lunedì, 19 dicembre 2011

Anatra all'Arancia - Caneton a l'Orange

ricetta,ricette,cucina,anatra,arancia,salsa bigarade,salsa all'aranciaPer me dovrebbe entrare a pieno titolo nei menù delle belle occasioni. Non è particolarmente complicata, ma non va trattata con superficialità.
La prima volta che l'ho assaggiata l'aveva cucinata per me uno chef con la sua brigata di un famoso ristorante romano e mi piacque moltissimo.
Poi la mangiai da mia madre... non sembrava neanche lo stesso piatto :( Potete immaginare la delusione delle mie papille gustative che al solo nome di "Anatra all'Arancia" avevano cominciato a sognare?!
Da queste due esperienze mi convinsi che l'anatra all'arancia fosse un affare complicato. Soprattutto quella salsina sopraffina che regala quel sapore che pare stare bene solo con l'anatra, come due anime gemelle.
Ci sono tanti modi per fare l'anatra all'arancia ma l'unica che fino ad ora mi fa leccare i baffi è con la salsa bigarade (salsa all'arancia). Questa salsetta strepitosa si può preparare il giorno prima. In effetti ci vuole più cura a fare la salsetta che a fare l'anatra. Che ci vuole a cucinare un'anatra in casseruola (attenzione, però, ai tempi di cottura)? E' la salsa che la fa entrare nella storia come una delle ricette più famose al mondo tanto che i francesi ne vorrebbero addirittura rivendicare l'origine (Caneton a l'Orange), ma lo sanno tutti che questa è una ricetta italiana (anzi toscana)...

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venerdì, 19 dicembre 2008

Alici all'Arancia ripiene ai Gamberetti

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L’altra sera ero a cena a casa di amici. Tv accesa per intrattenere i bambini. Adulti che parlano del più e del meno. Tra la fine di un discorso e l’inizio di un altro, Roberto si volta verso la tv e cerca di attirare l’attenzione degli altri “maschi” del gruppo: nello schermo aveva visto una strafica dalle forme perfette e dai modi eterei. Una vera bellezza, oggettivamente bella: piace anche alla parte femminile del gruppo. Si comporta da diva, perché lei è bella. Lo sa. E’ sotto gli occhi di tutti. Capricciosa. Attratti dalla visione celestiale, conquista tutta la nostra attenzione... Ma l’incanto dura poco (per fortuna di noi donne, aggiungo io: difficile trovarsi faccia a faccia con la perfezione). Comincia a parlare, qualcosa non va. Me ne accorgo subito ma non riesco a razionalizzare. Per fortuna Alessandro parla per primo e dice “oddio, ma questa è cretina! Ci crede!”. Fine della storia. Ci siamo riappropriati della nostra serata... e Simona porta in tavola il mio contributo alla cena: queste alici all’arancia ripiene ai gamberetti.

INGREDIENTI: per 4 persone
16 alici
200 g di pane bianco in cassetta
4 arance
80 g di gamberetti già puliti
40 g di pangrattato
20 g di parmigiano grattugiato
prezzemolo
olio extravergine di oliva
sale, pepe nero dal mulinello

TEMPO DI PEPARAZIONE:
60 minuti

PREPARAZIONE:
Ho diliscato e aperto a libretto le alici. Le ho irrorate con il succo di 3 arance. Le ho lasciate marinare per 20 minuti, quindi le ho sgocciolate.
In un padellino ho tostato per 1 o 2 minuti il pangrattato con il succo dell’arancia rimasta, l’olio e il prezzemolo tritato (pan grattato aromatizzato).
Ho lessato i gamberetti in acqua bollente per 10 minuti.
Ho spezzettato il pane in cassetta e l’ho mescolato con la scorza di un’arancia grattugiata, il prezzemolo e il parmigiano.
Ho unito i gamberetti lessati, ho aggiunto un giro di olio e ho triturato il tutto con il frullatore. Ho aggiustato di sale e pepe.
Ho messo le alici in un piatto con la parte della pelle rivolta in basso; ho distribuito 1 cucchiaino circa di farcia al centro di ogni alice, le ho richiuse e passate nel pan grattato aromatico. Le ho messe in una pirofila rivestita con carta da forno, leggermente distanziate, c’ho passato un giro d’olio e le ho cotte in forno caldo a 180°C per 8/10 minuti.

domenica, 30 marzo 2008

Arrosto di Maiale e Frutta

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Con la besciamella (qui) ho dato il via ai ricordi dell’infanzia e ai menù domenicali a casa dei nonni. Contrariamente a quanto sento da amici e colleghi, i menù che proponevano i miei nonni erano variegati e sempre diversi di settimana in settimana puntando sulla stagionalità degli ingredienti e sull’occhio “clinico” di nonna che faceva la spesa scegliendo le cose migliori. Penso che nonno Pietro e nonna Rosa trascorressero la settimana tutti presi dai preparativi del pranzo domenicale perché, adesso che so cosa significa cucinare, mi rendo conto dell’organizzazione necessaria per pensare e preparare 10 porzioni di antipasto, 10 di primo, 10 di secondo e 10 di dolce.
In ogni caso, quando mia nonna andava a trovare il suo amico macellaio e si imbatteva in un bel bezzo tenero di prosciutto di maiale intero lo preparava così:

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