domenica, 30 agosto 2009
Tonnarelli al Ragù di Rana Pescatrice

Mi pare fosse ieri…
ho visto una cosa in tv, oddio… sarebbe più corretto dire che la tv era accesa e distrattamente la ascoltavo mentre ero intenta nella preparazione di questa pasta.
Confesso di non amare molto la tv, non credo possa “arricchirmi” e per passare il tempo mi rivolgo ad altro.
Quindi ogni volta che la accendo sono sempre molto scettica e il 90% del tempo è sintonizzata su canali di musica.
Sicuramente la mia sorpresa nel sentire una cosa carina in tv dipende da questo scetticismo. Ma tant’è…
C’era questo tizio che raccontava ad un tale una storia di un barone locale. Una storia del passato, ma comunque "attuale".
Questo barone aveva due castelli, entrambi molto belli, e lui era davvero indeciso in quale dei due andare a vivere.
Così si fece costruire una capanna a metà strada tra i due castelli e in modo tale da poterli vedere entrambi. Per decidere meglio.
Il barone passò tutta la sua vita nella capanna (e nell’indecisione) finché entrambi i castelli andarono in rovina.
INGREDIENTI: per 2 persone
200 g di pasta all’uovo tonnarelli
200 g di polpa di rana pescatrice
1/2 cipolla
1 carota piccola
1 costa di sedano piccola
vino bianco secco
timo fresco (o buccia di limone grattata)
olio, sale
TEMPO DI PREPARAZIONE:
45 minuti
PREPARAZIONE:
Ho preparato un trito finissimo di cipolla, sedano e carota. Ho fatto soffriggere il tutto con un giro d’olio in una padella di alluminio non antiaderente. Quindi ho abbassato la fiamma e ho aggiunto la polpa di rana pescatrice tagliata a cubetti. Ho atteso che il pesce si cuocesse, ho alzato la fiamma e ho sfumato con il vino bianco. Ho atteso che tutto il vino evaporasse e ho aggiustato di sale e spento la fiamma. Nel frattempo ho portato a bollore l’acqua per la pasta, l’ho salata e ho immerso i tonnarelli. Un minuto prima di completare la cottura della pasta, l’ho scolata con il forchettone direttamente nella padella con il ragù di pescatrice, ho riacceso la fiamma e ho completato la cottura della pasta nel suo condimento aggiungendo 2 mestoli di acqua di cottura (ma questo dipende dallla fiamma che si usa, quindi ne possono servire di meno o di più). Ho spento il fuoco e cosparso di foglioline di timo (in assenza del timo fresco si può optare per la scorza di limone grattugiata).
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lunedì, 15 giugno 2009
Pasta con le Sarde e Finocchietto Selvatico

Di nuovo domenica sera.
I ritmi del finesettimana sono così diversi da quelli dei giorni lavorativi che ogni volta mi sembra di essere sotto effetto del fuso orario.
Non ho sonno, starei sveglia fino alle quattro; ma poi penso alla sveglia del lunedì mattina e vorrei già dormire. Eppure ho ancora un sacco di cose da fare!
Voglio dare l'anti-afidi alle rose...
Voglio innaffiare le piante che ancora non hanno l'innaffiamento automatico...
Voglio mangiare del gelato, e lo voglio pure affogare col caffé...
Voglio ascoltare un pò di musica mentre leggo qualche pagina del libro...
La parte più difficile della preparazione di questa pasta?
Trovare gli ingredienti!
Il pescivendolo m’ha detto che le sarde le prende solo su ordinazione… pare che le sarde a Roma non siano molto ricercate!
Il finocchietto selvatico, è selvatico. Quindi tocca andare in campagna a fare un bel bustone. Oppure andare al vivaio, comprare una piantina e coccolarsela.
(Ho scelto di coltivarlo)
Era davvero tanto tempo che volevo preparare la pasta con le sarde e il finocchietto selvatico, e finora mi sono sempre fatta scoraggiare dalla difficoltà di reperimento della materia prima.
Stavolta no.
In fase di allestimento del giardino ho predisposto un angolo per il finocchietto selvatico, che è anche bello da vedere.
Per le sarde… mi sono dovuta adeguare ai gusti romani e ordinarle.
Non è per mettere le mani avanti, ma come i piatti “storici” anche la pasta con le sarde e il finocchietto ha innumerevoli varianti.
Le ricette più “classiche” richiedono l’uso di uvetta, pinoli e zafferano.
le ricette “abusive” sono rosse, c’è chi aggiunge un pò di passata di pomodoro.
In questa mia preparazione “classica” ho usato solo i pinoli.
INGREDIENTI: per 4
400 g di pasta
½ kg di finocchietto selvatico da pulire
½ kg di sarde fresche
olio extravergine d’oliva
1 cipolla media
sale, pinoli
TEMPO DI PREPARAZIONE:
90 minuti
PREPARAZIONE:
Come ho già detto, ho il mio finocchietto in giardino, quindi ne ho preso due manciate di cime belle tenere.
(In generale, comunque, si può dire che del 1/2 chilo di finocchietto raccolto in campagna, vanno tenute solo le cime).
Ho sciacquato bene il finocchietto, quindi l’ho lessato 5 minuti in un litro d’acqua leggermente salata.
L’ho scolato (conservando l’acqua di cottura) e l’ho tritato grossolanamente.
Ho pulito le sarde, aprendole in tutta la loro lunghezza, svuotandole delle interiora e diliscandole. Ho sciacquato.
Ho tritato finemente la cipolla e l’ho fatta rosolare per qualche attimi nell’olio caldo, ho unito le sarde e ho lasciato cuocere a fuoco basso mescolando spesso per farle spappolare. Ho unito il finocchietto e i pinoli (se si vuole, questo è il momento di aggiungere anche l’uvetta e lo zafferano). Ho salato e ho aggiunto qualche cucchiaio di liquido di cottura del finocchietto (oppure la passata di pomodoro) e ho lasciato cuocere per 10 minuti.
Ho lessato la pasta in acqua salata alla quale ho aggiunto l’acqua di cottura del fiinocchietto. Ho cottura ultimata della pasta l’ho mantecata insieme al condimento per qualche minuto prima di servirla.
Ancora una variante: c’è chi prepara una terrina di pasta condita e la passa 5 minuti in forno a 180° C.
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domenica, 01 marzo 2009
Pasta e Ceci

Qualche considerazione nata dal post precedente e dallo scambio di commenti con Renata (qui)…
L’Italia è una repubblica basata sul lavoro… e sulla famiglia. Il sogno italiano è quello di lavorare onestamente, possedere un appartamento in centro, un cane o un gatto, una moglie/marito e circa 2 figli piccoli. La passeggiata domenicale e frequentare chi è nella nostra stessa condizione sociale.
E già… questo è un punto fondamentale. Perché frequentare chi è separato o divorziato, chi è single da anni, chi è gay, chi convive o le coppie con evidente differenza di età, può destabilizzare il nostro equilibrio precario.
Programmati a vedere solo un modo di vivere, scoprire che ci sono persone che hanno trovato altre soluzioni (senza neanche troppa difficoltà) potrebbe mandarci in crisi.
Noi siamo programmati per sposarci e fare i figli.
Ripercorrendo la strada dei nonni e dei genitori, mossi dalle tempeste ormonali dell’adolescenza ci fidanziamo prestissimo e sogniamo la nostra famiglia, tale e quale a quella di origine, magari anche meglio. Finiamo gli studi, cominciamo a lavorare, mettiamo su casa, ci sposiamo e facciamo almeno un figlio. In fondo, per inerzia (qui), non stiamo neanche a chiederci se è quello che sentiamo veramente di voler fare. Se il sogno è realmente il nostro o di qualcun altro.
E una volta portato a compimento il nostro programma? Be’… a questo punto possiamo permetterci di domandarci cosa vogliamo fare, chi siamo, chi eravamo e se ci piace come siamo diventati. Il nostro programma è stato portato a compimento, ora possiamo dedicarci a noi. E cominciamo a farci le domande che non ci siamo fatti prima…
Accompagno questo post, e qualcun altro in seguito, a della buona musica, che m’accompagna in tutto quello che faccio. Anche mentre cucino…
Buona musica, buon cibo, buona compagnia
INGREDIENTI: per 2 persone
200 g di ceci secchi
150 g di pasta
1 carota
1/2 cipolla
sedano
peperoncino
rosmarino
sale
olio extravergine di oliva
TEMPO DI PREPARAZIONE:
ammollo per almeno 8 ore + 3 ore di bollitura dei ceci + 20 minuti
PREPARAZIONE:
La sera prima ho messo in ammollo i ceci in acqua fredda e ce li ho lasciati per almeno 8 ore.
Quindi li ho scolati e li ho messi a sobbollire per 3 ore in acqua bollente alla quale ho aggiunto un rametto di rosmarino e un goccio di olio extravergine di oliva. Certo con la pentola a pressione si farebbe molto prima…
Ho tagliato a cubetti il sedano e la carota; ho tritato la mezza cipolla e altro rosmarino e ho messo il tutto in una casseruola con un giro d’olio e il peperoncino. Dopo circa 3 minuti che il tutto soffriggeva ho aggiunto un mestolo dell’acqua di cottura dei ceci, ho messo il coperchio e ho atteso che le carote eil sedano diventassero teneri. Quindi ho aggiunto i ceci scolati, ho aggiustato di sale e ho fatto amalgamare i sapori. Nel frattempo ho cotto la pasta nella stessa acqua di cottura dei ceci alla quale ho aggiunto il sale (come tradizione di famiglia ho spezzato la pasta lunga). Ho scolato la pasta e l’ho aggiunta alla casseruola dei ceci. Ho amalgamato e servito.
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martedì, 10 febbraio 2009
Pasta e Patate

Io Pasta, accolgo te, Patate,
come mia sposa.
Con la grazia di Cristo
prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita.
Dunque… se ho capito bene il matrimonio prevede di: essere fedele, amare e onorare l’altra persona. Sempre, in qualunque condizione, fino alla fine della vita terrena.
E se nel corso della vita viene a mancare anche solo uno di questi “ingredienti”? (passatemi il termine: stiamo pur sempre su un blog di cucina!) Be’, ma se c’è l’amore…
E se viene a mancare proprio l’amore? E se poi vengono a mancare anche la fedeltà e il rispetto e la stima? (li considero sinonimi di “onorare”)
Cosa rimane del matrimonio? Condividere spazi e spese e figli (se ci sono, ma quelli rimarrebbero comunque figli di entrambi). Rimarrebbe l’ipocrisia di una facciata, rimarrebbe la condanna fino alla fine della vita terrena, senza neanche la speranza di poter trovare fedeltà, amore, rispetto e stima…
Per te…
INGREDIENTI: per 2 persone
180 g di pasta
50 g di pancetta
30 g di burro
1 cipolla piccola
1 costa di sedano
1 e 1/2 lt di acqua
3 patate
sale, peperoncino
TEMPO DI PREPARAZIONE:
45 minuti
PREPARAZIONE:
Ho pelato le patate e le ho tagliate in cubetti piccoli.
Ho messo a bollire l’acqua in un pentolino.
Ho tritato la cipolla e il sedano e li ho messi a soffriggere nel burro insieme alla pancetta in una casseruola abbastanza capiente. Ho aspettato che la cipolla imbiondisse e ho aggiunto le patate. Ho fatto insaporire le patate e ho aggiunto circa 1/2 lt di acqua bollente. Ho aspettato che le patate cuocessero, ho aggiustato di sale e peperoncino e ho aggiunto il resto dell’acqua bollente. Ho atteso che il liquido riprendesse il bollore e ho aggiunto la pasta.
Io ho usato i paccheri che hanno un tempo di cottura lungo (circa 15 minuti), ma se si usa una pasta con una cottura più corta si deve usare meno acqua altrimenti viene troppo brodosa. Quindi consiglio di partire con l’idea di usare circa 1 lt d’acqua, ma di tenerne in caldo di più e di usarla nel caso fosse necessaria.
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mercoledì, 21 gennaio 2009
Pasta cu Riquagghiu

Le versioni della carbonara son talmente tante: ho sentito parlare di carbonara di pesce, carbonara di verdure... questa pasta siciliana è considerata una “carbonara semplificata”. Ok, ma in cosa è “semplificata”? Forse nel numero degli ingredienti, perché la parte difficile del piatto (lasciare l’uovo bavoso, leggermente rappreso ma non completamente cotto) rimane...
INGREDIENTI: per 4 persone
300 g di rigatoni
60 g di olio extravergine di oliva
40 g di pecorino
2 uova
prezzemolo
sale, pepe
TEMPO DI PREPARAZIONE:
30 minuti
PREPARAZIONE:
Ho tritato il pezzemolo e ho battuto le uova con il pecorino, il sale e il pepe (questo composto è il riquagghiu). Ho Scolato la pasta e l’ho saltata in padella con l’olio. Fuori dal fuoco c’ho versato a filo il riquagghiu e poi ho spolverato altro pepe e il prezzemolo tritato.
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giovedì, 23 ottobre 2008
Tagliolini al Limone

Certe volte... dando per scontati i fondamentali, dimentico la loro importanza. Può sembrare assurdo ma è proprio così...
E’ che quando mi abituo ad avere una “cosa” penso che averla sia la cosa più “normale” del mondo. E così delusioni e imprevisti mi scuotono, mi toccano fino nel profondo... Per evitare questi stati d’animo ho imparato a non dare per scontati i fondamentali...
Con gli anni, e le delusioni, ho imparato a non dare per scontata l’intelligenza delle persone...
Con l’esperienza ho imparato ad accettare opinioni diverse dalle mie...
A forza di sbatterci la testa, ho imparato che in situazioni particolari le reazioni che abbiamo sono sempre imprevedibili e sorprendenti...
Ma, nonostante tutto, certe volte dimentico ancora l’importanza dei fondamentali... mi piace cucinare, è il mio antistress, cerco sempre il modo di migliorare una ricetta, di ritrovare un sapore. Ma ho dimenticato che cucinando si sporcano posate, pentole e stoviglie e che per pulirle occorre l’acqua... Insomma, ho dato per scontato l’uso dell’acqua corrente, e con lo scarico della cucina completamente bloccato non ho potuto cucinare per una settimana!
INGREDIENTI: per 2 persone
200 g di tagliolini freschi all’uovo
40 g di burro
1 grosso limone
1 ciuffetto di prezzemolo
panna da cucina leggermente montata (quanto basta)
sale e pepe bianco macinato al momento
TEMPO DI PREPARAZIONE:
pochi minuti + il tempo di cottura della pasta.
PREPARAZIONE:
Ho grattato la scorza gialla di ½ limone facendo molta attenzione a non grattare via anche la parte bianca della buccia (che è amara). In un tegame ho messo la buccia grattata insieme con il burro e l’ho fatto riscaldare mettendolo sopra la pentola dove stava cuocendo la pasta.
Ho cotto i tagliolini (in acqua bollente salata) molto al dente e li ho scolati con il forchettone in modo da non scolarli molto asciutti. Ho messo la pasta dentro il tegame con il burro aromatizzato al limone, poi ho messo il tegame sul fuoco appena vivace. Ho aggiunto, poco per volta, la panna. Ho macinato il pepe. Ho cosparso un po’ di prezzemolo tritato non troppo finemente, la scorza grattugiata dell’altra metà del limone e qualche goccia di succo di limone.
Ho servito in un piatto preriscaldato.
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giovedì, 26 giugno 2008
Pasta, Zucchine e Polpi

Giro per casa svogliata e stanca. Vorrei fare una magia e far materializzare la cena all’ora di cena senza occuparmene. Vorrei che la tavola si apparecchiasse da sé, vorrei veder volare tovaglioli e posate, piatti e bicchieri disporsi sulla tavola. Allora accendo la radio, mi butto sul letto, sfoglio un libro di ricette... poi eccola: fame. Niente mi fa venire più fame che sfogliare un libro o una rivista di ricette. Apro il frigo. Mezzo vuoto. Cacchio! Era proprio la serata giusta per un panino al prosciutto! E invece: 4 zucchine e i polpi che mi ha dato mia madre oggi che sono passata a trovarla. Il più classico dei classici: pasta con pesce e zucchine.
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INGREDIENTI: per 2 persone
4 zucchine
2 polpi
1 peperoncino
200 g di pasta
olio extravergine di oliva
prezzemolo
sale
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TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti
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PREPARAZIONE:
Dopo aver pulito i polpi li ho tritati, ho tagliato a rondelle le zucchine e ho messo il tutto in una casseruola con un bel giro d’olio, sale e il peperoncino a pentola scoperta fino a cottura. Nel frattempo ho portato a bollore l’acqua salta e c’ho cotto la pasta. Ho lasciato la pasta abbastanza al dente e ho fatto terminare la cottura della pasta nella casseruola con il condimento. Ho tritato il prezzemolo e l’ho aggiunto a crudo dopo aver composto i piatti.
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giovedì, 03 aprile 2008
Penne in crema verde, Punte e Ricotta

Adoro la primavera. Il banco frutta e verdura si arricchisce e diventa una fonte di ispirazione inesauribile per la cena. Ma, presa dalla routine, preparo i prodotti stagionali sempre allo stesso modo, quello classico che conosco a memoria... Non è il caso di questa pasta. Questa ricetta qui l’ho scovata l‘anno scorso su una rivista, anzi no era un allegato di una rivista, una di quelle di salute e bellezza. E’ che non mi ricordo il nome... la sfogliavo senza interesse a casa dei miei suoceri durante una visita domenicale. La sfogliavo senza interesse fino a quando leggo questa ricetta:
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lunedì, 03 marzo 2008
Pasta e Mollica

La strada dalla fermata dell’autobus a casa sembra infinita, la fame è tanta e alla tentazione di fermarsi alla pizzeria all’angolo a prendere un pezzetto di pizza non ho mai saputo resistere. Ma oggi Fabrizia non è venuta a scuola e la pizza, che in genere ci prendiamo insieme, da sola proprio non mi va. Certo però che questi della pizzeria sembra lo facciano apposta a far uscire dal locale tutti quei profumini... Mi concentro, svolto l’angolo, accelero e penso a quello che mangerò appena arriverò a casa. Infilo la chiave nella toppa, giro... cacchio c’è già qualcuno... starà già preparando... Entro, vado in cucina e vedo papà indaffarato con acciughe e pan grattato: evviva... si mangia pasta e mollica!
INGREDIENTI: per 2 persone
200 g di linguine
5 filetti di acciuga sott’olio
4 cucchiai colmi di pan grattato
olio
burro
TEMPO DI PREPARAZIONE:
30 minuti
PREPARAZIONE:
Ho messo a bollire l’acqua.
Nel frattempo ho messo un giro d’olio in una pentola e c’ho tagliuzzato dentro i filetti di acciughe. Ho messo la pentola sul fuoco medio e ho fatto letteralmente sciogliere i pezzetti di acciuga. Ad acciughe sciolte, ho aggiunto il pan grattato e sempre mescolando, l’ho fatto tostare. Ho spento il fuoco. Ho cotto la pasta nell’acqua salata, l’ho scolata e l’ho condita con il burro. Ho aggiunto il condimento di pan grattato e ho amalgamato.
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mercoledì, 06 febbraio 2008
Strangozzi, Porri e Code

Ore 19,05 di un tranquillo venerdì sera. Proprio quel venerdì sera che hai il frigo vuoto perché la spesa l’hai fatta il sabato precedente...
Sento la chiave girare nella serratura di casa e...
“ma no, figurati, certo che non disturbi e poi Paola non si fà problemi”
Faccio 2 passi in direzione della porta d’ingresso per spiare quello che sta succedendo sulla soglia di casa e... li vedo. Vedo Alessandro con uno sconosciuto e stanno entrado in casa mia (vabbè: nostra - ma in certe situazioni gli tolgo d’ufficio il suo 50%).
“Ciao amore, che succede?” guardo l’altro e “piacere, Paola”
Lui: “piacere mio, Roberto”
Alessandro: “ciao amore, Roberto e io dobbiamo finire un lavoretto e così abbiamo pensato di venire qui... visto che c’è l’adsl”
Io: “cos’è che c’è?”
Alessandro: “c’è l’adsl, no? la linea veloce a internet...”
Io: “AAAhhhh.” Poi, rivolgendomi a Roberto con terrore: “ti fermi a cena con noi?, ci farebbe piacere...”
Alessandro: “Certo che si ferma, vero Roberto?”
Esco, vado al supermercato e compro gli strangozzi (non li scelgo a caso!!!), i porri e le code di mazzancolle.
INGREDIENTI: per 2 persone
400 g di strangozzi freschi
6 porri
250 g di code di mazzancolle
olio extravergine di oliva
sale, peperoncino
TEMPO DIPREPARAZIONE:
30 minuti
PREPARAZIONE:
Ho mondato i porri eliminando la parte verde e dura e ho tolto pure i primi 2 strati, poi li ho tagliati a rondelle e li ho fatti appassire in una casseruola con un pò d’olio per circa 5 minuti. Ho sgusciato le code di mazzancolle e le ho unite ai porri e ho tenuto sul fuoco basso per qualche minuto. Ho aggiustao di sale e ho aggiunto il peperoncino.
Ho lessato gli strangozzi in acqua salata e poi li ho trasferiti nella casseuola con i porri e le code. Ho amalgamato su fuoco basso e ho impiattato.
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