Pandolce alla Ricotta

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Chi pensa che sia troppo presto per pensare a natale?? Tutti quei pranzi e quelle cene, e i pomeriggi a giocare mentre si mangiucchiano mandarini e dolcetti vari…
Ora… non dico che si debba cominciare a pensare al pranzo di natale, ma questo pandolce è davvero furbo! si può anche preparare a novembre, tenerlo buono buono avvolto in carta alluminio e servirlo durante la tombolata di natale.
Al primo assaggio mi sono accorta subito di averne fatti pochi, consiglio vivamente di raddoppiare o triplicare le dosi: è un dolcetto che si fa mangiare volentieri e in fondo può essere anche usato per non presentarsi a mani vuote a casa di amici.

Ingredienti: per 4 mini pandolci
400 g di farina 00
100 g di zucchero
1 bustina di vanillina
100 g di mandorle tritate
150 g di albicocche disidratate, morbide, tagliate a pezzetti
100 g di pasta di marzapane, tagliata a pezzetti
125 g di burro a T ambiente
250 g di ricotta magra
50 g di burro fuso
zucchero a velo per spolverizzare

Tempo di preparazione:
60 minuti

Preparazione:
ho mescolato la farina, lo zucchero, la vanillina, le mandorle, le albicocche e i dadini di marzapane.
Ho amalgamato il burro a temperatura ambiente con la ricotta e li ho uniti agli altri ingredienti dell’impasto.
Ho formato 3-4 mini pandolce e li ho fatti cuocere nel forno già caldo a 170° C in modalità statica per 30-35 minuti. Durante la cottura li ho spennellati con del burro fuso.
Prima di servire li ho spolverizzati con lo zucchero a velo.

 

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Tempo di preparazioine:
60 minuti

Ma se una sta a dieta come fa a postare??
Che faccio: cucino e poi non mangio??
Se quando guardo un piatto riesco a fare il calcolo delle calorie che contiene, come faccio a cucinare qualcosa di diverso dal petto di pollo alla piastra con verdure all’agro e filetti di pesce al vapore??
Banditi i carboidrati. Manco fossero veleno. A cena ho persino sostituito il pane con le gallette di farro e riso (che almeno accompagnano meglio il salato rispetto a quelle di solo riso). E così ho finalmente capito il detto “non di solo pane vive l’uomo”.

Però un mondo un pò più colorato è possibile, anche a dieta. E così mi sono ricordata di una ricetta facile e con calorie accettabili che ho provato durante l’unico corso di cucina a cui fin’ora abbia partecipato (e lo faceva lui).
C’è la frutta secca, lo so. Ma se mangio ancora un pò di pollo mi spuntano le penne!

La cosa più difficile di questa ricetta è sfilettare lo sgombro. In realtà, una volta che qualcuno ti fa vedere come si fa è davvero molto semplice: questi qui mi sono divertita a sfilettarli io. Ma si può sempre sfoderare il nostro sorriso migliore e chiedere al pescivendolo di sfilettarceli…

Se si tratta di pesce azzurro, come in questo caso, non occorre togliere la pelle perché i famosi omega-3 si trovano proprio  lì sotto e durante la spellatura rischieremmo di perderceli.
Sistemare i filetti di pesce su un vassoio con la polpa rivolta verso l’alto e la pelle a contatto con il vassoio.
Poi occorre preparare una emulsione al 20% di succo di limone in olio. Quindi in 100 ml di olio aggiungere 20 ml di succo di limone. Condire con sale e pepe bianco e qualunque altra spezia venga in mente, mescolare energicamente con una frusta. Ho versato l’emulsione sui filetti e li ho lasciati riposare/cuocere/marinare per almeno 30 minuti.

Passato questo tempo ho acceso il forno a 180° C in modalità statica, ho atteso che raggiungesse la temperatura quindi ho scolato i filetti e li ho messi in una teglia ricoperta di cartaforno e li ho spolverati con un trito di pistacchi e mandorle (tritare al coltello, con il mixer viene una pappetta immonda). Ho infornato per 3 minuti (massimo 5, non di più). Per i più esigenti consiglio un giro d’olio a crudo e sale (se sembra sciapo).

 
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