mercoledì, 13 febbraio 2008

Bloody Mary

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Ricetta e preparazione by Pisco.
Secondo incontro con Pisco. Chissà se ce ne saranno altri... voci di corridoio dicono che sia tutto preso dal corso AIS (associazione Italiana Somelier). Ma ha giurato (e spergiurato?) che è solo per il completamento della professione: “voglio conoscere pure i vini. Continuerò a fare il barman.”
Giusto - dico io - ma quante cose vuole fare sto’ ragazzo qua! Beato lui che c’ha l’età. Il corso AIS dura 54 settimane, con circa 2 ore e mezza di lezione a settimana (dalle 20.00 alle 22.30) con 9 libri di testo da studiare ed esami da passare... Il tutto alla modica cifra (se proprio vogliamo dare un valore alla cultura) di 2200 euro. Questa è una vera laurea.

INGREDIENTI: (dividere idealmente il bicchiere in 10 parti uguali)
1 parte di succo di limone
3 parti di vodka
6 parti di succo di pomodoro (il più denso possibile, magari quello della yoga)
salsa worcester
5 gocce di tabasco
olive
sedano
sale, pepe nero

PREPARAZIONE:
Sminuzzare il sedano e 2 olive, aggiungere sale, pepe, la salsa worcester, il tabasco e il limone. Pestare il tutto. Aggiungere 3 cubetti di ghiaccio, la vodka e il succo di pomodoro. Girare con un cucchiaio. Per gli appassionati: si può aggiungere un giro di vino rosso facendo attenzione a versarlo con molta delicatezza così che il vino galleggi in superficie (float di vino).

Tradizione vuole che questo drink vada servito nel rock alto o nell’highball.

domenica, 23 settembre 2007

Pisco Sour

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Viaggiare apre la mente.
Sei catapultato in realtà diverse da quella a cui sei abituato.
Prendi le distanze dalla tua quotidianità e ti rendi conto di quanto siano effimere le preoccupazioni quotidiane.
Riprendi contatto con le cose realmente importanti della vita.
Allontani ciò che rappresenta solo una perdita di tempo e le questioni di principio.
Apprezzi le cose che hai, i piccoli piaceri della vita, il privilegio di vivere a casa tua.
Sono tornata dal viaggio in Perù.
Paese poverissimo. Clima inclemente. Terre aride e difficili da lavorare. Le Ande. Il lago Titicaca. Povertà. Il Machu-Picchu. Cusco. Gente buona e leale. Povertà.
Il Perù si può visitare tentando di immedesimarsi e vivere con il minimo indispensabile, magari accettando ospitalità per la notte e per la cena. Case fatte di mattoni di fango e paglia. Tetti di lamiera. Galline, galli, maialini di guinea e uomini nell’unico stanzone. Patate. Cipolle. Lama, alpaca e vigogna. Banane (ottime quelle piccole). Caldo di gallina. Grazie a dio ci sono le uova. Feste e balli. Povertà.
Ma tra Cusco e il Machu-Picchu puoi scegliere di fare il turista a cinque stelle: massaggi, discoteche per aspettare l’alba, ristoranti ed happy hour dove servono l’aperitivo nazionale: il Pisco Sour

Continua...