Involtini Primavera

 

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Inevitabile il bilancio delle calorie pasquali e invernali.
Con l’arrivo del sole e delle belle giornate rimpiango la mancata palestra e qualche peccato di gola.
Ho deciso di impegnarmi, ridare tono ai miei muscoli da giocatore di scacchi e mangiare sano, buono e dietetico.
Ma esiste? Intendo, mangiare sano e dietetico ma che sia anche buono??
Certo che esiste!! E’ la paraculata della cucina asiatica: pochi grassi, ingredienti genuini e spezie per dare sapore.
E che ce vo’?!
Parto con gli involtini primavera che tra i piatti cinesi è uno dei meno dietetici (partire con lentezza è uno dei miei motti, anche e soprattutto con i cambiamenti di regime alimentare, tanto sto in tempo) e uno dei più elaborati (ho in testa cene che me la cavo con 20 minuti al massimo!)
Attingo da un favoloso “ricettario” di cucina orientale che si intitola “ la cucina asiatica” di Anna Prandoni e Raffaella Ghionna edito da De Vecchi. Lo consiglio agli appassionati del genere: oltre alle ricette dagli ingredienti introvabili è ricco di aneddoti e belle fotografie. Ci fosse una volta che vado alla Fnac e non ne esco con almeno un libro di cucina!!

La risposta sbagliata
Alla domanda “come sono?” m’è stato risposto “magari quelli del cinese fossero così buoni!”.
E no! Ma se io faccio gli involtini primavera che sono cinesi DEVONO venire come quelli del cinese!

 

 

INGREDIENTI: per 9 involtini
4 fogli di pasta per involtini (oppure pasta phillo fatta con 130 g di farina)
4 cipollotti
1 carota
1 costa di sedano
1 zucchina
40 g di spaghettini di soia
qualche germoglio di soia
zenzero
salsa di soia
tabasco
salsa worcester
olio extravergine di oliva
sale
olio di semi d’arachide per friggere

TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti

PREPARAZIONE:
ho preparato la pasta phillo con 130 g di farina 00, un uovo piccolo, 3 cucchiai di acqua tiepida, 25 g di burro, un puzzico di zucchero e uno di sale. Ho amalgamato bene il tutto stendendo e riprendendo la pasta per darle elasticità, quindi l’ho appallottolata e l’ho messa a riposare coperta da un canovaccio in un luogo asciutto e tiepido per almeno un’ora. Al momento di preparare gli involtini ne prendevo una porzione per volta, la molto sottilesu un piano spolverato di farina.
Mentre la pasta phillo riposava, io ho pulito e tagliato a striscioline tutte le verdure e le ho scottate per 2 minuti in acqua bollente salata. Quindi le ho scolate e raffreddate sotto l’acqua fredda.
Poi ho messo a bollire altra acqua salata e appena ha preso il bollore ho immerso gli spaghettini di soia, quindi ho spento la fiamma e ho lasciato in immersione per 2 minuti, quindi li ho scolati e raffreddati sotto l’acqua fredda.
Ho mescolato gli spaghettini con le verdure e ho condito con ilio extravergine di oliva, salsa di soia, salsa worcester, sale, tabasco e zenzero.
Ho farcito i fogli di pasta phillo tirata sottile e ho formato gli involtini “sigillandoli” passando un dito inumidito sui lembi.
Ho fritto in olio di semi di arachide a 170 °C fino a renderli dorati e croccanti. Ho sparso un pò di sale fino.

Strudel di Mele

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Sarà la primavera…
sarà che il sole è più caldo (da maniche corte, direi)…
sarà che alle otto di sera c’è ancora luce…
sarà il canto degli uccellini…
sarà l’invidia di vedere il mio gatto sdraiarsi al sole…  
sarà anche un pò di ragionevole stanchezza… 
sarà che mi viene la depressione a stare nel traffico cittadino quando le giornate suggeriscono di godersi la vita…
sarà quel che sarà… ma io già sto pensando al viaggio estivo!

Penso ai posti dove sono stata. A quelli dove vorrei andare.
Ripenso ai diversi tipi di vacanza fatti: itinerante, per città d’arte e musei, naturalistici, avventurosi in tenda, relax in centri benessere, sportivi, culinari (mica potevano mancare!!!).

I viaggi aprono la mente.
Entri con umiltà in casa d’altri e ti immergi totalmente in una cultura che non t’appartiene ma che devi rispettare.
Esci dal tuo quotidiano, dai tuoi priviligi di grande uomo civilizzato, con una posizione sociale, e diventi un fragile piccolo uomo qualunque difronte alla maestosità del deserto o dei ghiacciai della groenlandia.
Difronte alle piramidi, o sul machupichu o dentro il circolo di stonehenge, ti senti meno solo ma ti rendi conto di non esserti poi così tanto evoluto da circa 5000 anni a questa parte!

Oggi avevo voglia di viaggiare e così ho preparato lo strudel di mele che mi porta in Namibia.
La Namibia (qui per un pò di cultura) (e qui per il personale reportage fotografico), stato dell’Africa del Sud, colonia tedesca fino alla prima guerra mondiale. Nell’ultimo posto di ristoro prima del deserto rosso ti rifocillano con lo “strudel più buono dell’Africa”.
Ecco perché associo lo strudel alla Namibia…

Questa canzone è parte di un cd che avevo portato in viaggio… è stato sentito milioni di volte: la radio non c’era.

 

 

 

INGREDIENTI:
500 g di pasta sfoglia per strudel (pasta fillo)
1,5 kg di mele renette
150 g di burro
5 cl di rum
130 g di zucchero
50 g di uvetta sultanina
25 g di pinoli sgusciati
25 g di noci sgusciate
25 g di mandorle sgusciate
50 d di pan grattato
2 limoni
cannella
1 bustina di vanillina
yogurt bianco o panna acida

TEMPO DI PREPARAZIONE:
3 ore

INGREDIENTI per 500 g di pasta fillo:
250 g di farina 00
50 g di burro a temperatura ambiente
1 uovo intero
1 cucchiaio di zucchero
6 cucchiai di acqua tiepida
sale

TEMPO DI PREPARAZIONE della pasta fillo:
1 ora + 1 ora di riposo

PREPARAZIONE:
Per prima cosa ho preparato la pasta fillo (che è diversa dalla pasta sfoglia classica).
Ho setacciato la farina con lo zucchero e il sale, c’ho versato sù l’acqua tiepida, c’ho messo l’uovo intero e il burro a T ambiente. Ho impastato con energia sbattendola, tirandola e riprendendola per renderla elastica. Ne ho fatta una palla el’ho messa a riposare in un luogo tiepido e asciutto per circa 60 minuti coperta con un tovagliolo. Ho steso un canovaccio abbastanza grande, l’ho spolverato di farina e con il mattarello ho tirato la psta fillo sottilmente fino ad ottenere un rettangolo di circa 70 x 50 cm (la sfoglia deve essere molto sottile).

Mentre la pasta fillo si “riposava”
Ho acceso il forno a 200 °C.
Ho scaldato il rum e c’ho messo l’uvetta ad ammollare. Ho sbucciato le mele e le ho affettate sottili sottili bagnandole con il succo di 2 limoni per non farle annerire. Ho tritato i pinoli, le noci e le mandorle e ho unito il trito alle mele, ho poi aggiunto 100 g di zucchero, la cannella e l’uvetta strizzata (non il rum).
Ho tostato il pan grattato in 30 g di burro, e fuori dal fuoco ho aggiunto 30 g di zucchero e la bustina di vanillina.

Ho pennellato di burro fuso tutta la sfoglia stesa. Ho cosparso le briciole tostate su metà della superficie (sul lato lungo) e sopra il pan grattato ho versato il ripeno di mele. Sopra ho pennellato lo yogurt (o la panna acida). Ho arrotolato la sfoglia aiutandomi con i lembi del canovaccio cominciando dalla parte con il ripieno (mi sono venuti 3 giri di pasta e ripieno e 3 giri di sola pasta). Ho tagliato il rotolo a metà (per ricavarne 2 rotoli di circa 35 cm di lunghezza) e ho tirato i lembi per chiuderli. Ho messo i due rotoli in una teglia con carta da forno (facendo attenzione di mettere la chiusura della pasta verso il basso) e ho fatto cuocere per 45 minti a 200 °C pennellando spesso con il burro fuso.

Servire caldo (magari scaldarlo al mocroonde), spolverato di zucchero a velo e con panna montata a lato.

 
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