Confettura di Fragole - Mara des Bois - senza pectina

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Vado al mercato, compro le fragole, torno a casa, le lavo, butto quelle cosìcosì, levo il picciolo, aggiungo lo zucchero e il limone, le schiumo, le mescolo, le invaso, aspetto che si freddino per vedere se il sottovuoto s’è formato e che faccio? Aggiungo la pectina???? Giammai, mai e poi mai. E allora mi compro la confettura del supermercato ché tanto è uguale. Però allora le devo tenere sul fuoco per un sacco di tempo e le fragole si spappolano tutte, e la confettura perde tutto l’aroma delle fragole e non sai più se hai aperto il barattolo delle fragole o quello di ciliegie… Aaaaaaah ecco a che servono le etichette da mettere sui vasi delle marmellate – ok, battutaccia :-)

Che poi, vivendo in Francia, ho scoperto delle fragole super, le Mara des Bois, le migliori che abbia mai mangiato, talmente buone che preferisco mangiarle senza zucchero senza panna senza limone senza niente di niente: qualunque cosa aggiungi copre la loro dolcezza e il loro sapore di fragole di bosco. Anzi meglio delle fragole di bosco perché sono meno aspre! Si trovano da giugno a ottobre, tanto che mi sono stupita - l’anno scorso - quando al mercato degli agricoltori locali avevo visto le fragole ad Ottobre!!! Diffusissime in Francia e Svizzera, a Roma no, non le avevo mai viste :-( - ma allora la globalizzazione a che serve? Globalizziamo solo il peggio e il meglio ognuno se lo tiene gelosamente per sé??? Vabbè, tutto questo per dirvi che se per caso inciampate in un cestino di mara des bois di non lasciarvelo scappare. E se per caso i cestini sono tre o quattro o cinque o di più, di portarveli a casa tutti e di farci una bella marmellata di fragole, la confettura di fragole più buona che avete mai mangiato (sempre che abbiate trovato le vere mara des bois e che il commerciante non abbia fatto il furbetto). E che fate ci mettete la pectina??? Con la confettura di fragole devo dire che la tentazione è forte: forse è la confettura più difficile del mondo - le fragole sono così fragili e se rimangono troppo sul fuoco si spappolano! Bisogna cambiare tecnica e ricetta per una confettura di fragole superbonne.

La mia bussola culinaria per le confetture è sempre lei, Christine Ferber. La ricetta è facile da seguire e la confettura vi verrà perfetta anche la prima volta che la provate. Dolce, dolcissima, super dolce - come sono di solito le confetture della Ferber - però non sarà la solita confettura: invaserete delle fragole confit immerse in uno sciroppo di fragola. Una robina spaziale a cui – sono sicura – non avrete nessuna difficolta a trovare molteplici usi oltre che spalmarla sul pane della colazione (anche se ci-sta-tutto!), tipo fare delle mini-crostatine alla crema da decorare con questa confetturina da servire con il caffè - tipo cafè-gourmand (che fa molto francese ma che alla fin-fine trovo una genialata!).

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Costolette di Agnello (Abbacchio) alla Menta

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Mangiare l’agnello a Pasqua è una tradizione che fonda le sue radici nell’antico testamento, all’epoca delle dieci piaghe d’Egitto. In particolare fa riferimento a quella della morte dei primogeniti. In effetti è un rito ebraico. Di quando le famiglie ebraiche schiave in Egitto avevano avuto la dritta di segnare con il sangue dell’agnello gli stipiti e l’architrave della porta della loro casa per avvertire Dio che quella era una casa ebraica e che il primogenito doveva quindi essere risparmiato. L’agnello doveva poi essere mangiato arrostito senza farne avanzare. E questo pasto a base di agnello doveva entrare a far parte della ritualità del popolo ebraico.
Inoltre anche Cristo è definito come “l’agnello di Dio offerto in sacrificio per noi”. E non vi sembra che questa immagine riprenda quella dell’antico testamento? Un agnello sacrificato per “salvare” gli uomini.
Ancora… l’agnello è simbolo di pace, umiltà e mansuetudine.

Non bisogna però dimenticare che in questo periodo c’è abbondanza di agnelli e questo ha sicuramente contribuito al mantenimento di una tradizione così antica.

Ovviamente non è un obbligo della cristianità, per cui vegetariani e vegani e animalisti non si sentano dei cattivi cristiani. Basta però che i rimproveri non arrivino da dei finti moralisti della domenica che si fanno dei problemi a mangiare l’agnello ma non hanno problemi con mucche, maiali, conigli e polli…

Se fate parte di quella ristretta cerchia di persone che anche nei pasti della tradizione ama proporre delle novità, forse potrebbe essere interessante questa ricetta di costolette di abbacchio (agnello) alla menta.

Il mio pranzo di Pasqua? Comincio alla francese: con una bella insalata (magari questa) seguita da delle uova sode da condire a piacere (questa è l'unica ricetta per delle uova sode a regola d'arte), poi Costolette di Agnello alla Menta e Far Breton (e l’immancabile Colomba, bien sûr!)

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