domenica, 30 ottobre 2011
Risotto alla Crema di Zucca & Polvere di Liquirizia
Era un banalissimo giorno di lavoro uguale a tutti gli altri... tipo quel film (Ricomincio da capo) in cui il protagonista si sveglia al mattino e ogni giorno rivive lo stesso giorno.
Ma farei meglio a dire che credevo che fosse un giorno come tutti gli altri, invece martedì scorso mi ha regalato una nuova ricetta: questa (risotto alla crema di zucca e polvere di liquirizia). L'ho mangiato durante un pranzo di lavoro e ne sono rimasta piacevolmente colpita.
Devo dire che a raccontarlo non sembra un granché: non si riesce a prevedere il gusto dell'abbinamento zucca-liquirizia e la reazione più comune è quella di storcere il naso.
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domenica, 05 aprile 2009
Risotto allo Zafferano

“Il lavoro? Mi piace: starei ore a vedere gli altri lavorare!”
Ecco, mi veniva in mente proprio questa frase mentre, presa dal raptus del giardinaggio, svuotavo i sacchi di terra per riempire il “vaso”.
Io lo chiamo vaso, anche se in realtà sarebbe più corretto chiamarlo terrapieno perché contiene 6 metri cubi di terra!! Sul terrazzo avevo 6 sacchi di terra da un metro cubo ciascuno!
Vabbè, insomma, mica potevo fare tutto da sola. Quindi chiamo a raccolta gli amici veri, quelli che sono disposti a spaccarsi la schiena per te (tanto sanno benissimo che anche tu sei disposto a farlo per loro!), mi munisco di qualche pala, vanga, rastrello e degli indispensabili guanti e via…
E mentre eravamo lì a girare intorno a questi immensi sacchi per cercare di capire come “attaccarli” e svuotarli, mentre spalavamo, mentre rastrellavamo, insomma mentre lavoravamo, tutti quelli che passavano di là si fermavano a guardare, a commentare, a dare suggerimenti. Sì, ma nessuno ha chiesto se poteva dare una mano. Tutti manager…
Comunque, preso il via, riuscivamo a svuotare un sacco di terra in 40 minuti… mica male!
E dopo le fatiche di questa giornata, prima di andare a letto ascolto un pò di dolce musica… che per me ha anche un significato davvero speciale.
Il sole c’ha fatto compagnia per tutto il giorno e per pranzo ho preparato agli “infaticabili lavoratori” questo superbo risotto allo zafferano.
Passando alla ricetta -
I pistilli di zafferano sono indispensabili. E una volta imparato a fare un risotto decente, la cosa più difficile di questo risotto è proprio riuscire a procurarsi dei pistilli di zafferano; se non si trovano è il caso di rinunciare all’idea del risotto allo zafferano fatto solo con le bustine di polvere di zafferano. Si otterrebbe solo un risotto giallo. Al supermercato si trovano con fatica. Io li ordino in erboristeria, o li compro da Castroni quando mi trovo dalle parti di San Pietro (ma costano di più e non perché siano migliori, ma perché sei da Castroni).
Il risotto allo zafferano, detto anche risotto alla milanese, prevede l’uso del midollo. Io non lo uso causa terrore del prione della mucca pazza, ma chi ha fornitori sicuri non si faccia sfuggire l’occasione di assaggiarlo.
Inoltre, chi ha i tempi un pochino stretti e non riesce a farsi da sé il brodo di carne (che in effetti necessita di quasi 2 ore di bollitura) può imbrogliare sui tempi preparando comunque un ottimo brodo:
2 lt di acqua
1 carota
1 costa di sedano
qualche gambo di prezzemolo (solo i gambi, non le foglie che sono amarognole)
qualche pezzetto di buccia di limone (cercando di prendere solo la parte gialla della buccia)
mettere sul fuoco e quando raggiunge il bollore abbassare la fiamma e coprire la pentola. Dipo circa 30 minuti aggiungere
2 cucchiaini di estratto di carne
una manciata di sale.
Et voilà, il brodo è fatto!
INGREDIENTI: per 6 persone
600 g di riso Carnaroli del Pavese
250 g di burro
1 porro tritato
1 bicchiere di vino bianco secco
2 lt di brodo di manzo
due manciate di parmiggiano grattugiato
1 bustina di zafferano in polvere (da 0,600 g)
2 bustine di zafferano in pistilli (da 0,125 g - o 125 mg l’una)
sale
TEMPO DI PREPARAZIONE:
30 minuti
PREPARAZIONE:
Ho messo i pistilli di zafferano in ammollo in poca acqua tiepida almeno due ore prima dell’utilizzo.
In una casseruola ho soffritto il porro in 200 g di burro; ho unito il riso e l’ho fatto tostare leggermente, quindi ho aggiunto il vino e l’ho fatto sfumare. Ho aggiunto tutto lo zafferano (sia quello in pistilli con la sua acqua che quello in bustina) e dopo una rapida mescolata ho aggiunto 2 mestoli di brodo bollente. Ho continuato la cottura del riso (mescolando e aggiungendo di tanto in tanto il brodo bollente) per 15-17 minuti. A cottura ultimata, ho spento il fuoco e ho aggiunto i 50 g di burro rimasti e il parmiggiano grattugiato. Prima di servire nei piatti ho lasciato riposare per 2 minuti.
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domenica, 16 marzo 2008
Risotto alle Ortiche

In confronto a quello mangiato al ristorante, questo è un pò troppo poco verde. In confronto a quello mangiato al ristorante, qui non c’è la panna. Bendetta, onnipresente panna, mi dimentico sempre di chiedere se nel piatto che ho ordinato c’è la panna. Ma come si fa a sentire i sapori se poi ti innaffiano la portata con la panna?! E’ come pretendere di ascoltare buona musica vicino ad un cantiere stradale in piena attività. Ma forse la musica che mi offrivano non era poi un granché, e serviva un pò di rumore per mascherarla!
Le ortiche: in questo periodo nascono spontanee (se maneggiate con cura e lavate bene sono sicuramente da preferire) ma le ho viste anche essiccate al supermercato.
INGREDIENTI: per 2 persone
250 g di riso per risotti
60 g di burro
1/2 cipolla
1/2 bicchiere di spumante brut
200 g di ortiche tenere
parmigiano grattugiato
sale
TEMPO DIPREPARAZIONE:
50 minuti
PREPARAZIONE:
Ho messo a bollire dell’acqua salata.
Ho pulito bene le ortiche (usando dei guanti) scegliendo le cime (che sono più tenere), lavandole per 3 volte nel bicarbonato e poi sciacquandole per altre 4 volte in acqua pulita. Ho sminuzzato la 1/2 cipolla e tagliato l’ortica, le ho messe in una casseruola insieme a 30 g di burro e ho fatto imbiondire la cipolla sulla fiamma. Ho aggiunto il riso e ho fatto insaporire fino a tostatura del riso. Ho aggiunto lo spumante e ho fatto svaporare. A questo punto ho aggiunto 1 mestolo di acqua bollente e ho mescolato fino a completo asssorbimento dell’acqua da parte del riso. Ho continuato ad aggiungere acqua (un mestolo per volta) fino a completa cottura del riso. A cottura ultimata ho aggiunto i rimanenti 30 g di burro e il parmigiano grattugiato. Ho amalgamato bene e servito.
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mercoledì, 24 ottobre 2007
Risotto Funghi, Taleggio e Pere

Una volta qui era tutta campagna. L’avrò sentita 357 volte: più o meno tutte le volte che ci affacciamo insieme dalla finestra del tinello. E siccome un proverbio tira l’altro va a finire che ne snoccioliamo un pò, manco fossero le preghiere del rosario.
- Sono le cinque bella di nonna, la vuoi fare la merenda? (beh per mia nonna ho sempre 6 anni). Ma come faccio a dire di no. Mi ricordo di quando ero bambina e facevo merenda sul tavolo del tinello mentre mi guardavo Candy-Candy.
- Grazie nonna, che c’è di buono.
- La vuoi una pera con un pezzettino di formaggio? E’ buono: il proverbio dice “al contadino non lo far sapere quanto è buono il formaggio con le pere”.
E’ vero.
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