giovedì, 03 novembre 2011

Crema Pasticcera

ricetta,ricette,cucina,foto,crema pasticcera,cremaE così dopo quattro anni di frenetica attività come foodblogger mi decido a postare la ricetta della crema pasticcera (ricetta base della pasticceria italiana)! Ma perché la pubblico solo ora? Andava postata prima... an.da.va po.sta.ta pri.ma!
Non posso dare torto al Bianconiglio.
La ricetta della crema pasticcera andava postata prima! E visto che all'ultima riunione aziendale uno dei capi tirò fuori dal cilindro questa frase "i vincenti hanno sempre una soluzione, i perdenti hanno sempre una scusa" mica vi aspetterete una scusa, vero???









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mercoledì, 11 maggio 2011

Far Breton

 

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Antico e moderno.

Il tipico dolce della merenda che preparano le nonne.
Per cui, cari miei, mi perdonerete se il suo gusto non è come quello della vostra nonna Adelaide...
In pratica si tratta di una crema pasticciera fatta con l'uovo intero (le nonne non buttavano niente!) e cotta in forno, con il vezzo di una prugna secca nel mezzo.
In realtà è un dolce davvero semplice da fare: basterebbe assistere una volta sola alla sua preparazione...  et voilà, les jeux sont faits. Ecco, basta preparare un dolce francese (era chiaro a tutti che questo dolce è tipico della bretagna, no?) che il francese prende il sopravvento!

Ma... gli anni sono passati, non sono più una bambina e il mio gusto adesso è un pochino più esigente di quando ero piccolina.
La crema mi piace morbida e aromatizzata, che non sappia di uovo e di farina. Mi piace il contrasto delle consistenze.  Vorrei che la prugna tenera e saporita.

Per fortuna non sono più una bambina e posso apportare tutti questi cambiamenti, visto che ai fornelli ci sto io!!!

Partiamo dalla cosa più semplice: la prugna morbida e saporita... basta metterla a bagno tutta la notte in un bicchiere di acqua e rum (1/2 acqua e 1/2 rum), ma se ci sono i bambini veri allora è meglio metterle a bagno in acqua e zucchero.

Il rum ha il duplice compito di aromatizzare la prugna e di far sparire il sapore di uovo (mettetene sempre un goccio nei dolci che contengono uovo - crème caramel in primis, che quasi sempre sa troppo di uovo).

Per aromatizzare la crema invece potremmo usare il classico baccello di vaniglia

Per dare morbidezza alla crema e non farla sapere troppo di farina dovremmo usare due farine, la 00 e quella di riso in parti uguali (provateci anche con la crema pasticciera classica e vedrete che meraviglia), mentre per dare sapore alla crema non c'è niente di meglio della panna.

E le consistenze? allora, abbiamo detto che la crema è morbida quindi facciamo croccante la superficie spolverizzandola di zucchero.

Facile, no?

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domenica, 09 gennaio 2011

Crème Brulé

 

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Già a dieta per cercare di perdere quei due o tre chiletti che i giorni di festa regalano sempre? Eppure, a pensarci bene, è proprio questo il momento in cui c’è più bisogno di consolarsi: ma scusate, avete fatto caso che quest’anno il primo ponte è a giugno?!

E quanto è difficile mettersi a dieta se in dispensa ci sono ancora pandori e panettoni…
E quanto è difficile mettersi a dieta con i dolci della befana sulla credenza vicino al televisore…

E quanto è difficile mettersi a dieta se con tutti questi dolci “comandati” ancora non avevo avuto modo di provare il cannello per la crème brulé che ho trovato sotto l’albero questo Natale!
E allora che fai? Aspetti. Ma l’attesa, si sa, accresce gli entusiasmi e le aspettative fino a non poterne più. Ecco! oggi non ne potevo più. E l’ho fatta. Eppoi me la sono pure mangiata (e ci voleva pure che la davo al gatto!).
Buona buona buona.


Con gli attrezzi giusti è davvero un dessert semplice da preparare e di grande effetto. Se poi ciascuno si brucia la sua coppetta ci si sente tutti partecipi della preparazione del dolce e nessuno dirà mai che non è buona!

Dunque, ho parlato di attrezzatura.
L’attrezzatura necessaria per la crème brulé che viene subito in mente è il cannello per bruciare lo zucchero di canna. Ovvio. Difficile trovare ma non impossibile.
L’attrezzatura più fetente a cui non si pensa molto è la coppetta. Per una buona riuscita della crème brulé la coppetta di ceramica deve essere dello spessore giusto e dell’altezza giusta. Lo spessore serve in fase di cottura, l’altezza serve a dare la giusta proporzione tra la superficie bruciata e quella sottostante non bruciata.
Visto che il cannello lo si deve comprare, suggerisco quindi di comprare anche le coppette giuste per la crème brulé.


Ingredienti: per 4 coppette ellittiche alte 2,5 cm e lunghe 13 cm
3 rossi d’uovo (60 g)
100 ml di latte fresco intero
100 ml di panna fresca
30 g di zucchero semolato
un pezzetto di baccello di vaniglia (o aromi a piacere: rosa, lavanda, fiori d’arancio, violetta…)
zucchero di canna

Tempo di preparazione:
30 minuti + la cottura

Preparazione:
Ho acceso il forno a 160° C in modalità statica.
In un pentolino ho messo a riscaldare il latte e la panna e la vaniglia (ma se si usano gli aromi va bene aggiungerli alla fine senza scaldarli troppo). Attenzione al fuoco: deve essere dolce perché il tutto non deve bollire.
Con delle fruste ho sbattuto i rossi d’uovo con lo zucchero semolato fino a quando il tutto si è schiarito parecchio. Quindi ho aggiunto il latte e la panna caldi e ho mescolato con un cucchiaio.  Attenzione alle bollicine.
Sul fondo di una teglia da forno ho messo un dito e mezzo di acqua e c’ho adagiato sopra le coppette. Ho ripartito il composto nelle monoporzioni e ho infornato per circa 30 minuti (fino a quando la superficie non risulti dorata).

Prima di servire far freddare per almeno due ore.
Al momento di servire cospargere la superficie con zucchero di canna e caramellarlo con il cannello.

giovedì, 03 gennaio 2008

Crema di Finocchi

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ILCOMMENTODELMARITO:
Getto uno sguardo incuriosito verso la ciotola di legno. Penso: Paola ha deciso di “infinocchiarmi” con questa zuppa! È noto, infatti, che nel medioevo i tavernieri usavano offrire un gambo di finocchio agli avventori prima di servirgli da bere. Il sapore forte del finocchio copriva i difetti del vino da quattro soldi.
Ma qui non c’è trucco e non c’è inganno, questa è un’altra storia. Qui è tutto il contrario: questo sciroppo di finocchio risulta addirittura delicato, sfuggente, e il pepe nero allora diviene l’anima della pietanza. Finocchio e pepe nero: il loro contrasto è ciò che dà energia al piatto, e rende davvero piacevole sorseggiare la zuppa fino all’ultimo cucchiaio. È mai possibile che si tratti di me?
Io, proprio io, che quando mia madre apparecchiava per la cena con il cucchiaio, mi chiudevo in cameretta sperando che per quella sera si scordasse di me, così da sfuggire al suo temibile minestrone di verdure.

INGREDIENTI: per 2 persone
2 finocchi
brodo vegetale (anche di dado) o panna fresca
30 g di burro
sale, pepe

TEMPO DI PREPARAZIONE:
30 minuti

PREPARAZIONE:
Prima ho cotto i finocchi al vapore e poi li ho frullati con il frullatore a immersione. Ho messo i finocchi in una pentola con il burro e ho fatto soffriggere per un po’. Ho aggiunto il brodo (o la panna) necessario per ottenere la consistenza giusta. Sale. Pepe.
L’ho servita con dei crostini di pane abbrustolito (tipo i crostini San Carlo).