martedì, 05 marzo 2013
Tramezzino Formaggio e Uovo Sodo
La pacchia è finita! Non so se il “francesismo” è chiaro a tutti.
Ieri sono tornata all’università, da studente… era ormai tanto di quel tempo che avevo abbandonato l’università che mi ero dimenticata quanto fosse dura. Per quanto le signore dell’amministrazione e i professori ci abbiano trattato con i guanti bianchi, gli è stato impossibile farci evitare le attese, le code e lo stress da esame!
Dunque ricomincio a studiare. Sono in terra straniera, sfrutto il loro sistema sanitario nazionale, cerco un lavoro in questo paese… credo che il primo passo da fare sia quello di mettermi a studiare seriamente la loro lingua. Comunicare è importante e capirsi non è scontato. Capita, certe volte, di non capirsi quando si parla la stessa lingua, figurarsi cosa può succedere quando si parla una lingua nuova. E così ho deciso di approfondire il mio francese sgangherato imparato con la televisione, prima di spedire i curricula!
E proprio adesso che il mio piccoletto aveva imparato a dormire tutta la notte fino alle otto di mattina, mi tocca alzarmi alle 7,00 e andare all’università… in tram (bien sûr!).
E lì, all’università, mi tornano alla mente tutti i bivacchi fatti a La Sapienza (una dozzina di anni fa – possibile che sia passato già così tanto tempo???!!!), le lattine di coca cola e i tramezzini mangiati sulle scale della facoltà o seduta sui prati della cittadella universitaria.
Bhè… adesso sono un po’ troppo (userei il termine) “matura” per i bivacchi per terra ma soprattutto ormai ho dimenticato il sapore della coca cola normale (avete letto quante calorie ha?) e la coca zero ha una nuova fan :-)
Per fortuna mi rimangono panini e tramezzini, ma a questo secondo giro di università non li compro al bar ma me li faccio a casa con le mie manine sante.
Questo è uno dei miei preferiti: tramezzino formaggio e uovo sodo.
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martedì, 16 ottobre 2012
Tramezzino di Pollo e Avocado
Perché i manuali di gravidanza dicono solo di preparare in anticipo le valigie per il parto ma non ti dicono di preparare e congelare dei pasti per il dopo? E’ che quando avanzano 5 minuti vorresti sederti sul divano, non dico leggere, no, quello sarebbe troppo, ma almeno sedersi non perché si è devastate dalla fatica ma perché si vuole farlo…
Tra la stanchezza e la voglia di sedermi a non fare niente, ammetto che i miei pasti si stanno riducendo ai minimi termini: pura sopravvivenza, direi! Diciamo che un-valido-e-volenteroso-aiuto cucina per cena qualcosa che possa essere scaldato il giorno dopo (stufati, minestre, legumi)... ma che fare quando anche l’aiuto è KO?: un ringraziamento particolare all’ottima baguette (con formaggio e prosciutto) che mi ha permesso di sopravvivere fino ad oggi!
Ieri è stata una giornata importante: ho fatto un primo, timido passo, verso la cottura del cibo ☺ e come botta-de-vita ho deciso di variare il tipo di pane.
Ma la domanda nasce spontanea: perché in Italia lo chiamiamo pan carré, che fa’ molto francese (carré vuol dire quadrato, quindi ce-sta-tutto) mentre in Francia lo chiamano pain de mie (letteralmente: pane di mollica)?
No… è che… ecco… insomma… una si trova un po’ in difficoltà a cercare tra gli scaffali un prodotto dal nome francese ma che in Francia non si chiama così!
Come pure la sac-à-poche… te pare che i francesi la chiamano così? No!… loro la chiamano poche-à-douille! Ma allora… perché continuiamo a chiamare queste cose in un finto francese??? Va a finire che facevo meglio quando la chiamavo banalissimamente tasca-da-pasticcere (almeno era italiano corretto)!
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martedì, 12 giugno 2012
Cake Prosciutto Crudo e Pomodori Secchi
Voglia di pic-nic? Di aperitivi sul terrazzo di casa? Di feste in giardino?:
allora è tempo di pasta fredda, pomodori al riso, insalata di riso, insalata fredda di cous cous, vitello tonnato, frittata di cipolle, hummus per i crostini di pane, alici a beccafico, melanzane sott'olio o pomodori sott'olio e zucchine in carpione per fresche bruschette, oppure Maki per un tocco orientale e raffinato accompagnati da un'insolita insalatina di avocado e tonno, oppure un classicissimo gattò di patate, o ancora melanzane ripiene e pomodori all'origano (ottimi freddi) per non fare a meno delle verdure. Oppure fantasie di quiche, torte rustiche e piadine (ma le piadine, diciamecelo, sono buone tiepide)!
Insomma... cibi freddi da portare in terrazza o sul prato di certo non mancano.
Ma... a questo cake salato non avevo ancora pensato. Prosciutto crudo, pomodori secchi e parmigiano. Grandioso per accompagnare le zuppe, per mangiarci gli affettati (un po' come si fa con la torta al formaggio umbra), ma se la cava benissimo anche da solo, stuzzicandolo con le mani di tanto in tanto mentre si chiacchiera del più e del meno, oppure, per gli sportivi, mentre si gioca la finale di pallone della coppa del mondo :)
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venerdì, 21 gennaio 2011
Piadina & Fantasia

La cosa più difficile della piadina è farla restare “morbida”. Sì perché come farcirla è davvero solo una questione di preferenze e fantasia. Tanto per cominciare
- si può partire con il “banale” fontina e prosciutto crudo…
- poi si può provare il classico rucola, stracchino e prosciutto crudo…
- magari potremmo osare con scamorza affumicata, lattuga e fesa di tacchino…
- certo non mi diaspiacerebbe neanche con i pomodori tagliati a fettine, cipolla bianca affettata, lattuga e mortadella (o salame)…
- ma per chi ama osare il mio amico Andreas suggerisce una purea di zucca e patata (lessate e schiacciate con la forchetta) aggiustata di sale e pepe a cui abbinarci dei funghi porcini (anche crudi, se piacciono, oppure passati cinque minuti in padella e salati) conditi con dell’olio tartufato; oppure sostituire i porcini con del gorgonzola…
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sabato, 17 aprile 2010
Torta Rustica ai 4 Formaggi

Prima di parlare della ricetta, devo chiedere ufficialmente scusa ai giocatori di scacchi (qua si risentono tutti! Non si può più dire niente!)… che poi i giocatori di scacchi che ci vengono a fare a vedere un blog di cucina??!!
Devo chiedere scusa agli scacchisti (speriamo che il termine esista e che serva per indicare proprio i giocatori di scacchi, senno chi li sente…) perché dicono che la tensione nervosa del gioco li mantiene magri (!). Quindi pare che il mio riferimento al fisico da giocatore di scacchi non sia stato uno dei più felici…
Adesso invece una comunicazione di servizio doverosa. Spesso accade che le ricette pubblicate in questo blog siano suggerite da lettori e frequentatori... (questa, per esempio, mi è arrivata per e-mail da Angelwitch) m'è parso giusto, quindi, inserire il nome dell'autore della ricetta nel tag del post. Quindi chi volesse vedere tutte le ricette suggeritemi da Angelwitch deve semplicemente cliccare sul tag "Angelwitch". Lo stesso, ovviamente vale per "Piero", "Stelladelsud" e "Ilaria". Loro, fino ad ora, hanno contribuito alla mia e alla vostra creatività... ma l'invito è aperto a tutti: basta farmelo sapere!
Ora, con la coscienza pulita, posso parlare di questa strepitosa ricetta salva cena e salva umore (gli odorini che si formano fanno tornare il sorriso anche dopo una lunga e nervosa giornata di lavoro).
Angelwitch mi manda una nuova ricetta “Allora, mia cara, se me lo permetti, vorrei continuare ad "usare" il tuo bel blog per passare, attraverso te, qualche ricettina veloce e facile, come questa, che mi "salva" con i figli quando non hanno voglia di nulla”.
E io glielo permetto. Perché sono alla ricerca di una cena buona e veloce (e le torte salate mi piacciono sempre), perché mi sembra una di quelle ricette impossibili da sbagliare. Da quello che posso aver capito di questa ricetta, direi che gli ingredienti fondamentali siano lo stracchino, le uova e la besciamella, il resto dei formaggi serve a svuotare il frigo.
Angelwitch sa che le ricette di questo blog sono spesso accompagnate dalla musica e stavolta mi propone anche l’accompagnamento musicale “You can do magic mi fa sempre pensare che descriva benissimo quasi tutte le donne, che sanno fare magie con nulla o poco più, anche in cucina…”
La ricetta è copincollata dalla e-mail di Angelwitch
INGREDIENTI:
1 pasta sfoglia pronta rotonda
1 stracchino ( un paio d'etti o poco più)
1 confezione di besciamella pronta piccola (200 ml)
2-3 uova (io ne metto 3, ma bastano anche 2 se non le avete)
Eventuali resti di formaggi tipo gruyère, emmenthaler, asiago, montasio o provolone
dolce, circa 80 gr ma potete aumentare o diminuire a piacere.
Potete metterci anche solo 2 bei cucchiai di parmigiano, io non lo amo tanto e
preferisco altri formaggi.
rosmarino, 1 bel rametto
pomodorini ciliegia, una decina
olio extravergine, sale se occorre.
Tempo di preparazione:
40 minuti
In una terrina lavorate lo stracchino, rendendolo cremoso, unite le uova, la besciamella e i formaggi grattugiati o passati al tritatutto, aggiustate eventualmente di sale.
Stendete la sfoglia in uno stampo a cerniera di 24 o 26 cm di diametro (ci sta) , sforacchiatela un po' con la forchetta, versate la crema di formaggio e con le forbici tagliuzzatevi sopra le fogliette di rosmarino, ripiegate sulla torta la pasta eccedente o fate un cordoncino.
Tagliate a metà i pomodorini, svuotateli dei semi, e posate le metà sulla torta con il taglio in basso, ungeteli con l'olio perchè non secchino troppo.
Nel frattempo, anzi, prima di iniziare, perchè si impiega davvero poco tempo, avrete acceso il forno a 200° circa. Mettete la torta nel forno a metà altezza e dopo 10 minuti o meno a seconda del vostro forno, abbassate a 180°. Lasciate cuocere 25-30 minuti, coprendo eventualmente con alluminio se la superfice si colorisse troppo. Se vi è riuscito un ripieno "altino" lasciate qualche minuto in più e magari con la resistenza inferiore solo. (il mio forno invece scalda molto sotto)
Lasciate riposare qualche minuto nel forno spento prima di servire, così si rassoda maggiormente, deve comunque essere una torta morbida.
I pomodorini servono per bellezza, potete tranquillamente ometterli o sostituirli con fette di pomodoro qualunque.
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domenica, 21 febbraio 2010
Bruschetta di Speck, Noci, Pere, Brie e Miele di Castagno

Questa ricettina arriva via e-mail dalla mia amica stelladelsud.
Sembra una bruschetta qualunque, invece è alta cucina in cui gli abbinamenti storici di sapori e consistenze sono esaltati dalla scelta degli ingredienti giusti (in fondo si comincia a cucinare già al supermercato, no?).
Ma ditemi voi come si fa a “sbagliare” una bruschetta in cui si abbinano
formaggio e pera
formaggio e miele
speck e pera
formaggio e noci
Ma come ho fatto a non pensarci prima?
E il pane? quello fatto apposta per le bruschette. Che anche dopo che è abbrustolito mantiene una certa umidità all’interno: non si indurisce troppo e non dà l’impressione di essere secco.
Ma questa bruschetta ha anche un altro significato:
a voi scoprirlo dopo averne letto la storia come la racconta stelladelsud in persona
“Allora Paola, durante le vacanze di natale Alice era dal Papà e mi faccio un regalo: accetto l'invito a "bere qualcosa" da un ragazzetto di belle speranze (le sue..). Passeggiata a trastevere chiacchierando del più e del meno.. (in fondo non si può sempre parlare dei massimi sistemi). Ci fermiamo in una brasserie e al vino rosso vorrei abbinare qulcosa. La mia curiosità si ferma su una bruschetta… che ha profumato e insaporito tutta la serata!
Ho pensato subito che te l'avrei volentieri riproposta (la ricetta… la seratina proprio no!)
Pane a fette (non genzano, quello con la mollica larga, ma va bene quello con farina macinata a pietra, già venduto a fette al supermercato) da tostare e tenere caldo caldo, su cui poggiare le fette di speck, le pere tagliate sottili (quelle kaiser, dure, da tagliare con tutta la buccia), poi il brie (lo riscalderei un po'… senza sciorglierlo però), su cui far colare del miele di castagno...! Si completa sbriciolando un gheriglio di noce... slllurp!!
Il vino? un bordeaux..
La musica? il bacio sulla bocca di Ivano Fossati
Fammi sapere..io ADORO il miele di castagno, l'ho ripreso dopo anni: inconfondibile!
Non vado pazza per il formaggio, ma ogni tanto..
la stella splende ancora”
Tempo di preparazione:
15 minuti
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lunedì, 07 dicembre 2009
Tartine di Foie Gras de Canard

L’ho già detto che questa estate sono andata in Francia? Sìssì. L’ho detto, l’ho detto!
Non sono una che ama i souvenir, i ricordini, i pensierini, i soprammobili. Gli unici souvenir che mi riporto a casa sono quelli gastronomici, e in Francia ho fatto scorte. La maggior parte delle quali già bevute e mangiate… Eh je sais: la vie est dure!
Prima o poi, per cercare di “ammorbidirla”, ingrasserò di 80 chili.
Insomma, stavo sulla strada per Le Mont Saint-Michel e vedo un allevamento di oche che produceva in proprio vari prodotti. Potevo non comprare il foie gras originale fatto in casa? Non sono riuscita a resistere (lo so: qualcuno non mi parlerà per il resto della vita).
C’ho fatto queste tartine, facili facili.
Stavolta, visto che aveva fatto tutto l’allevatore francese, mi sono fatta la pasta brisée (mica potevo comprarla e starmene con le mani in mano!)
INGREDIENTI:
foie gras de canard
olive
250 g di farina 00
125 g di burro
2 cucchiai di acqua fredda (di frigo)
sale
TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti
PREPARAZIONE:
Per la pasta brisée: ho spezzettato il burro e l’ho lasciato a temperatura ambiente per 5 minuti. Ho setacciato la farina, l’ho salata e l’ho messa a fontana sulla spianatoia e al centro c’ho messo il burro. Ho lavorato la farina con il burro con la punta delle dita (meno si tocca, meglio è) fino ad ottenere delle briciole. Ho aggiunto l’acqua fredda fino ad ottenere un impasto morbido e liscio (lavorare il meno possibile). Ho formato un panetto, l’ho avvolto in carta alluminio e l’ho messo in frigo a riposare almeno 1 ora prima di stenderla per formare le tartellette.
Ho fatto cuocere le tartellette di pasta brisée in forno caldo a 200° C su carta da forno per 15 minuti.
Poi ho spalmato il foie gras e al centro ho messo un’olivetta.
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martedì, 24 novembre 2009
Pizza Biplano

Ari-eccolo!
Signore e Signori, è con mia somma gioia che vi comunico che Piero è tornato.
Stavolta mi sfida. Dice che si rifarà vivo solo se sopravviverò a questa pizza.
Pensa di liberarsi di me… L’Illuso!
Ebbene, Piero, come vedi sono sopravvissuta al tuo esperimento. E devo dire che m’è pure piaciuto, altrimenti, come sai, non l’avrei postato…
Oramai con lui è tradizione: copia e incolla della e-mail che m’ha mandato.
“In fondo è solo una pizza... ma con tante varianti dentro che non saprei come chiamarla: sembra una torta di Nonna Papera, di fatto.
Ti spiego: la mia idea di pizza è quella al trancio, morbida ed altina. Per Cristina deve essere sottile e croccante. Per nostro figlio è una via di mezzo, da cui lui, prima, toglie accuratamente il condimento.
Ci ho pensato su mesi, per trovare qualcosa che accontentasse tutti: poi ho pensato di "scontentare" tutti (approccio quasi "Zen ") cosicché nessuno si "aspettasse" qualcosa su cui fare riferimento :-)))
Ed eccola qua, la "pizza Biplano": devo dire che... beh.. mica male :-)
INGREDIENTI:
Farina 00
Farina 0
Lievito (io ho usato lievito in polvere " lento")
Latte
Pelati
Mozzarella
Origano ecc...
Tempo di preparazione:
60 minuti
Base:
Ho pesato e setacciato un 400 gr abbondanti di farina 00 (vado a "spanne", sai che dipende da temperatura ambiente ed umidità ambientale...) in una ciotola, unendovi il lievito, sale fino come si addice al tutto, e con una forchetta ho fatto fare conoscenza tra loro...
Poi ho fissato bene la bottiglia di olio, pregando di non usarne a sproposito (dà croccantezza) diciamo un tre cucchiai da minestra, a "naso"... e del latte a temperatura ambiente... idem quantità, forse un filo di più.
Con acqua ho ottenuto l' impasto... e qui cominciamo a fare casino: anzichè "completarlo" con la 00, usavo la farina 0 per non renderlo troppo molle... Quando l'impasto mi è sembrato pronto l'ho messo a lievitare nel forno acceso al minimo (40-50°, gli dai un incoraggiamento a crescere...), con un telo leggermente umido a coprirlo...
Un'oretta, col lievito in polvere…
Poi ho rotto la lievitazione impastando di nuovo usando solo farina 0. Quando non ce la facciamo più (diciamo un 5-10 minuti), la dividiamo in 1/3 e 2/3 e la rimettiamo a lievitare per un’altra ora.
Preparazione:
Togliamo l'impasto dal contenitore e mettiamo il forno a 230°, TEGLIA INCLUSA...così si scalda bene anche lei...
Su un foglio di carta da forno adeguato alla teglia stendiamo il 2/3 ( mi sa che si potrbbe usare anche una tortiera..)
Togliamo la teglia dal forno (attenta, scotta da paura!) e ci adagiamo la base.
Mentre ci mettiamo la mozzarella, e quant'altro vuoi (io ho messo anche cipolle e prosciutto cotto, qualche filetto di oliva e quello che avevo in frigo... nonché origano, pepe, sale, olio e no, qui NON ho messo zenzero!) la "ragazza " comincia a cuocere..asciugarsi.
Intanto ho tirato il 1/3 rimanente, sottile sottile, e l'ho adagiato sopra il tutto, chiudendolo come si fa per una torta salata.
Ho praticato aperture (usando una forchetta, ma anche taglietti fatti con il coltello)
Solo adesso, sopra, ho messo i pelati, con pochissimi pezzi di mozzarella, un giro di olio, origano, sale.
Inforni il tutto, classico quarto d'ora... Quello che ne esce... beh, sconcerta se pensi a "pizza..." ma è buona: non è un calzone, non è una torta salata... è... boh... buona!
Ci vuole di più a scriverlo che a farlo...
Ciaoooo :-) se sei sopravvissuta a questa magari te ne invio un'altra :-)”
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mercoledì, 07 gennaio 2009
Focaccine al Lardo

Fatalismo... Volere del destino...
da ragazzina un pò ci credevo. Mi piaceva l’idea che “Qualcuno” sapesse perfettamente come far andare avanti la mia vita. Coglievo i segni, facevo delle scelte in base ai significati che estrapolavo dagli “eventi”. Mi sentivo protetta, guidata attraverso i segni verso il compimento del mio destino.
Poi, difficile dire con precisione quando, il senso di protezione si è trasformato in un senso di oppressione.
Desideravo fare una cosa, ma gli auspici non erano favorevoli: rinunciavo.
Facevo una cosa tanto desiderata, ma veniva sottolineata come un rimprovero da una pioggia battente o da un fallimento: senso di colpa.
No, senti! Vivere così è un pò troppo pesante per me. Ci si prende un pò troppo sul serio. Ci si sente al centro di un sistema troppo grande per riuscire a sopportarlo con il sorriso.
INGREDIENTI: per 8 focaccine
5 cucchiai d’olio
300 g di farina di manitoba
1 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
1/4 di cubetto di lievito
150 ml di acqua
fettine di lardo (magari quello di Colonnata)
pepe nero
TEMPO DI PREPARAZIONE:
3 ore e mezzo
PREPARAZIONE:
In una ciotola ho impastato la farina con 1 cucchiaio d’olio e l’acqua in cui avevo pecedentemente sciolto lo zucchero, il sale e il lievito. Ho coperto la ciotola con un panno e l’ho messa a lievitare in un luogo caldo (se possibile a circa 30-35° C) per 1 ora. Ho impastato di nuovo la pasta aggiungendo altri 2 cucchiai di olio e il pepe nero macinato al momento, poi ho messo a lievitare per 1 ora. Ho spianato la pasta così ottenuta e con una forma di 8 cm di diametro ho ritagliato 8 cerchi di pasta che ho coperto con un panno e ho messo a lievitare per 40 minuti. Ho cotto in forno già caldo a 250° C in modalità ventilata per 10 minuti. Quindi ho spennellato la superficie delle focaccine con il restante olio e ho lasciato finire la cottura per altri 5 minuti. Ho disposto si ciascuna focaccina 1/2 fettina di lardo.
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mercoledì, 27 agosto 2008
Bruschetta di Sardine Marinate

Ma tu sei felice?
La domanda sembra banale, buttata lì quasi per caso, come a confermare una tesi per la quale ti eri tanto accalorata. Ma rispondere “onestamente” non è altrettanto facile... anche perché è dalla storia dei tempi che gli uomini si interrogano su questo stato di benessere, su questa condizione di soddisfazione totale...
Già Epicuro s’era tanto adoperato per capire come raggiungere la felicità e suggeriva ai suoi amici di cercare di allontanare sia i dolori fisici che quelli psichici. Allontanati i dolori, suggeriva di cercare di provare piacere, classificando i piaceri in 3 categorie:
piaceri naturali e necessari: amicizia, libertà, amore, cibo
piaceri naturali ma non del tutto necessari: lusso e abbondanza
piaceri del tutto accessori: successo, potere, gloria e fama
E già qui, dovrebbe arrivare la prima tiratina d’orecchi per l’uomo “moderno”, più intento alla soddisfazione dei piaceri non del tutto necessari e del tutto accessori piuttosto che alla ricerca e soddisfazione dei piaceri necessari...
E poi, certamente, c’è tutta la filosofia contemporanea che parla del qui e ora, del non avere aspettative per il futuro perché già solo questo procura ansia che è in contrasto con lo stato di felicità.
Sì, vabbè, ma come si riconosce una persona felice? Una persona felice
è ottimista
ha fiducia in se stessa e negli altri
si sente libera
Le persone felici affrontano meglio la vita e vivono meglio i rapporti con gli altri... Insomma il detto “cuor contento, il ciel l’aiuta” pare proprio avere solide basi...
Comunque, per chi volesse approfondire, lascio il link di Wikipedia.
INGREDIENTI: per 4 persone
600 g di sardine
8 fette di pane casereccio
120 g di pomodori
60 g di olio extravergine di oliva
1 lime
sale
TEMPO DI PREPARAZIONE:
60 minuti
PREPARAZIONE:
Ho eviscerato, spinato e aperto a libretto le sardine. Ho spremuto il lime e tritato finemente un pezzetto di buccia. Ho emulsionato l’olio con il succo e la buccia del lime. Ho salato leggermente. Ho versato l’emulsione sulle sardine e le ho lasciate marinare per 30 minuti in frigo. Ho tostato le fette di pane, ho tagliato i pomodori e ho composto la bruschetta.
Scritto in Antipasti, Torte Salate e Pizze | Link permanente | Commenti (10) | Tag: ricetta, foto, bruschetta, pesci pesci, sardine, sarde |
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