martedì, 18 novembre 2008
Babà

Alì-Babà e i 40 ladroni
C’era una volta, in un tempo lontano lontano, un ragazzo povero che si chiamava Alì-Babà.
Alì-Babà aveva un dono e la sua fama aveva fatto il giro dei 7 mari in mille e una notte: era un mastro pasticcere formidabile. Si può quindi ben immaginare che presso la sua locanda stazionavano ben volentieri genti di ogni rango.
Alì-Babà era un ragazzo dal cuore d’oro ma se c’era una cosa che proprio non gli andava a genio erano i ladri e i truffatori; così quando qualcuno di tal guisa rivendicava il sacrosanto diritto di mangiare ciò per cui era disposto a pagare, Alì-Babà non si tirava indietro ma preparava per loro un dolce magico. Era un dolce che per bontà spesso era richiesto in bis e in porzioni doppie ma... aveva l’effetto dell’ambrosia rendendo il sonno immediato e profondo. Così Alì-Babà nottetempo alleggeriva i ladroni di una parte del bottino. Giusto il necessario per i beni indispensabili (e per qualche regaluccio a sua moglie) così da non far insospettir il cliente.
Si narra che alleggerì ben 40 di questi loschi personaggi (i 40 ladroni).
Vabbè, la favola più nota di Alibabà e i 40 ladroni la trovate qui.
INGREDIENTI: per 5 babà fatti con bicchieri di alluminio alti 8 cm e diamentro alla base di 6 cm
PER L’IMPASTO
3 cucchiai di latte intero
10 g di lievito di birra
150 g di farina 0 (farina di manitoba)
50 g di amido di mais (maizena)
3 uova
100 g di burro
1 cucchiaino di sale
70 g di zucchero
PER LA BAGNA (a gusto mio... dipende da quanto lo si vuole alcolico)
240 g di zucchero
2 bicchieri di acqua
1/2 bicchiere di rum (o caffè o succo d’arancia filtrato)
PER LA LUCIDATURA
marmellata di albicocche
acqua
TEMPO DI PREPARAZIONE:
3 ore e 1/2 + il tempo di raffreddamento
PREPARAZIONE:
Ho scaldato in un bicchiere i 3 cucchiai di latte e ci ho sciolto i 10 g di lievito di birra.
In una ciotola capiente ho messo 100 g di farina 0 e 50 g di maizena, le 3 uova grandi e il lievito sciolto nel latte. Ho mescolato dapprima delicatamente e poi molto energicamente con una frusta di metallo. Il composto è rimasto quasi liquido e era diventato spumoso. Ho coperto a ciotola con un canovaccio e l’ho messo a far lievitare in un luogo caldo e al riparo da correnti per 1 ora.
Mentre il composto lievitava ho fatto ammorbidire il burro e c’ho messo il sale amalgamandoli molto bene.
Quando ho ripreso la ciotola messa a lievitare c’ho aggiunto il burro salato, i 70 g di zucchero e i rimanenti 50 g di farina manitoba. Ho mescolato molto energicamente con la frusta di metallo fino a che non sono comparse delle bolle. A questo punto ho passato di burro e zucchero gli stampini per i babà (i miei sono di alluminio, sono alti 8 cm e il diamentro alla base è di 6 cm) e c’ho versato dentro 3 cucchiai dell’impasto ciascuno (quindi li ho riempiti per meno della metà).
Ho messo i 5 bicchieri in una teglia da forno, li ho coperi con un canovaccioe li fatti lievitare per 90 minuti.
Nel frattempo ho acceso il forno a 180° C (a forno elettrico statico) e ho infornato i bicchieri per 17 minuti. Li ho sformati (tolti dalle formine) appena levati dal forno e li ho imbevuti con la bagna (che avevo preparato nel frattempo mettendo tutti gli ingredienti in un pentolino e scaldando il tutto per facilitare la dissoluzione dello zucchero). Per fare questa operazione ho messo i babà su un grande piatto e c’ho versato sopra la bagna, poi con l’aiuto di un cucchiaio raccoglievo il liquido che cacciavano da sotto e lo rimettevo sopra i babà . Ho continuato così fino a che non cacciavano più liquido. Li ho lasciati freddare.
Ho messo a scaldare 2 cucchiai di marmellata di albicocche con un pò d’acqua (quella necessaria per rendere liquida la marmellata) e con un pennello da cucina c’ho spennellato i babà per renderli lucidi.
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giovedì, 13 novembre 2008
Caffe con la Bava

La bellezza...
certe volte capita di dare troppa importanza all’aspetto esteriore e di estendere l’armonia di proporzioni e colori a caratteristiche più essenziali.
Mi spiego meglio. La bellezza confonde, emoziona. E mi sono resa conto che siamo più propensi a dare seconde e terze possibilità a chi è bello (non fa differenza che si tratti o meno dell’altro sesso) anzi, peggio, diamo sempre una possibilità in più anche ad un elettrodomestico dal design accattivante... Devo dire che mi ha pianto il cuore quando mi sono decisa a buttare la macchinetta del cappuccino, quella con le macchie di una mucca e particolarmente panciuta (bellissima!!!), ma non funzionava come avrebbe dovuto. Per cui per un pò l’ho tenuta come “suppellettile” in cucina, tanto per fare scena, ma poi, presa da un raptus “essenzialista” ho deciso che non c’era più posto per quell’oggetto nella mia vita.
... certe volte, può capitare di comportarsi allo stesso modo con le persone: prima di decidere che non c’è più posto nella nostra vita per quella certa bella persona, la teniamo come suppellettile per fare bella figura quando usciamo per locali o quando ci incontriamo con gli amici... nell’attesa (e nell’augurio) del raptus “essenzialista”.
E ora, senza più la mia macchinetta del cappuccino, mi “consolo” con un caffè dal sapore antico a cui non sono mai riuscita a rinunciare: mi ricorda i pranzi della domenica a casa della nonna siciliana. Degna conclusione di un rito familiare...
La bava è uno “zabaione” di caffè e si usa come se fosse zucchero: un cucchiaino di bava equivale a un cucchiaino di zucchero...
INGREDIENTI:
caffè
zucchero
TEMPO DI PREPARAZIONE:
10 minuti
PREPARAZIONE:
per preparare una buona bava occorre saper preparare un buon caffè. Quindi impariamo a resistere alla tentazione di lavare con il detersivo la moka, ma sciacquiamola solamente. Riempiamo la caldaia con acqua fin sotto la valvola, mettiamo il filtro per il caffé e riempiamolo con la nostra miscela preferita senza caricarlo troppo. Avvitiamo la moka e mettiamola sul fornello più piccolo che abbiamo, al fuoco più basso possibile.
Appena escono le prime gocce di caffè mettiamole in una tazza e ricopriamole completamente con lo zucchero. Sbattiamo con il cucchiaino il composto fino ad ottenere una crema densa e dal colore dorato che useremo al posto dello zucchero.
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sabato, 21 giugno 2008
Tiramisu

Io: qual’è il tuo dolce preferito?
lui n°1: i dolci mi piacciono tutti. Io pranzo nell’attesa del dolcetto finale.
io: Si vabbè, ma al ristorante, quando puoi scegliertelo, in genere che ti prendi?
lui n°1: il tiramisu’, se c’è. Ma c’è quasi sempre: il tiramisù è il dolce nazionale!
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io: qual’è il tuo dolce preferito?
lui n°2: i dolci mi piacciono tutti.
io: si, ma qual’è quello che prendi spesso al ristorante o in pizzeria?
lui n°2: ovunque vado prendo il tiramisu’. Conosco i tiramisu’ di ristoranti e trattorie di mezza italia. Con la “prova tiramisù” si vede se un locale ha una buona cucina oppure no.
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io: qual’è il tuo dolce preferito?
lui n°3: non amo molto i dolci.
io: ok, ma uno sforzino lo faresti solo per...?
lui n°3: ...il tiramisu’ di mia madre.
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E dopo una tale inchiesta ho deciso di preparare il tiramisù per gli ospiti di stasera (sperando di equiparare la bontà del tiramisù della madre di lui n°3...)
La ricetta è quella classica, trascritta a 16 anni direttamente dalla confezione dei savoiardi (crescendo ho solo aggiunto le gocce di cioccolato fondente, per giocare con le consistenze, e la vaniglia, per dargli un gusto più rotondo). Quindi, forse, sarà un pò banale e scontata ma... di tiramisù ne ho mangiati veramente tanti e non ne ho ancora trovato uno che mi piace di più.
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INGREDIENTI: per 6 persone
300 g di savoiardi
300 g di zucchero semolato
300 g di mascarpone
gocce di cioccolato fondente
3 uova intere + 1 albume
caffè zuccherato
un pezzetto di baccello di vaniglia (non gli aromi)
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TEMPO DI PREPARAZIONE:
1 ora e mezza + almeno 2 ore di riposo in frigorifero.
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PREPARAZIONE:
Ho montato a neve fermissima le chiare d’uovo e ho messo il contenitore in frigo.
Ho amalgamato i tuorli con lo zucchero e il mascarpone. Ho preso un pezzettino di baccello di vaniglia, l’ho tagliato a metà per la lunghezza, ho preso il contenuto e l’ho aggiunto al mascarpone.
Ho preparato il caffè e l’ho zuccherato (1 cucchiaino per gni tazzina + 1 per la caffettiera: per una caffettiera da 6 ho aggiunto 7 cucchiaini di zucchero).
Nel frattempo ho unito le chiare montate (scartando quello che nel frattempo si era smontato) al mascarpone e ho amalgamato molto delicatamente. Ho unito le gocce di cioccolato fondente.
Ho messo il caffè bollente in un piatto fondo e, molto rapidamente, c’ho passato 1 savoiardo per volta (forse l’unica vera difficoltà di questo dolce sta proprio nel bagnare in modo equilibrato i savoiardi con il caffè. Secondo me sono perfetti se si usa il caffè bollente, si mette in un piatto fondo e ci si immerge rapidamente il savoiardo. In genere mi scotto le dita ma poi ne vale la pena...). Ho preparato uno strato di savoiardi, uno strato di crema al mascarpone, uno strato di savoiardi, uno di crema al mascarpone. Ho spolverizzato con il cacao amaro.
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