martedì, 30 giugno 2009
Frittelle alla Menta

Credo che in Sicilia le chiamino Frocie. Anzi… chiedo conferma agli isolani.
Ne ho un vago ricordo di bambina, di quando mia nonna paterna li preparava come stuzzichino/antipasto insieme ad una miriade di altre cose con il solo scopo crudele di farci scoppiare il fegato.
In realtà la preparazione di queste frittelle è molto semplice; tutta la maestria è nella frittura e nel lasciarle leggermente bavose all’interno. Occorre quindi toglierle dal fuoco appena riescono a mantenere la forma.
E visto che la frittura è croce e delizia delle nostre tavole, ne approfitto per dire la mia su questa tecnica di preparazione del cibo.
Ho studiato approfonditamente la chimica del processo.
Devo dire che la laurea in chimica farmaceutica mi ha aiutato parecchio soprattutto quando leggevo di punto di fumo; grassi trans; grassi saturi, monoinsaturi e poliinsaturi; processo di ossidazione dei grassi; processi di degradazione e disidratazione; oli raffinati e non.
Con tutte le relative considerazioni nutrizionali e salutistiche.
L’argomento è vasto ma alla fine si può dire che:
l’olio extravergine di oliva è un olio monoinsaturo di origine vegetale; contiene antiossidanti e non contiene grassi trans.
Tutte caratteristiche ottime dal punto di vista nutrizionale.
Inoltre è l’olio non raffinato con il più alto punto di fumo (temperatura alla quale l’olio si decompone in composti tossici per il fegato). Il punto di fumo per l’olio extravergine di oliva è tra 160 e 210° C.
Quindi…
direi che l’olio extravergine di oliva è buono da usare sia a crudo che per friggere/soffriggere.
Per le fritture occorre però usare l’accortezza di rimanere su temperature basse (io friggo a 150° C) e l’unico modo per tenere sotto controllo la temperatura dell’olio è con il termometro per alimenti.
Quando si frigge qualcosa occorre tenere presente che la temperatura dell’olio si abbassa quando mettiamo a friggere qualcosa, per poi aumentare di nuovo. Quando si frigge occorre quindi regolare la fiamma in continuazione se si vuole evitare di arrivare ad avere alte temperature.
Inoltre friggere a basse temperature migliora la qualità del fritto: è cotto all’interno senza che sia bruciato all’esterno; eppoi la cuoca ha più tempo per tutte le operazioni che girano intorno ad una buona frittura...
INGREDIENTI: dosi per 2 persone
4 uova intere
4-5 cucchiai di pan grattato
4-5 cucchiai di pecorino
menta romana
pepe da mulinello
tabasco
TEMPO DI PREPARAZIONE:
30 minuti
PREPARAZIONE:
Ho sbattuto le uova intere e ho aggiunto il pan grattato e il pecorino. Ho unito la menta lavata, asciugata e tritata, il pepe e il tabasco.
Nel frattempo ho messo a scaldare l'olio in una pentola di alluminio non antiaderente e quando la temperatura ha raggiunto i 150° C ho versato una cucchiaiata del composto ottenuto. All'inizio il composto si depositava sul fondo e poi risaliva in superficie. Ho lasciato cuocere fino a quando la frittella diventava sufficientemente solida da tenere la forma. Si mangiano calde.
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giovedì, 11 settembre 2008
Pancake

Certe volte…
succede che, stanchi e stressati dagli eventi della vita, venga la voglia di lasciare tutto e andare via… lontano. Lontano dai problemi, lontano dallo stress, lontano dalla vita che ci siamo scelti, lontano da tutto. Certe volte si pensa che con una bella vacanza le forze ritornino e i problemi si risolvano da soli, altre volte pensiamo che una vacanza non possa bastarci e che i problemi siano più grandi di noi. Quindi: perché non ricominciare da un’altra parte? Evitando gli errori sfruttando l’esperienza di questo pezzo di vita già vissuta… riconoscendo e cogliendo le opportunità… gioendo delle cose semplici…
E così ti sembra che in questo posto lontano sia tutto più facile, che la gente sia più allegra e aperta, che i problemi non esistano, che si viva sempre in un festoso carnevale…
Eppure… c’è chi è allegro e aperto anche qui, c’è chi affronta i problemi in modo costruttivo anche qui, c’e chi sembra vivere in un festoso carnevale anche qui, c’è chi sa riconoscere e cogliere le opportunità anche qui, c’è chi sa gioire delle cose semplici anche qui.
C’è chi ha capito che l’Eldorado va cercato dentro se stessi.
E’ necessario riconoscere gli errori e affrontarli; fuggire e andare lontano non serve a niente: si rifarebbero esattamente gli stessi errori…
Partire è sempre una bella cosa, ma con la zavorra degli errori fatti e non risolti non si arriva da nessuna parte. Con il peso di certi presupposti si può giusto raggiungere la cucina e prepararsi una bella colazione. Magari d’oltreoceano. Ieri ho comprato il succo d’acero e stamattina per colazione ho preparato i pancakes. Buoni… Buoni.
Il succo d’acero è favoloso. È linfa d’acero concentrata. Estratta incidendo la corteccia dell’albero. Senza null’altro aggiunto… sarà il caso di pensare di farci qualcos’altro di goloso...
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INGREDIENTI: per 8 pancakes
130 g di farina 00
150 g di latte intero
15 g di burro + quello necessario per la frittura
1 uovo intero
2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci
sciroppo d'acero
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TEMPO DI PREPARAZIONE:
40 minuti
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PREPARAZIONE:
In una ciotola ho battuto l'uovo, quindi ho unito la farina e il lievito. Poi ho aggiunto il burro fuso e il latte fino ad ottenere una pastella non eccessivamente liquida.
Ho unto una padellina antiaderente con il burro, ho aggiunto un pizzico di zucchero e ho versato un mestolino di pastella. Ho fatto cuocere per circa 2-3 minuti. Prima di girare la frittella, c'ho spolverato su un altro poco di zucchero, quindi l'ho rigirata e ho fatto cuocere per altri 2-3 minuti.
Aggiungere lo zucchero non è nella ricetta "classica" ma io lo preferisco...
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