lunedì, 01 marzo 2010

Insalata Valeriana, Mele, Noci e Scorza d'Arancia

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Che sia subito chiaro: c’è insalata e insalata. Su come condire un’insalata ci si può scrivere un trattato. A parte il fatto che c’è chi la preferisce con l‘aceto di vino, chi vuole solo l’aceto (pseudo)balsamico, chi assolutamente il limone (o la buccia di limone).
Condire bene un’insalata non è cosa semplice: occorre avere la mano (tipo il pollice verde!).
Ci si mettono anche i proverbi per insegnarci a condirla; ne conosco uno che dice all’incirca così “per condire bene l’insalata occorrono tre persone: una di manica larga per l’olio, una di manica strettina per l’aceto e una saggia per il sale”. Però a me piace che sappia molto d’aceto, e metto sempre poco olio (cerco di salvaguardare la linea).
Inoltre, per fare in modo che il sale si sciolga tutto, condendo in modo uniforme l’insalata, dovremmo preparare la vinaigrette a parte sciogliendo prima il sale nell’aceto, quindi aggiungere l’olio, mescolare e versare sull’insalata (confesso che io questa cosa qui non la faccio mai!!).

Ma anche dopo che abbiamo preso la mano a condire la nostra insalatina, occorre cercare di “abbinarla” alla portata cui fa da contorno.
Per esempio: ho preparato (e mangiato) questa insalata qui sia con le capesante che con un’hamburger. I sapori si abbinavano decisamente meglio con le capesante (penso per via delle mele). A parte il fatto che le capensate possono diventare parte integrante di questa insalata: basta lessarle e spezzettarcele dentro (diventa un’insalata - piatto unico).

Quindi… come mi sono mangiata le capesante ve lo dico al prossimo post, ora vi dico come ho condito la valeriana (o gallinella, o songino… non mi vengono in mente altri nomi per questa insalata qui):
mele
noci
scorza d’arancia grattata
olio
sale
aceto (pseudo)balsamico

 


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sabato, 19 aprile 2008

Filetti di Baccala Fritti

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Non c’è 1 romano (anche d’importazione) che non conosca il “Filettaro a Santa Barbara”. Fanno dei filetti di baccalà spettacolari. Ecco, questi qui non gli somigliano per niente... quelli là sono “impastellati” e li puoi sgranocchiare anche facendo due passi in via dei giubbonari verso campo dei fiori, questi no. Questi sono quelli classici e non c’è nessun segreto:

Bagnare il pesce nel latte, passarlo nella farina, poi velocemente nelle uova battute con un pò di sale (1 uovo intero + 1 tuorlo). Fondere in padella 2 grosse noci di burro e, non appena comincerà a spumeggiare, unire il pesce e farlo dorare su entrambi i lati per qualche minuto. Scolare e salare.

Per l’insalata: valeriana (detta anche songino e gallinella) e mela a cubetti condita con olio, aceto balsamico e sale.