Pasta con le Sarde e Finocchietto Selvatico

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Di nuovo domenica sera.

I ritmi del finesettimana sono così diversi da quelli dei giorni lavorativi che ogni volta mi sembra di essere sotto effetto del fuso orario.

Non ho sonno, starei sveglia fino alle quattro; ma poi penso alla sveglia del lunedì mattina e vorrei già dormire. Eppure ho ancora un sacco di cose da fare!

Voglio dare l'anti-afidi alle rose...

Voglio innaffiare le piante che ancora non hanno l'innaffiamento automatico...

Voglio mangiare del gelato, e lo voglio pure affogare col caffé...

Voglio ascoltare un pò di musica mentre leggo qualche pagina del libro...






La parte più difficile della preparazione di questa pasta?
Trovare gli ingredienti!

Il pescivendolo m’ha detto che le sarde le prende solo su ordinazione… pare che le sarde a Roma non siano molto ricercate!

Il finocchietto selvatico, è selvatico. Quindi tocca andare in campagna a fare un bel bustone. Oppure andare al vivaio, comprare una piantina e coccolarsela.
(Ho scelto di coltivarlo)

Era davvero tanto tempo che volevo preparare la pasta con le sarde e il finocchietto selvatico, e finora mi sono sempre fatta scoraggiare dalla difficoltà di reperimento della materia prima.

Stavolta no.

In fase di allestimento del giardino ho predisposto un angolo per il finocchietto selvatico, che è anche bello da vedere.
Per le sarde… mi sono dovuta adeguare ai gusti romani e ordinarle.

Non è per mettere le mani avanti, ma come i piatti “storici” anche la pasta con le sarde e il finocchietto ha innumerevoli varianti.
Le ricette più “classiche” richiedono l’uso di uvetta, pinoli e zafferano.
le ricette “abusive” sono rosse, c’è chi aggiunge un pò di passata di pomodoro.

In questa mia preparazione “classica” ho usato solo i pinoli.


INGREDIENTI: per 4
400 g di pasta
½ kg di finocchietto selvatico da pulire
½ kg di sarde fresche
olio extravergine d’oliva
1 cipolla media
sale, pinoli

TEMPO DI PREPARAZIONE:
90 minuti

PREPARAZIONE:
Come ho già detto, ho il mio finocchietto in giardino, quindi ne ho preso due manciate di cime belle tenere.
(In generale, comunque, si può dire che del 1/2 chilo di finocchietto raccolto in campagna, vanno tenute solo le cime).
Ho sciacquato bene il finocchietto, quindi l’ho lessato 5 minuti in un litro d’acqua leggermente salata.
L’ho scolato (conservando l’acqua di cottura) e l’ho tritato grossolanamente.

Ho pulito le sarde, aprendole in tutta la loro lunghezza, svuotandole delle interiora e diliscandole. Ho sciacquato.
Ho tritato finemente la cipolla e l’ho fatta rosolare per qualche attimi nell’olio caldo, ho unito le sarde e ho lasciato cuocere a fuoco basso mescolando spesso per farle spappolare. Ho unito il finocchietto e i pinoli (se si vuole, questo è il momento di aggiungere anche l’uvetta e lo zafferano). Ho salato e ho aggiunto qualche cucchiaio di liquido di cottura del finocchietto (oppure la passata di pomodoro) e ho lasciato cuocere per 10 minuti.

Ho lessato la pasta in acqua salata alla quale ho aggiunto l’acqua di cottura del fiinocchietto. Ho cottura ultimata della pasta l’ho mantecata insieme al condimento per qualche minuto prima di servirla.
Ancora una variante: c’è chi prepara una terrina di pasta condita e la passa 5 minuti in forno a 180° C.


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Bruschetta di Sardine Marinate

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Ma tu sei felice?
La domanda sembra banale, buttata lì quasi per caso, come a confermare una tesi per la quale ti eri tanto accalorata. Ma rispondere “onestamente” non è altrettanto facile... anche perché è dalla storia dei tempi che gli uomini si interrogano su questo stato di benessere, su questa condizione di soddisfazione totale...
Già Epicuro s’era tanto adoperato per capire come raggiungere la felicità e suggeriva ai suoi amici di cercare di allontanare sia i dolori fisici che quelli psichici. Allontanati i dolori, suggeriva di cercare di provare piacere, classificando i piaceri in 3 categorie:
piaceri naturali e necessari: amicizia, libertà, amore, cibo
piaceri naturali ma non del tutto necessari: lusso e abbondanza
piaceri del tutto accessori: successo, potere, gloria e fama

E già qui, dovrebbe arrivare la prima tiratina d’orecchi per l’uomo “moderno”, più intento alla soddisfazione dei piaceri non del tutto necessari e del tutto accessori piuttosto che alla ricerca e soddisfazione dei piaceri necessari...

E poi, certamente, c’è tutta la filosofia contemporanea che parla del qui e ora, del non avere aspettative per il futuro perché già solo questo procura ansia che è in contrasto con lo stato di felicità.

Sì, vabbè, ma come si riconosce una persona felice? Una persona felice
è ottimista
ha fiducia in se stessa e negli altri
si sente libera

Le persone felici affrontano meglio la vita e vivono meglio i rapporti con gli altri... Insomma il detto “cuor contento, il ciel l’aiuta” pare proprio avere solide basi...

Comunque, per chi volesse approfondire, lascio il link di Wikipedia.

INGREDIENTI: per 4 persone
600 g di sardine
8 fette di pane casereccio
120 g di pomodori
60 g di olio extravergine di oliva
1 lime
sale

TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti

PREPARAZIONE:
Ho eviscerato, spinato e aperto a libretto le sardine. Ho spremuto il lime e tritato finemente un pezzetto di buccia. Ho emulsionato l’olio con il succo e la buccia del lime. Ho salato leggermente. Ho versato l’emulsione sulle sardine e le ho lasciate marinare per 30 minuti in frigo. Ho tostato le fette di pane, ho tagliato i pomodori e ho composto la bruschetta.

 
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