ho fatto insaporire per un minuto e ho aggiunto la polpa tritata delle 2 melanzane. Ho aggiunto il vermouth, ho lasciato sfumare. Ho aggiustato di sale e pepe e aggiunto lo zucchero, l’origano e la noce moscata. Sempre mescolando ho atteso che il composto si asciugasse abbastanza e quindi ho aggiunto la polpa e il concentrato di pomodoro e un cucchiaio di prezzemolo tritato. Ho fatto cuocere per 15-20 minuti a fuoco moderato (il ragù deve essere asciutto).
Ho fritto in olio extravergine di oliva le fetttine di melanzane sciacquate sotto l’acqua.
A questo punto ho composto la teglia:
strato di melanzane fritte, ragù e pecorino… proseguendo fino a esaurimento degli ingredienti.
Se si vuole, a copertura di tutto si può mettere la besciamella.
Ho cotto in forno già caldo a 180° C per mezz’ora.
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martedì, 10 novembre 2009
Stracciatella

Uno dei piatti meno fotogenici con cui mi sia trovata ad avere a che fare. Avevo quasi rinunciato a postarla… ma oggi ho trovato l’ispirazione e riesco a metterla a suo agio. Sorride un pò, si lascia andare e appare meno snob.
Come tutti i piatti della tradizione ha bisogno di competenza e precisione (quasi come con la pasticceria). Il brodo deve essere ottimo. E quando dico ottimo intendo dire che è vietato farlo di dado; e sapido al punto giusto (qui conta solo l’esperienza… o assaggi ripetuti).
Penso ad un menù d’altri tempi (quando era tutto orientato alla massima resa e a minimizzare gli sprechi): stracciatella e bollito misto (qui). E il dessert? non c’è che l’imbarazzo della scelta… io farei qualcosa con il cioccolato (qui).
INGREDIENTI: per 4 persone
1 pugno di parmigiano grattugiato
1 pugno di pan grattato
3 uova
1 e 1/2 lt di brodo (carne o vegetale)
sale
TEMPO DI PREPARAZIONE:
20 minuti
PREPARAZIONE:
Ho portato a ebollizione il brodo. Nel frattempo, in una terrina, ho mescolato le uova con il parmigiano grattugiato, il pan grattato e il sale. Ho unito 2 mestoli di brodo per ottenere una bella cremina che ho versato dentro il brodo in ebollizione. Ho mescolato con la frusta.
Pronta. Be’, chi avesse anche un tartufo...
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