domenica, 16 agosto 2009

Quatre-Quarts Breton

quatre-quarts bretone.jpg

 

Je suis retourné.

Il caldo…
La stanchezza…
Gli impegni di lavoro…
Le meritatissime ferie…
Quante scuse sono necessarie per giustificare una latitanza dal web così prolungata? Se bastano solo queste mi fermo qui, altrimenti ne snocciolo un altro migliaio; anzi, le regalo: se qualcuno ha bisogno di scuse plausibili (per qualsiasi situazione, s’intende) può rivolgersi qui!

Ah le ferie! Sono nata per stare in ferie! Ci starei tutto l’anno. Quante idee che mi vengono, quanta energia inaspettata… e puntuale ari-ecco la voglia (e l’energia) di postare. Ma pigramente, con lentezza, come per tutti i nuovi inizi.
E infatti questo dolce mica l’ho fatto io. L’ho comprato già bell’e-fatto. Sì, ma l’ho comprato in Francia.

Ah, la France! La France!
Pays du fromage, vin et cidre, boulangerie et pâtisseries, chantilly, sauces, huîtres…

Già! Parlo francese, anche se non l’ho mai studiato, né mai usato prima di questo viaggio.
Ma in Francia è praticamente indispensabile perché dove sono andata (Normandia, Bretagna e Savoia ) non parlano inglese neanche nelle “accueil” (reception) degli hotel, ecchecavolo!

Sì ma non divaghiamo.

Parlavamo dei formaggi… più di 500 tipi. Che dire, ho provato ad assaggiarli tutti ma non credo di esserci riuscita. Molto buoni!

Parlavamo dei vini e del cidro… buoni. Ovvio, preferisco i vini italiani, ma non so quanto questo giudizio sia scevro da condizionamenti patriottici. Specialisti del cidro...

Parlavamo delle panetterie e pasticcerie… ottimi. Il pranzo ideale?: un pic-nic. Fermarsi alla "boulangerie et pâtisserie" per comprare una baguette (da mangiare con un formaggio a scelta), una quiche (
quella più famosa è senz’altro la quiche Lorraine: pasta sfoglia riempita con pancetta e uova sbattute) e un dolcetto.

Parlavamo della crema chantilly… panna montata, semplicemente. Come quella che si mette sul gelato (magari su questo argomento dedico un post).

Parlavamo delle salse… moooolto buone. Tante, tantissime. Una diversa per ogni piatto, difficile trovare un piatto che non sia accompagnato da una salsina ad-hoc.

Parlavamo delle ostriche… che dire! Fresche, buone, tante, a portata di portafoglio (in Normandia e Bretagna).

Mica voglio dire che in Francia si mangia sempre bene. Ho mangiato e bevuto male anche in Francia, ma queste sei cose me le conservo nella memoria “gustativa” con un sorriso.

Passiamo al quattro-quarti bretone.
Si può andare in Francia senza comprare una rivistuccia di cucina? No che non si può.
Così il dolce non l’ho fatto io e la ricetta la copio pari pari dalla rivista, ovviamente in francese (qui per tradurre)… be’ l’avevo detto che sarebbe stato un inizio pigro…



Ingrédients: 6 à 8 personnes
4 oeufs
du beurre
du sucre
de la farine
un sachet de levure

Matériel:
une balance et un moule à cake ou à manqué

Procédure:
1- Préchauffer le four à 200° C. Peser les oeufs et préparerla meme masse de beurre, de sucre et de farine. Ces quatre ingrédients forment les quatre quats de la recette.

2- Battre le beurre fondu et le sucre jusqu’à ce que blanchisse le mélange.

3- Ajouter les oeufs, puis verser progressivement la farine et la leuvre. Bien battre la pate.

4- Enfouner pendant 35-40 minutes et surveiller la cuisson avec un couteau.

VARIANTES:
Les gourmands pourront relever leur quatre-quarts d’orange et de chocolat.Pour cela, quand la pate sara bien mélangée, ils y ajouteront les zestes d’une orange non traitée et une tablette de chocolat noir, brisée en petits morceaux.
Des que la gateau sortira du four, ils verseront, sur la croute, le jus de l’orange.

giovedì, 08 novembre 2007

Sacher Torte

d1f9916e17b12ade7513c3a4a1956abf.jpg

 

Mi sa che la torta Sacher non la sa fare nessuno!
Pare che la ricetta sia protetta da un marchio di fabbrica e gelosamente conservata all’hotel Sacher di Vienna (unico posto al mondo dove si può gustare la VERA Sacher). Tutte le altre sono tentativi più o meno riusciti. Sarà per questo che fino ad ora non ho trovato 2 ricette uguali. Ma gli interrogativi maggiori che mi sono rimasti sono
- ma il lievito ci va o no?
- per quanto tempo deve cuocere?

Il fatto è che andare per tentativi con la sacher è faticoso, richiede molto tempo e soprattutto: chi se le mangia tutte queste prove? - si rischia di ingrassare non poco!
Comunque, la ricetta postata rappresenta il mio ennesimo tentativo e credo di aver raggiunto il risultato atteso non tradendo le aspettative evocate solo dal nominarla.

Continua...

giovedì, 27 settembre 2007

Plum-Cake allo Yogurt

ae8c319dd1a96462fe7f26494cdcca4e.jpg

Plum-Cake. Pane dolce.
Plum-cake o Muffin? Non è che la differenza mi sia poi molto chiara. E’ solo una questione di forma? - allora questi sono senz’altro muffin - oppure c’è qualcosa nelle ricette che li differenzia e li caratterizza? - allora questi sono plum-cake. Fatto sta che tutti quelli a cui lo chiedo mi rispondono che “...il muffin per eccellenza è quello ai frutti di bosco...” (manco avessi chiesto qual è il muffin classico...). Quindi, se qualcuno me la sa spiegare per benino questa differenza io sono tutt’orecchi.
Vabbè, ma come m’è saltata in mente l’idea di preparare i plum-cake? Tutta colpa del nome.
Si capisce dal nome come sono fatti? No.
E se li assaggi, lo capisci cosa c’è dentro? Forse.
E sono buoni? Si. Allora è fatta: gli ingredienti per accendere la mia curiosità ci sono tutti. Così ho vagato per blog, ho consultato ricettari, li ho preparati svariate volte e alla fine, provando più ricette, ho trovato la formula giusta per me.

Continua...