lunedì, 14 febbraio 2011

Boeuf Bourguignon ovvero Stufato di Manzo al Vino

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Ma quanto è bello portare in tavola la pentola di coccio? Regala quel senso di intimità e di calore famigliare come quando il gatto decide di saltarmi addosso mentre guardo la TV sotto la copertina sul divano... Onestamente, per le cotture lunghe non rinuncio mai alla mia pentolaccia verde di coccio.


La ricetta è quella originale francese (copiata pari pari dalla rivista "vie pratique Gourmand"); con buona pace dei segreti di nonne, mamme o zie Cesire; o di qualche ingrediente indispensabile per il gusto perfetto. Oddioddio, ho ancora in mente la diatriba sul pesce perfetto  per il Caciucco (qui); di cui la cosa che più mi interessa sapere è se si dice Cacciucco o Caciucco... magari si può dire in entrambi i modi. Perché forse la lingua italiana è ben più tollerante di alcuni palati; soprattutto di quelli abituati più a sputar sentenze che a preparare un buon pasto per i propri cari... "chi sa fare sa apprezzare" miei cari supercritici gastronomici del web!


Vabbè, dopo lo sfogo (e mica si può essere sempre politically-correct!!), direi che è il caso di passare alla ricetta. Dicevamo che trattasi di uno stufato... ergo la cosa più difficile è scegliere il taglio giusto di carne. Chi va dal macellaio ha gioco facile perché deve solo dire a "Cesare il macellaio" che volete fare uno stufato di manzo e al resto ci pensa lui che 'ste cose le sa. Se invece ci serviamo da sole/i al banco carne del supermercato dobbiamo pensare ai pezzi di carne che più di tutti sono muscolosi (collo, spalla o cappello del prete, girello o magatello, reale, geretto) perché contengono molto tessuto connettivo che con una lunga esposizione a calore moderato ma stabile (e in questo la pentola di coccio è il massimo) si trasforma in una gelatina che rende morbida la carne.
La particolarità della Boeuf Bourguignon è che si usa vino rosso al posto del brodo (di cui non c'è traccia); per cui alla fine delle due ore di cottura nel vino la carne ne risulterà particolarmente impregnata, quindi è meglio non scegliere un vino di bssa qualità!, anzi, visto che la ricetta è tipica della regione francese Bourgogne perché non scegliere proprio un vino rosso di Borgogna?
La scelta degli aromi e delle verdure, poi, fa sì che il sughetto si addensi ben benino; ma se, a fine cottura, risultasse ancora troppo liquido si può sempre aggiungere un cucchiaio o due di farina (basta che non lo diciate in giro, però!).


La ricetta:

Continua...

domenica, 30 agosto 2009

Tonnarelli al Ragù di Rana Pescatrice

Tonnarelli al ragù di rana pescatrice.jpg

 

Mi pare fosse ieri…
ho visto una cosa in tv, oddio… sarebbe più corretto dire che la tv era accesa e distrattamente la ascoltavo mentre ero intenta nella preparazione di questa pasta.
Confesso di non amare molto la tv, non credo possa “arricchirmi” e per passare il tempo mi rivolgo ad altro.
Quindi ogni volta che la accendo sono sempre molto scettica e il 90% del tempo è sintonizzata su canali di musica.
Sicuramente la mia sorpresa nel sentire una cosa carina in tv dipende da questo scetticismo. Ma tant’è…
C’era questo tizio che raccontava ad un tale una storia di un barone locale. Una storia del passato, ma comunque "attuale".
Questo barone aveva due castelli, entrambi molto belli, e lui era davvero indeciso in quale dei due andare a vivere.
Così si fece costruire una capanna a metà strada tra i due castelli e in modo tale da poterli vedere entrambi. Per decidere meglio.
Il barone passò tutta la sua vita nella capanna (e nell’indecisione) finché entrambi i castelli andarono in rovina.



INGREDIENTI: per 2 persone
200 g di pasta all’uovo tonnarelli
200 g di polpa di rana pescatrice
1/2 cipolla
1 carota piccola
1 costa di sedano piccola
vino bianco secco
timo fresco (o buccia di limone grattata)

olio, sale

TEMPO DI PREPARAZIONE:
45 minuti

PREPARAZIONE:
Ho preparato un trito finissimo di cipolla, sedano e carota. Ho fatto soffriggere il tutto con un giro d’olio in una padella di alluminio non antiaderente. Quindi ho abbassato la fiamma e ho aggiunto la polpa di rana pescatrice tagliata a cubetti. Ho atteso che il pesce si cuocesse, ho alzato la fiamma e ho sfumato con il vino bianco. Ho atteso che tutto il vino evaporasse e ho aggiustato di sale e spento la fiamma. Nel frattempo ho portato a bollore l’acqua per la pasta, l’ho salata e ho immerso i tonnarelli. Un minuto prima di completare la cottura della pasta, l’ho scolata con il forchettone direttamente nella padella con il ragù di pescatrice, ho riacceso la fiamma e ho completato la cottura della pasta nel suo condimento aggiungendo 2 mestoli di acqua di cottura (ma questo dipende dallla fiamma che si usa, quindi ne possono servire di meno o di più). Ho spento il fuoco e cosparso di foglioline di timo (in assenza del timo fresco si può optare per la scorza di limone grattugiata).